Viterbo POLITICA
Andrea Stefano Marini Balestra

E sì! Proprio come nello splendido film francese di René Clément (Parigi brucia?) del 1966 che narra come l’ordine di Hitler venne disatteso quando la Capitale francese anziché essere distrutta venne ceduta al generale Leclerc (Repubblica di Vichy), la Comunità europea vive oggi lo stesso dramma e cioè che possa essere consegnata a diverse forze popolari (non tutte sane) per l’incapacità di essere governata.

         Osserviamo proprio stasera come nella giornata domenicale prenatalizia, molti cittadini degli Stati dell’Unione abbiano marciato addirittura verso il “Palazzo di Bruxelles” e li siano abbandonati a stracciare le bandiere blustellate vessillo dell’Europa unita.

         Questi movimenti, dai gilet gialli francesi, ai vari movimenti nelle nazioni del gruppo di Visegràd si sbracciano per abbattere il “potere” europeo ormai al collasso per le sue enormi mostruosità politiche dimostrate in ogni campo: politico, sociale e militare.

         L’Europa è in rotta proprio per colpa della inettitudine dei suoi governanti, Juncker, oggi, ma, prima di lui, un po’ di tutti i presidenti della Commissione, tra cui, per incapacità, va al primo posto l’italiano Romano Prodi primo dei picconatori del sogno europeo.

         Quindi, milioni di cittadini europei, a vario titolo battuti ed umiliati dalle “direttive” europee che hanno preferito rispetto ai loro interessi quelli del capitale internazionale, scendono in piazza per dire BASTA.

         Possiamo certamente affermare che le manifestazioni violente siano certamente da biasimare e condannare, però non si può non essere d’accordo con chi vuole che le politiche europee cambino e finalmente siano riportate al concetto supremo di solidarietà che ispirò i padri della Comunità europea sin dal 1957 anche ribaditi a Maastricht.

         Aver visto che, per effetto della dissennata politica economica della troika, paesi si siano allontanati dall’Europa come il Regno unito (Brexit), la Cecoslovacchia si sia sciolta in due stati sovrani (Rep. Ceca e Slovacchia), che la Spagna rischia la secessione dal suo più ricco territorio (Catalogna), che la Grecia sia finita sul lastrico e che l’Italia stia decadendo sotto i diktat di questo o quello commissario europeo o che addirittura, come avvenuto, che qualche stato (la Francia, per es.) abbia dichiarato guerra ad un’altra nazione (Libia) per proprio conto, è la dimostrazione del fallimento della UE.

         La brutta figura mondiale che stando la Comunità europea è da guinnes dei primati. Se la ridono gli Stati Uniti d’America, la Russia e la Rep. pop. cinese, pronti ad aggredire, speriamo mai in armi, ma economicamente i suoi 27 stati.

         Proprio come in “Parigi Brucia?” quando il comando tedesco occupante disattese l’ordine del Fuhrer e fu costretto ritirarsi offrendo il potere il generale Leclerc, oggi la Commissione sta concedendo alle forze euroscettiche il suo potere.

         L’inadeguatezza dei suoi governanti è palesemente manifestata.       

Non sono riusciti a regolamentare l’immigrazione se non con provvedimenti tutti risultati fallimentari, non sono intervenuti per sostenere le necessità delle nazioni in difficoltà cosi aggravando la loro conseguenza certamente acuita dalla ottusità di applicazioni di regole europee con la stolida convinzione di essere nel “giusto” senza tener conto delle profondamente mutate condizioni geopolitiche degli ultimi 30 anni.

         I cittadini europei del nord Europa che scendono in piazza per manifestare in modo focoso la loro rabbia ed i moderati cittadini italiani che non scendono in piazza, ma con il voto democratico hanno dato consenso a partiti che pretendono l’aggiornamento delle “regole europee”, reclamano un radicale mutamento di ogni sin qui praticata politica europea.

Nessuno vuole la fine della Comunità.

Quindi, come nella trama del predetto film, tratto da un romanzo storico di Collins e Lapierre, il piano distruttivo dei burocrati di Bruxelles, deve essere disatteso e finalmente consegnata l’Europa ai suoi cittadini.

L’arma democratica? Il voto del prossimo 26 maggio 2019 che sia nel segno delle sane intenzioni di riportare l’Europa al sogno dei suoi padri fondatori: un Continente in pace e solidarietà.

Fuori tutti quelli che si compiacciono e lodano le aberrazioni praticate dai vari Juncker, Moscovici e compagnia cantante.

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

chi è on line

Abbiamo 1472 visitatori online

 

 I libri

di Mauro Galeotti

 

Cartonato - pag. 246 - euro 25,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it

Cartonato - pag. 808, a colori
da euro 120,00 a euro 80,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it