Andrea Stefano Marini Balestra

Era quella di ieri una partita da vincere, non perché la misera classifica lo impone, ma per la fragilità dell’avversaria Fermana dimostrata sin dai primi minuti di gioco.

Davanti a spalti semivuoti, i tifosi, ma non soli, anche il presidente Romano, hanno preferito andare per compere che assistere alla partita.

Sta di fatto che dopo una buona metà di primo tempo che la Viterbese aveva convinto per varie irruzioni nell’area di porta avversaria e di un gol mancato per un soffio da un tiro di Iuliano al sette della porta ben difesa dall’anziano portiere avversario (42 anni), poi è sceso il buio. La Viterbese era riuscita a segnare dopo azione confusa da un calcio d’angolo, ma per fuorigioco, molto dubbio, certo da rivedere se esistesse in serie C il VAR, gol annullato.

Azioni confuse, scontri di giuoco ed infortuni a raffica e modesta direzione arbitrale (arbitro Maria Marotta) hanno addormentato il pubblico.

Nulla da fare pertanto. Sfortunata la Viterbese che, a portiere battuto mentre il pallone entrava inesorabilmente porta è stato ribattuto fuori da un difensore della Fermana. Anche qui, dubbi se la palla avesse varcato la linea o no. 

Se c’era il VAR si sarebbe saputo di più.

Dopo l’espulsione di Murilo per doppia ammonizione, la partita è finita sullo 0 a 0.

Contestazione dei pochi tifosi in curva nord e delusione per tutti che vedono scivolare la squadra cittadina sempre più nel baratro della retrocessione. 

 

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