Viterbo SPORT Coro di fine gara: "...e la capolista se ne va...(ripetuto all'infinito)
Mario Cipolloni

Viterbese: (4/3/1/2) Pini; Pandolfi, Pomante, Scardala, Fè; Selvatico, Ansini (88° Addessi), Cuffa; Belcastro(75° Boldrini); Invernizzi(69°Neglia), Bernardo

A disposizione: Mastropietro, Perocchi, Pacciardi, Dierna, De Sena, Nuvòli; All. Nofri
Rieti: (4/3/3) Zonfrilli; Martorelli, Ghidini, Bassini, Costalunga(75° Tiraferri); Cericola, Battisti(69° Giannone), Kameni(56° La Cava) Marccheggiani, Barone, Cardarelli
A disposizione: Landi, Celli, Tolomei, Petrongari, Amico, Gaeta; All. Piras
Arbitro: Meraviglia di Pistoia
Reti: 21° Ansini, 93° Neglia
Ammoniti: Cuffa (V), Bassini (R), Martorelli (R)
Angoli: 2 / 2
Note: Spettatori oltre 2000, circa 150 da Rieti, tempo e terreno ottimi
Recuperi: 1' p.t. - 4' s.t.
 
Coro di fine gara: "...e la capolista se ne va...(ripetuto all'infinito).
Proprio così, con un netto  risultato all'inglese, un gol per tempo, Scardala e compagni hanno liquidato agevolmente la pratica di recupero con gli amaranto celesti reatini secondi in classifica.
Un 2/0 che non ammette discussioni, tanta è stata la supremazia della Viterbese.  

Dopo i consueti 10/15 minuti di studio, nel corso dei quali il Rieti ha provato ad impensierire la difesa gialloblu, niente più che un paio di incursioni terminate regolarmente, stante la forza difensiva di Scardala e Pomante benissimo aiutati da Pandolfi e Fè al limite dell'area; poi...
Poi è stato, dopo un leggero infortunio del portiere Pini, un monologo della Viterbese, e per il Rieti si è fatto buio nonostante il bel sole che ha illuminato l'Enrico Rocchi, ci si aspettava di più dai secondi in classifica, ma davanti avevano un undici che ormai respira aria di calcio professionistico.

Le possibilità di raddoppiare il gol di Ansini al 21° del p.t., (Invernizzi, caparbio quanto mai, mantiene palla in mezzo a due avversari, serve Belcastro, palla ad Ansini, con molta calma il giovane under prende la mira e realizza alla sinistra dell'ex portiere gialloblu Zonfrilli) la Viterbese ne ha avute veramente tante; al 28°, al 40° e al 42° c'ha provato Belcastro con poca fortuna, il tutto con una sola mezza reazione dei celesti con banda amaranto al 33° quando Battisti riesce ad impegnare, ma niente più, Pini. 
Fino al 45° quando, in area reatina un netto mani per un sicuro rigore sul quale l'arbitro e il collaboratore di dx  lasciano proseguire.

Fine primo tempo con cori e giubilo incontenibile.

Nei secondi quarantacinque minuti, ci si aspetta la reazione del Rieti, niente da fare, è sempre la Viterbese a menar la danza; dopo il gol annullato a Kameni per netto fuori gioco, Belcastro ha la migliore delle occasioni per raddoppiare calcia a botta sicura, la palla sorvola la traversa, al 55° ci prova il (pelato) terzino Fè ,come sempre uno dei migliori, al 72° ci prova Selvatico, altro maratoneta del green al 90°il Rieti e tutto proteso alla ricerca del pareggio La Cava ci prova ma  Pini sempre attentissimo fa sua la sfera di cuoio.

Siamo ai 4 minuti di recupero, i gialloblu, scampato l'unico pericolo dei 90 minuti, si riimpossessano della metà campo ospite, tre dei quattro minuti di recupero sono già trascorsi, il Rieti è ormai alle corde, senza più energie, Bernardo di testa riesce ad appoggiare a Neglia, fuga, palla al piede, verso Zonfrilli che gli si fa incontro, pallonetto e 2 / 0, triplice trillo del buon arbitro Meraviglia di Pistoia e cori, tanti cori con Scardala e compagni che ringraziano la colma curva  e la altrettanto stracolma  tribuna centrale; rituali foto di giubilo, tutti a cantare " ...e la capolista se ne va...".
Aggiungiamo un pensiero personale che riprendiamo da quella famosa partita di 21 anni fa al Renato Curi di Perugia contro la Pontevecchio brindando durante l'intervista con il presidente di allora Angelino "cuore d'oro" Deodati, "C...i siamo".

Questa volta brinderemo con il patron Piero Camilli e i suoi figli.
Con la speranza che il comune inizi fin da subito a mettere mano ai lavori per mettere lo stadio Enrico Rocchi nella condizione di poter ospitare il calcio professionistico, così come dettato e voluto dalla lega calcio, a cominciare dai campi d'allenamento senza costringere la squadra ad emigrare nel corso delle settimane da un campo all'altro, come richiesto più volte (senza risultati) dal patron Piero Camilli.
 
Mario Cipolloni

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