Viterbo SPORT La partita, per i gialloblu, non era certamente facile
di Mario Cipolloni


L'aveva detto mister Nofri, "Andiamo a Grosseto per fare la nostra parte, cercando di fare risultato" e c'è riuscita la sua Viterbese.

L'aveva detto anche il presidente Vincenzo Camilli, " speriamo di fare una buona partita, anche un pareggio andrebbe bene" e la Viterbese c'è riuscita, uscendo da un campo difficile, quale è sempre stato lo Zecchini, portando a casa un buon pareggio come da sua previsione.
La partita, per i gialloblu, non era certamente facile, anzi, il Grosseto fino a ieri era secondo in classifica, mentre la Viterbese, rigenerata dalla nuova cura Nofri stazionava, quantunque i due precedenti risultati positivi (pari a Nuoro e vittoria con la Flaminia) staziona tra la quinta e la sesta posizione a sei punti dalla prima. 

Stante la situazione, dovevano, entrambi gli undici, fare tutto  il possibile, buttare sul green dello stadio toscano, ogni più riposta energia, oltre che per vincere e per il prestigio societario, anche per la famiglia Camilli, ieri proprietaria dei biancorossi, oggi della società gialloblu. 

Un punto che sicuramente non è dispiaciuto a Nofri, così come non è dispiaciuto soprattutto  a Giacomarro che, dopo aver sofferto per una quarantina di minuti per cercare di pareggiare il gol (4°p.t.) dell'esordiente gialloblu Babacar,  si è ritrovato, dopo aver pareggiato (47° p.t.) con Nappello, per una buona mezz'ora del secondo tempo, in inferiorità numerica per l'espulsione (61°) di Ungaro per doppia ammonizione.

Mister Nofri, quantunque il buon pareggio, dovrà continuare a lavorare molto sul gioco dei suoi ragazzi i quali, e qui la nota è dolente, non realizzano molto, anzi, specie con i ragazzi deputati a mandare il pallone alle spalle del portiere avversario.

Che cosa succede, è la domanda che tutti i calciofili gialloblu si pongono, a  giocatori come Nohman, Romano, Oggiano, gente che ha sempre avuto grande dimestichezza con il gol, perché non riescono, se non raramente a far gioire il pubblico di fede gialloblu?

Non ricevono buona assistenza dai compagni? Non vengono messi nelle condizioni ottimali per battere a rete? O, forse perché, specie Nohman retrocede troppo ad aiutare i compagni ed allora al momento di battere a rete arriva oltremodo stanco? O, in ultima ipotesi, si tratta solo di sfortuna? A Nofri trovare la soluzione agli interrogativi.

E meno male che a sistemare la gara con il Grosseto c'ha pensato, con un gran colpo di testa, il nuovo Babacar, comunque l'attacco gialloblu, è chiaro a tutti, è estremamente sterile, soprattutto considerando la gara con i biancorossi toscani, quando, come già scritto, per 30 minuti, Scardala e compagni si sono trovati in superiorità numerica.

La classifica è ancora tutta da stabilire, ogni domenica cambia proprietario a dimostrazione che non c'è ancora la squadra che domina, la sconfitta dell'Ostia Mare a Nuoro, la sonante vittoria del Rieti sul Cintya, i pareggi dell'Abalonga e per fortuna del Grosseto hanno permesso all'Arzachena di posizionarsi in vetta con venti punti ,le altre, compresa la Viterbese, sono li ad un passo, necessita però vincere già da  domenica in casa con il Trastevere se si vuole raggiungere il tanto sospirato calcio professionistico. 
Mario Cipolloni

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