Viterbo CRONACA Il furbastro boy scout Renzi ha placato i tanti o pochi

Bettino Craxi
Uno spettro aleggia sull’Italia e sull’Europa. E’ quello dell’uomo politico più discusso d’Italia dopo la prima Repubblica ed i fatti di Tangentopoli.
E’ lo spirito di Bettino Craxi ex segretario del Partito Socialista italiano dal 1974 e più volte Presidente del Consiglio.
Uno spirito che non vuol tacere. Uno spettro che come nella Shakespeariana tragedia, L’Amleto (Atto I – Scena V), irrompe sulla scena per ammonire il figlio del defunto Re “di non permettere che il letto del Re di Danimarca sia il covo della lussuria e del maledetto incesto…”.
E già, perché a giudicare dall’incipit del volume del defunto ex Presidente del Consiglio, pare che l’on. Bettino Craxi nei suoi appunti da Hammamet avesse visto giusto nel tratteggiare a brevi linee i mali di cui questa Italietta confusa e caotica presto o tardi avrebbe sofferto, se al giustizialismo ed alla voglia di forche e ghigliottine, non si fosse sostituita una seria e più avveduta progettualità politica: “Guardo la sfera di cristallo e vedo un gran buio. Una politica in gran parte residuato del vecchio, avvolta in una babele di linguaggi soprattutto in materia di ciò che dovrebbe essere il nuovo” .
Chissà come avrebbe salutato oggi la nomina del siculo Mattarella a Presidente della Repubblica?
Ecco un bell’esempio di vecchio che più vecchio non ce n’è, un passato sempre più presente del presente stesso e quel che è peggio un passato della peggiore specie, quella DC di rosso dipinta e di paganesimo verniciata, lussuria ed incesto di Amletica memoria.
Il furbastro boy scout Renzi ha placato i tanti o pochi – poco importa - Eolo che soffiavano sulla sua poltrona facendola traballare, tacitando così con l nomina di Mattarella, le Bindi, i Cuperlo ed i Fassina, grandi lavoratori ed infaticabili maitre a penser di questa osannata Terza (?) Repubblica. Ma la seconda quale era e soprattutto dov’era?
Torniamo alle memorie di Craxi, che Andrea Spiri ha raccolto in un pregevole volume per le Edizioni Mondadori, con il titolo: “Io parlo e continuerò a parlare. Note e appunti sull’Italia vista da Hammamet”.
Chi avrà voglia e tempo di leggere queste memorie, ne vedrà delle belle. Per esempio, il ritratto, con pennellate di vero sarcasmo ed ironia che Craxi ci tramanda del dottor Sottile, quel Giuliano Amato che qualcuno – ahimé – avrebbe voluto perfino al Quirinale, magari come pezzo di antiquariato sottoposto ad opportuno restauro.
Un ritratto che la dice lunga sulle responsabilità politiche ed amministrative del Giuliano nazionale, dal momento che “era a conoscenza della rava e della fava delle spese e delle entrate del partito”.
Chiaro?
Ma tant’è.
Da Amato, Prodi (sic!), a… Mattarella il passo è stato davvero troppo, troppo, troppo breve!!
Buona lettura a tutti.
Giuseppe Bracchi






















