Ronciglione POLITICA Nell’ex magazzino militare di Ronciglione attualmente non sono presenti ordigni bellici e sostanze pericolose

 

Questa la dichiarazione congiunta dell’on Oreste Pastorelli, del segretario sezione PSI Ronciglione Raimondo Chiricozzi e del segretario della Federazione PSI Aldo Filosa: Sull'inquinamento del lago vigileremo sulle attività di bonifica del centro battereologico e chimico annunciate dal ministro Pinotti.

Nell’ex magazzino militare di Ronciglione attualmente non sono presenti ordigni bellici e sostanze pericolose e l’avvio per la seconda azione di bonifica della zona è previsto per il prossimo 7 gennaio. 
Queste in sintesi le risposte che il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha fornito al mio al question time di oggi in Aula sulla questione dell’inquinamento del Lago di Vico per la presenza, in zona militare, di residuati bellici e metalli pesanti.
Vigileremo sulle attività di bonifica e aspetteremo i nuovi controlli dell’Arpa. 

QUESTION TIME con risposta immediata presentata dall’on. Oreste Pastorelli interessato del problema dalla Sezione PSI di Ronciglione e dalla Federazione PSI di Viterbo

Roma, 10 dicembre 2014 – Dopo aver reso noto che nell’ex magazzino di Ronciglione attualmente non sono presenti ordigni bellici e sostanze pericolose, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti – in risposta al question time (l’interrogazione a risposta immediata in Aula) presentato dal deputato Psi, Oreste Pastorelli – ha spiegato che “l’avvio per la seconda azione di bonifica della zona è previsto per il prossimo 7 gennaio”.

L’impianto era stato costruito durante il regime fascista sulle rive del Lago di Vico per la sperimentazione e produzione di armi chimiche e ordigni speciali, per poi essere riconvertito per la produzione di candele nebbiogene e fumogeni. “Le prime operazioni di bonifica iniziarono solo a metà degli anni ’90 – ha ricordato il deputato socialista – per concludersi con l’annuncio di assenza di rischi di contaminazione per le popolazioni limitrofe”.

Negli anni successivi le autorità militari hanno però evidenziato – in alcuni punti – concentrazioni di arsenico e di altri metalli pesanti superiori alla soglia di contaminazione, evidenziando “la necessità di rimuovere gli ordini inesplosi e altri residuati bellici ancora presenti nell’impianto, per poi procedere a una bonifica dell’area” ha spiegato Pastorelli, bonifica mai intrapresa, ma necessaria e urgente per garantire la sicurezza dei cittadini della zona.

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