#TIMEOUT | NICOLA SAVINO INTERVISTA LEONARDO CASANOVA
Il ritorno del “figliol prodigo”, si potrebbe dire.
E lui non è più il ragazzino imberbe al quale regalare qualche spicciolo di gara, magari a spaghetti già scolati (Dan Peterson docet), tutto da sgrezzare e da plasmare.
Lui è Leonardo Casanova (22 anni da compiere a gennaio prossimo) e per una vita ha vestito la casacca della Stella Azzurra Viterbo.
“Ho cominciato qui a fare basket – racconta – quando avevo 5-6 anni e a stento riuscivo a tenere il pallone tra le mani. Ci sono rimasto fino ai 19 quando sono andato in prestito ad Orvieto in C Silver”.
Eccolo il momento della svolta: due stagioni da protagonista, con minutaggi crescenti e un “maestro” d’eccezione: Fabio Marcante, che ha lasciato ricordi indelebili al PalaMalè e che lo ha seguito nella conoscenza e nell’acquisizione dei segreti della pallacanestro.
“Sì, è stata una esperienza fondamentale per la mia crescita e per la mia maturazione – commenta Leonardo -. Processi che, comunque, non si sono affatto conclusi. Lì, in Umbria, mi allenavo tutte le mattine con Fabio e un altro ragazzo: così, piano piano, sono cresciuto e ho imparato tante cose.
Ma soprattutto il fatto di poter giocare con crescente frequenza mi ha permesso di entrare in determinati meccanismi che alla fine sono quelli che contano durante le partite. Perché è il campo che comanda: l’intensità e la pressione non possono mai essere paragonabili con quelle degli allenamenti, per quanto tirati possano essere”.
La sintesi è che Casanova adesso è un giocatore affidabile a tutti gli effetti, in grado di entrare in campo e di inserirsi subito nei meccanismi di squadra.
Se ne è accorto Umberto Fanciullo che lo chiama con regolarità, regalandogli minuti e giocate importanti.
“In effetti – spiega – nei due match più combattuti giocati finora (a Civitavecchia e sabato scorso a Ciampino contro Frassati), sono rimasto in campo fino alla fine e ho cercato di dare il mio contributo alla vittoria”.
Il “figliol prodigo” non è cresciuto soltanto sul piano tecnico, tattico e caratteriale: adesso è diventato un uomo che si impegna nel basket e che ha trovato la strada giusta nel cammino universitario.
“Dopo il diploma da geometra – spiega Leonardo – mi ero iscritto a Viterbo ad Architettura del paesaggio. Dopo sei mesi ho mollato perché proprio non mi piaceva. Sono rimasto sei mesi fermo e poi sono riuscito a superare il test di ingresso a Scienze motorie a Roma: sono iscritto al secondo anno.
Cerco di seguire tutte le lezioni, nonostante le difficoltà del collegamento ferroviario con Roma. Con qualche sacrificio riesco ad essere presente a tutti gli allenamenti e questo naturalmente aiuta”.
Per la Stella Azzurra l’annata è cominciata nel modo migliore con 5 vittorie consecutive: e per Leonardo?
“I successi della squadra sono anche i miei. Il mio personale obiettivo è uno solo: crescere. Certo, vincere fa bene a tutti e contribuirvi in maniera concreta aumenta la soddisfazione.
Però, ripeto, ho ancora tanto da imparare e sono qui innanzitutto per questo: la Stella è la mia casa ed esservi ritornato è per me motivo di entusiasmo che non riesco neppure a descrivere compiutamente”.
Che ambiente hai ritrovato?
“Ottimo come sempre. Con una caratteristica in più: la progressiva viterbesizzazione della squadra. Che è poi un obiettivo della società.
Siamo ormai la maggioranza: io, Andrea Meroi, Rogani, Baldelli, Piazzolla, Berto, Navarra…
E c’è sempre il mio coetaneo e grande amico Matteo Gasbarri che quest’anno è andato a giocare in D nella Faul: un’esperienza che gli farà sicuramente bene.
