Viterbo POLITICA
Andrea Stefano Marini Balestra

Nel match di questi ultimi giorni tra i burocrati di Bruxelles ed i focosi governanti italiani del momento, molto incerto appariva il pronostico.
Appunto un: 1 X 2 come la classica schedina dell’ormai fu Totocalcio.
Da una parte i tifosi del Governo danno per certa la vittoria italiana, quindi 1, dall’altra parte, quelli dell’opposizione, pronosticano un 2, cioè sconfitta.
Il risultato appare ancora oggi invece di parità, cioè una X.
Un primo tempo decisamente favorevole all’Europa Unita, il secondo tempo, chiara rimonta italiana.
Il Governo italiano, quindi, nella partita di Bruxelles ha ad oggi un risultato comunque utile, anche recriminando qualche “quasi gol”, ed in partita sta ottenendo il punto che voleva. L’Europa Unita, ha evitato la sconfitta giocando nel secondo tempo di “rimessa” consentendo all’avversario spazi. Per gli scommettitori l’Europa partiva con un pronostico a 0,8% (rapporto deficit-pil italiano per 2019), ma solo oggi ottenuto solo un 2,2,% di
In pratica, da una pretesa bruxellese di deficit allo 0,80%, si sta chiudendo chiusa la partita al 2,2%, pochi decimali in meno rispetto il pronostico per l’Italia.
Va subito detto, però, che la partita si sta giocando in anticipo rispetto la finale. Infatti, le proposte della legge di bilancio italiana sono state inviate al “vaglio” di Moscovici e sodali, quindi prima di ogni sua definitiva approvazione dopo un dibattito parlamentare e cioè senza il varo di una vera legge.
La “letterina” contenente il niet europeo alla manovra italiana deve essere valutata come “avviso” e non già come “precetto”.
Infatti, l’impegno europeo nei confronti dell’Italia negli ultimi tempi, addirittura ossessivo, chiaramente di ordine politico e non tecnico, ha fatto passare in secondo piano problemi europei più importanti come la questione migranti e le trattative Brexit. Ovvio a questo punto l’intento della dirigenza della comunità di contrastare un legittimo governo eletto dai cittadini per “salvare” la sua inesistenza politica generale e comunque la traballante moneta comune.
In ogni caso, salvo futuri “contrordini” della commissione europea, la “manovra” finanziaria italiana per l’anno 2019 sta passando nel suo impianto fondamentale, solo “richiesto” da ritagliare qualche voce di spesa per ridurre il deficit proposto sino al 2,4%.
Direi a questo punto che l’Italia, pur nel pareggio con l’Europa, ha convinto.
Certamente, nel dibattito parlamentare che scaturirà nei prossimi giorni, potranno esserci adeguamenti alla manovra proposta nel senso modulare nel tempo alcuni interventi costosi (vedi per es. il Reddito di cittadinanza), ma tali differimenti sono nel segno non tanto di compiacere alla troika, ma dai tempi tecnici per consentire gli adeguamenti legislativi che si imporranno per realizzare le riforme proposte.
Nessun tradimento per le attese degli elettori, nessun ripensamento alle promesse elettorali, solo tempi tecnici e questi appunto sono quelli che hanno consentito l’”ammorbidimento” della Commissione finalmente ragionevole sulle esigenze della nostra Nazione e non solo ottusamente preconcetta.
Nel frattempo, la scommessa Italia di rinascita può avverarsi proprio per quel clima di fiducia che nella maggioranza degli italiani daranno vieppiù ai partiti di governo, che pure nella loro anche convulsa animazione interna, dimostrano il comune sentimento di migliorare le condizioni morali ed economiche della Nazione.
Con il pareggio del match Europa Unita - Italia, i partiti di minoranza si troveranno spiazzati. Facevano tifo per la crescita del PIL e per la probabile procedura di infrazione dell’Italia (bella dimostrazione di affetto e responsabilità verso la Nazione!) per scacciare un governo loro non gradito, quando oggi, invece, si trovano senza cartucce che tenevano pronte per sparare contro la maggioranza governativa giallo-verde. Essi, dopo aver aizzato la finanza, i giornali ed i media anche mondiali contro l’Italia, hanno fallito per l’ennesima volta.
L’Italia, dimostrando coraggio ed autonomia si è fatta rispettare dall’Europa, dimostrando esserci e credere nel suo futuro, che certamente non potrà che essere in Europa e nell’Euro, ma certamente a condizioni diverse, cosa questa reclamata dal più dei paesi facenti parte dell’Unione come i risultati attesi di maggio prossimo dimostreranno.
La partita tra Europa e Italia si avvia con nessuna vittoria e nessuna sconfitta, ha solo però vinto il buonsenso di una parte e dell’altra.
Alla via così!






















