
Viterbo Piazza san Pellegrino unica al mondo!
Viterbo POLITICA
Andrea Stefano Marini Balestra
Viterbo 2019: un anno piccolo, piccolo?
Purtroppo sì.
Comunque anche quest’anno l’abbiamo sfangata.
Il giorno di S. Silvestro, 31 dicembre di ogni anno, si tirano le somme dell’anno che passa.
Anche per la città di Viterbo, quindi, va fatto.
L’anno 2019, comunque promesso come l’anno della riscossa della Città dopo le votazioni comunali del 2018, non ha riportato nulla di eccezionale per la Città.
Solo ordinaria amministrazione, nonostante qualche isolato tentativo di voler cambiare veramente. Ogni buona intenzione, senza soldi, resta solo un sogno.
Non progredi est regredi, dissero i nostri progenitori latini.
E così è stato.
Benché il Comune di Viterbo possa vantare una solida maggioranza a favore della Giunta, quest’ultima, però si è barcamenata in un ordinario grigiore amministrativo.
Nessun colpo d’ala. Progetti, progetti, ma nessuna solida realtà.
Nel 2019, complice le contorsioni politiche nazionali, la condizione umana e sociale della Città è rimasta quella di sempre. Per esempio, sono rimasti irrisolti i problemi di viabilità urbana, ma al contempo cresciute le buche stradali al pari di quelle di Roma Capitale.
Hanno riferito le statistiche dell’aumento di poveri tra i cittadini, ma la statistica dei miseri in crescita nella nostra Nazione non ha considerato i Comuni, che, oberati di compiti una volta statali, non ricevono dallo stato centrale il necessario per funzionare.
E’ questo il danno delle fandonie federaliste della Lega primigenia. Si disse e si legiferò che ogni ente locale doveva agire solo con le risorse proprie dei loro amministrati, ma non tenuto conto del sopravvenuto calo di gettito con l’aumento di esigenze e relativi costi, il default è servito.
Per questo perdoniamo ai nostri amministratori qualche cosa, ma non tutto.
Così, quello che era “normale” a Viterbo la raccolta dei rifiuti, è oggi diventato un rebus inestricabile. Proprio nel 2019, non si è potuto risolvere il problema.
Le “isole ecologiche” scoppiano di rifiuti perché la “differenziata” non decolla. Troppo complicata per una città urbanisticamente medioevale, spesso, ahimè, anche di mentalità.
Comunque l’abbiamo sfangata ad onta un’annataccia che anche meteorologicamente ha favorito la crescita di incidenti stradali, cadute alberi, alluvioni, frane e dissesto del territorio.
Dimentichiamo il 2019 per i fatti di cronaca nera che hanno fatto parlare della Città di Viterbo nei media anche internazionali.
Mentre dobbiamo dimenticare qualcosa, ricordiamo anche quanto di “buono” il 2019 ci ha dato.
Non soltanto l’allontanamento di “Caffeina”, ma di certo un rinnovato impegno culturale per l’utilizzo del Teatro dell’Unione e la proposizione di eventi di importanza nazionale. Bravo quindi all’Assessore De Carolis.
Bene ha lavorato l’Assessorato ai Lavori pubblici retto da Laura Allegrini.
Con fatica e caparbietà, con pochi soldi disponibili, si sta realizzando qualcosa di viario utile (la rotonda del Camposanto) ed è stato fronteggiato con vigore ed efficienza l’emergenza dei crolli della Vitorchianese e della Cassia Sud.
Partiamo per il 2020 con tanti sogni per dare alla nostra Città lo spazio che si merita per l’importanza storica ed artistica che possiede, ma che mai è stato affermato per un’endemica sudditanza a Roma ed al resto del Lazio.
Viterbo non è soltanto il trasporto della Macchina di Santa Rosa il 3 settembre di ogni anno.
Non può solo esaurirsi la sua “fama” per questo. Viterbo e la sua Provincia è da vivere 365 giorni l’anno.
Cominciamo da domani 1° gennaio.
Auguri Viterbo!






















