Andrea Stefano Marini Balestra
Parliamo delle prossime elezioni comunali di Civitacastellana. L’anno scorso, durante le faticose trattative per dare il Sindaco della Città falisca, ebbi a scrivere che la Lega-Salvini premier, dapprima intese correre da sola, quindi slegarsi dagli altri partiti del centrodestra per poi solo, all’ultimo, associarsi a Fratelli d’Italia per l’elezione del proprio uomo: il dottore commercialista Franco Caprioli.
E fu vittoria con ampio consenso per il Carroccio.
Oggi, a poco più di un mese dalla data delle votazioni, ancora la Lega ripete la voglia di presentarsi da sola. Propone infatti la candidatura di Matteo Massaini (sempre un Matteo!), cioè quella di un giovane arrembante, già consigliere comunale, però certamente, per la giovane età, immaturo a gestire Civitacastellana, capoluogo morale della Tuscia.
Scelta coraggiosa, ma non priva di insidie.
Oggi, infatti, la Lega-Salvini premier, in caduta libera di consensi nell’intera nazione, non appare più certamente vincente. La leadership del centrodestra appare tutt’altro scontata per l’ascesa turbinosa di Fratelli d’Italia, la cui leader Giorgia Meloni di giorno in giorno appare la più convincente a livello nazionale.
L’elezione del nuovo sindaco a Civitacastellana non appare scontata a favore del centrodestra sia per l’opacità dell’azione di governo cittadino del dimesso sindaco Caprioli, ma soprattutto per la caratura del candidato del PD avv. Domenico Cancilla, uomo riconosciuto moderato, attento, dal comportamento irreprensibile, quindi in grado godere del favore dell’elettorato non solo di sinistra, ma anche di centro.
Un preavviso di sfratto del centrodestra civitonico potrebbe essere già notificato.
Certamente Cancilla andrà al ballotaggio, ma il problema è contro chi.
Il giovane Giampieri può vantare certamente i consensi che gli verranno dagli elettori delusi della Lega e la pochezza di Forza Italia in città non potrà colmare il calo di consensi della Lega con quale ha scritto un patto d’acciaio. Ma poi durerà?
M5stelle non credo possa eguagliare i consensi del giugno 2019, per cui è fuori giuoco. Non crediamo che il suo residuo elettorato possa in massa “assistere” nel ballottaggio qualcuno dei contendenti. Certamente si assisterà ad una frattura.
In questo quadro, è evidente che la pretesa di Fratelli d’Italia di veder designato il proprio candidato come sindaco sia perfettamente legittima.
Accettò a suo tempo la candidatura di Caprioli della Lega obtorto collo, ma oggi ha pieno diritto richiedere Luca Giampieri come futuro sindaco della città.
Questa è l’unica “speranza” del centrodestra per tornare nel bianco Palazzo comunale di piazza Matteotti.
E valga il detto: “Una volta per uno, non fa male a nessuno”.






















