Viterbo SPORT Ora spetta al Comune di Viterbo adoperarsi affiché il peso della serie C, del professionismo calcistico, non ricada completamente sulle spalle di Piero Camilli e dei suoi figli, Vincenzo e Luciano
Mario Cipolloni

Piero Camilli, il patron della Viterbese Castrense Calcio
Senza risentire minimamente del grande dispendio di energie gettate sul terreno amico del Rocchi nella partita di recupero infrasettimanale con il Rieti, la Viterbese ha rifilato un bel poker al povero Lanusei che dal canto suo ha si provato qualche sortita per impensierire Scardala e compagni, ma non c'è stata, come suol dirsi "trippa per gatti" nel senso che la difesa gialloblu ancora una volta non ha permesso alle punte avversarie di avvicinarsi più di tanto al bravo under Pini, il quale, come nella gara con il Rieti, non ha sporcato, anche questa volta, i guanti tanto poco è stato il lavoro che ha dovuto svolgere negli interi 90 minuti.
Ancora in gol Neglia (due volte 23° / 44°) e Ansini 53°, autori dei due gol rifilati al Rieti e per chiudere Bernardo all' 83°.
Con questo ennesimo risultato positivo la Viterbese veleggia ancora più sicura nel mare calcistico, sempre più di calma piatta, verso la serie C.
A cinque giornate dal triplice fischio di chiusura del campionato con tre partite interne: Muravera, Cynthia e Arzachena, e due esterne Olbia e Astrea, per il calcio professionistico che torna a Viterbo dopo 21 anni, non ci sono assolutamente problemi, Astrea e Cynthia sono le ultime della classifica, il Muravera è appena due punti sopra la zona retrocessione, l'Arzachena non dovrebbe impensierire più di tanto, mentre la trasferta ad Olbia potrebbe creare qualche piccolo accenno di pericolosità; insomma la serie C o se si preferisce il calcio professionistico è ormai a tinte gialloblu e lo diciamo con piena convinzione, pronti a festeggiare a correre come facemmo 21 anni fa sul green del Curi di Perugia quantunque le ormai quasi ...anta primavere.
Ed ora spetta al Comune di Viterbo adoperarsi affiché il peso della serie C, del professionismo calcistico, non ricada completamente sulle spalle di Piero Camilli e dei suoi figli, Vincenzo e Luciano.
Loro quanto promesso tre anni fa l'hanno mantenuto "porteremo la Viterbese - Castrense in tre/quattro anni in serie C", ecco, C...i siamo, promessa mantenuta, ora il Comune deve, ASSOLUTAMENTE DEVE esaudire le richieste dei Camilli e quanto la Lega Calcio pretende, pena la non partecipazione al campionato prof.
Ovvero: sistemazione completa dello stadio Rocchi, tornelli, uscite di sicurezza ecc.; dare alla Viterbese un proprio campo dove potersi allenare (in sintetico costa non più di 5/600 mila euro), ci sono tanti terreni comunali da poter utilizzare così come campi di calcio, nel Comune, da risistemare, dare ai Camilli la possibilità di avere un contatto pressoché continuo con un delegato allo sport, delega che oggi è gestita da Michelini, il quale, si spera, ha altre cose a cui pensare per far apparire e non sembrare, Viterbo una città decente; restituire ai Camilli i soldi anticipati per la messa in funzione della video sorveglianza interna allo stadio oltre ad un aumento dei posti, magari aggiungendo un'altra tribuna lato Pratogiardino, allora bocciata per far posto alle auto delle forze dell'ordine, oggi, potrebbero essere sistemate in altri posti sempre all'interno dello stadio. E, tanto tanto altro ancora!
Ma attenzione, il tutto va fatto subito, anzi, prima di subito, senza se e senza ma, molto prima del ritiro pre campionato. Entro la metà del mese di Agosto, quando all'inizio del campionato mancano pochissimi giorni non devono più esserci lavori in corso.
Questo va fatto, lo richiede una intera città sportiva e non.
Mario Cipolloni






















