
Prof. Giuseppe Occhini
Nel mese d’ottobre 2019 scrissi un’articolo sulla Turchia ma quanto accaduto d’allora ad oggi necessita di tornare a parlarne.
Soprattutto ciò si rende opportuno dopo le incredibili dichiarazioni del ministro della difesa Guerini che ha recentemente elogiato l’azione della Turchia per la sua opera di normalizzazione e protezione delle acque del Mediterraneo orientale. I comportamenti assurdi dei nostri ministri della difesa e degli esteri rendono sempre più difficile credere che in certe faccende essi stessi non siano personalmente cointeressati. Allora elenchiamo quali sarebbero stati tali atti meritori:
1° Il Fratello Musulmano Erdogan ha trasferito alcune migliaia (forse 4000) di jiadisti operanti nel nord-ovest della Siria invasa dai Turchi (in totale dispregio delle nome del diritto internazionale), nella Tripolitania governata dal Fratello Musulmano Serraj. Costui protetto dall’ONU ha così aggiunto alle sue milizie fondamentaliste le bande terroristiche assoldate da Erdogan ricevendo anche cospicue quantità di armamenti. In tal modo i Turchi hanno assunto di fatto il controllo della parte occidentale della Libia coi suoi giacimenti petroliferi e di gas combustibile. La pusillanime presenza italiana in Libia viene quindi in tal modo ad essere quasi completamente annullata.
2° Nelle acque prospicienti le coste libiche opera la missione navale europea “Irini”, a guida italiana, la quale dovrebbe impedire l’ingresso di armi ai belligeranti; questa non solo non ha impedito il trasferimento di armi e di mercenari turchi ma è stata anche contestata da Erdogan e Serraj ai quali è stato rispettosamente replicato che la missione navale opererà del tutto “super partes”.
3° Erdogan e Serraj hanno stipulato un patto col quale si riservano di accaparrarsi un ampio tratto di acque internazionali del Mediterraneo orientale per fare ricerche petrolifere in esclusiva.
4° La Turchia persegue la vecchia politica antigreca determinando situazioni di tensione in tutta l’area egea.
Ma al di là di queste situazioni particolari, anche se di notevole rilevanza, il nostro Guerini ed il miracolato di Maio dovrebbero essere al corrente e tener conto di quella che è la situazione generale che la politica turca sta determinando. Quali sono gli intenti di Erdogan a lunga scadenza? Sono tre i suoi progetti principali, il primo è l’islamizzazione dell’Europa. Questo progetto la Turchia lo ha iniziato da tempo: inviando alcuni milioni di Turchi in vari stati europei, organizzando reconditamente gran parte dell’immigrazione in Europa di musulmani di tendenza fondamentalista, sovvenzionando organizzazioni musulmane legali ed illegali e creando centri di propaganda dei Fratelli Musulmani in collaborazione col Qatar ed i gruppi estremisti tunisini e libici. Oggi può contare anche sulla collaborazione di Serraj che non porrà più limiti agli sbarchi in Europa.
Il secondo punto del programma è quello di imporre un predominio nel Mediterraneo centro-orientale ignorando preesistenti trattati e convenzioni sulla navigazione. Seguendo il modello americano di non curanza del diritto internazionale i Turchi hanno invaso la Siria spingendosi anche oltre le frontiere dell’Iraq; da questi territori, basandosi sul fatto compiuto, sarà ben difficile che intendano spontaneamente ritirarsi. L’espansione dell’influenza turca intende dirigersi prima o poi su tutti i territori del Vicino e Medio Oriente ispirandosi a suggestioni ottomane e cercando di prendere la liderscip religiosa di tutto il sunnismo oltranzista in opposizione al wahabbismo saudita. I Sauditi infatti, anch’essi sostenitori di una visione radicale dell’Islam, sono, in gran parte per questioni di concorrenza, tra i principali avversari dei Fratelli Musulmani.
Il terzo punto riguarda l’istaurazione di una supremazia della Turchia all’interno degli stati europei aderenti alla NATO: la sua potenza militare, la sua politica spregiudicata, la sua tendenza ad evitare gli accordi imponendo la propria volontà con minacce e ricatti ( imitando i comportamenti degli USA) dovrebbero consentire ad Erdogan da una parte di svolgere una propria politica estera e militare del tutto autonoma, dall’altra di poter contare sull’appoggio NATO in caso di emergenza, ad esempio in un eventuale conflitto con la Russia.
In questa situazione gli USA, a parte i contrasti con la Turchia per l’acquisto del sistema antimissile S400 dalla Russia, assecondano sostanzialmente la politica di Erdogan. Infatti Erdogan favorisce l’afflusso di jiadisti in Siria per combattere contro la Repubblica Araba Siriana di Asad e li rifornisce di mezzi militari per proseguire l’attività terroristica. L’invasione del nord-ovest della Siria è inoltre ben vista dagli USA, sempre in funzione anti Asad. Il prolungamento della guerra in Siria dipende quindi in gran parte dalla Turchia e provoca ulteriori esodi che sono utilizzati come strumento di ricatto verso l’Europa, cioè o si assecondano le mire dei Turchi o ci si ritrova con nuove ondate di sbarchi.
Per tutto questo il ministro Guerini manda elogi ai Turchi; potremmo dire: governo, ministro vergognatevi, ma sarebbe un errore, costoro appartengono ad una categoria di politici che da tempo non ha più vergogna di nulla.






