Tutto questo, a mio avviso, consente di avere una caratterizzazione particolare: siamo viterbesi e giochiamo nella squadra più importante della città. Che cosa si può chiedere di più o di meglio?”.
Gli obiettivi di Leonardo Casanova coincidono con quelli dell’OrtoEtruria: quindi?
“Quindi avanti partita per partita senza crearci troppi problemi. Vogliamo arrivare nei play off e poi giocarci le nostre carte.
Quello è un campionato a parte nel quale si riparte tutti da zero: noi ci saremo con le nostre qualità e le nostre capacità”.
E allora qual è il punto di forza?
“La difesa che è sempre decisiva, soprattutto in quelle gare in cui magari si segna poco. Ma se tieni gli avversari a punteggi ancor più bassi, allora riesci a portarla a casa comunque.
Il team è compatto e affiatato; il clima nello spogliatoio è ottimo ed io sono tornato a casa. Non potevo proprio chiedere di più”.
E lui non è più il ragazzino imberbe al quale regalare qualche spicciolo di gara, magari a spaghetti già scolati (Dan Peterson docet), tutto da sgrezzare e da plasmare.
Lui è Leonardo Casanova (22 anni da compiere a gennaio prossimo) e per una vita ha vestito la casacca della Stella Azzurra Viterbo.
Eccolo il momento della svolta: due stagioni da protagonista, con minutaggi crescenti e un “maestro” d’eccezione: Fabio Marcante, che ha lasciato ricordi indelebili al PalaMalè e che lo ha seguito nella conoscenza e nell’acquisizione dei segreti della pallacanestro.
Ma soprattutto il fatto di poter giocare con crescente frequenza mi ha permesso di entrare in determinati meccanismi che alla fine sono quelli che contano durante le partite. Perché è il campo che comanda: l’intensità e la pressione non possono mai essere paragonabili con quelle degli allenamenti, per quanto tirati possano essere”.
La sintesi è che Casanova adesso è un giocatore affidabile a tutti gli effetti, in grado di entrare in campo e di inserirsi subito nei meccanismi di squadra.
Se ne è accorto Umberto Fanciullo che lo chiama con regolarità, regalandogli minuti e giocate importanti.
Il “figliol prodigo” non è cresciuto soltanto sul piano tecnico, tattico e caratteriale: adesso è diventato un uomo che si impegna nel basket e che ha trovato la strada giusta nel cammino universitario.
Cerco di seguire tutte le lezioni, nonostante le difficoltà del collegamento ferroviario con Roma. Con qualche sacrificio riesco ad essere presente a tutti gli allenamenti e questo naturalmente aiuta”.
Per la Stella Azzurra l’annata è cominciata nel modo migliore con 5 vittorie consecutive: e per Leonardo?
Però, ripeto, ho ancora tanto da imparare e sono qui innanzitutto per questo: la Stella è la mia casa ed esservi ritornato è per me motivo di entusiasmo che non riesco neppure a descrivere compiutamente”.
Che ambiente hai ritrovato?
Siamo ormai la maggioranza: io, Andrea Meroi, Rogani, Baldelli, Piazzolla, Berto, Navarra…
E c’è sempre il mio coetaneo e grande amico Matteo Gasbarri che quest’anno è andato a giocare in D nella Faul: un’esperienza che gli farà sicuramente bene.
Tutto questo, a mio avviso, consente di avere una caratterizzazione particolare: siamo viterbesi e giochiamo nella squadra più importante della città. Che cosa si può chiedere di più o di meglio?”.
Gli obiettivi di Leonardo Casanova coincidono con quelli dell’OrtoEtruria: quindi?
Quello è un campionato a parte nel quale si riparte tutti da zero: noi ci saremo con le nostre qualità e le nostre capacità”.
E allora qual è il punto di forza?
Il team è compatto e affiatato; il clima nello spogliatoio è ottimo ed io sono tornato a casa. Non potevo proprio chiedere di più”.






















