Andrea Stefano Marini Balestra

Con i soldi dei contribuenti viterbesi la Città si dotò anni addietro di un impianto natatorio moderno ed efficiente anche se le misure della piscina di soli mt. 33, quindi non olimpionica, comunque atta a qualunque disciplina collegata al nuoto.

Completava l’impianto anche una piscina balneare all’aperto, un vero lido cittadino, simpatico ed accogliente.
Poi venne la LARUS, cioè una società sportiva ben nota perché quella per la quale gareggiava il campione olimpico e mondiale del nuoto Massimiliano Rosolino, che, con alterne vicende dal 2006, ha gestito l’impianto sino l’estate 2019.

Adesso, cosa è accaduto?

Semplice.

La Federazione Italiana nuoto per bocca del suo presidente avv. Barelli ha, ore fa, notificato al sindaco Arena l’intenzione ritirarsi dalle trattative per ottenere la concessione viste le difficoltà sorte in Consiglio comunale per il perfezionamento dell’accordo.

Figuraccia planetaria!

Di chi è la colpa se i giovani e meno giovani viterbesi non avranno a breve la possibilità di frequentare l’impianto sportivo creato con il denaro dei contribuenti, e che atleti non si possano allenare sotto casa ed essere costretti emigrare altrove?

Certamente della pessima qualità dei “politici” viterbesi, che sordi alle buone intenzioni del sindaco Arena, si sono gettati in Commissione ed in Consiglio, solo per loro interessi di bassa bottega, a silurare un progetto interessante: quello di istituire a Viterbo un centro nazionale federale FIN per le discipline del nuoto.

Aver fatto perdere alla Città un’occasione di questo genere è la riprova che a conti fatti gli inquilini eletti in Consiglio comunale non solo sono utili, anzi dannosi per la loro manifestata incompetenza, ma insensibili alla volontà dei loro elettori. Costoro si sono persi in tergiversazioni cavillose, quali per esempio: se la F.I.N. (organo del CONI, quindi del C.I.O.) sia un ente pubblico o no, se abbia le caratteristiche tecniche e finanziarie per sostenere e mantenere l’impegno e che comunque sia necessaria una gara pubblica per l’affidamento dell’impianto ed altre amenità via dicendo.

Patente dimostrazione che chi siede nella Sala d’Ercole ha una visione provinciale che al giorno d’oggi Viterbo non si merita.
Aver impallinato la proposta del Sindaco, ormai a buon punto negli accordi con la Federazione nazionale che organizza a livello olimpico il nuoto, appare uno sfregio alla logica ed un’offesa alla cittadinanza sempre più interessata al rilancio del suo Comune.

Dopo il 1° settembre, quando la F.I.N. uscirà definitivamente dalla gestione dell’impianto ed il buio calerà su un’altra apprezzata attività sportiva nel capoluogo.

Nell’attesa che si faccia avanti qualcuno che abbia interesse, di acqua nell’Urcionio ne passerà, comunque nel frattempo, l’amministrazione comunale dovrà sobbarcarsi le spese minime di manutenzione senza che l’impianto venga fruito.
A Viterbo, sembra proprio che si faccia del tutto per andare indietro!

E purtroppo ci si riesce, ma di molto bene.

 

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