Viterbo POLITICA CONFUSA

 

Zygmunt Bauman

Chi si accorge della destra in Italia? In una clima così confusionario o liquido, per dirla in maniera più intellettuale, echeggiando il sociologo Bauman, tutti fanno a gara per sfoggiare quanto di meglio offre il panorama del politicamente corretto, col risultato che tutto e tutti, la destra in modo particolare, si vada appiattendo sugli stereotipati modelli di una sinistra alla perenne ricerca di modelli libertini, più che libertari.

E così questa sedicente “destra”, fatte le dovute, quanto isolate debite eccezioni, ha contribuito con il suo apporto all’approvazione del disegno di legge sul divorzio breve, dimostrando così nei fatti di contribuire né più né meno a quello sfascio della famiglia che tanto in Italia quanto in Europa solo a chiacchiere si dice di voler difendere, ma che invece si sta distruggendo con iniziative e disegni di legge ancorati ad una ideologia che mira a consolidare politiche contro la famiglia e la natalità. Leggere per credere, il prezioso volumetto di Luigi Iannone “Sull’inutilità della destra”, Solfanelli editore (Euro 10,00).

Alla fine però, come ci insegna la scrittrice russa del dissenso Nadezda Mald’stam “.. c’è sempre qualcuno che ritorna in sé e si  scrolla di dosso la maledizione del letargo”: “L’educazione sessuale nelle scuole usata come grimaldello per inculcare nelle nuove generazioni una cultura contraccettiva ed abortista”. A sostenerlo è stata Caroll Ervett che tra il 1977 ed il 1983 ha diretto una catena di quattro cliniche abortive nel Texas (Stati Uniti).

La dottoressa ha spiegato come il suo fosse un lavoro su commissione: più aborti, più soldi! “Avevamo raggiunto l’obiettivo di indurre ogni ragazza tra i 13 ed i 18 anni ad abortire tra le 3 le 5 volte”.

La strategia di base consisteva nel far mutare i giovani il loro punto di vista sulla sessualità, erodere il loro senso del pudore, separarli dai loro genitori e dai loro valori sin dall’asilo nido, insegnando poi loro in terza elementare cosa fosse un rapporto sessuale, in quarta elementare gli atti impuri, indottrinandoli poi esplicitamente a vedere nell’aborto una soluzione possibile, anzi praticabile, quindi inevitabile.

Da qui l’appello accorato di Caroll Ervett a vigilare sugli insegnamenti che figli e nipoti ricevono nelle scuole: “Vi esorto ad andare nelle biblioteche e nelle scuole e verificare quali testi si usano per l’educazione sessuale”. Chi ha orecchie per intendere, intenda!!

Giuseppe Bracchi

   

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