Viterbo POLITICA
Diego Galli

In occasione del recente Congresso del partito Fratelli d'Italia, il centro destra ha potuto riunirsi ancora una volta per tirare le somme.
Nonostante la grande partecipazione dei rappresentanti politici territoriali (Fondazione, Forza Italia, Udc...), compreso il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, i grandi assenti sono stati i giovani. Basta con demagogia, tasse esagerate, mancanza di sicurezza pubblica, malasanità, scarsità di lavoro. I discorsi, ridondanti e scontati, sono stati sempre gli stessi, giustissimi e sacrosanti... nessuno potrebbe dire il contrario.
Eppure, sul territorio viterbese - e su tutto quello italiano - i partiti politici "classici" sembrano essersi dimenticati delle basi necessarie per creare un buon progetto: coinvolgere e instaurare fiducia nelle prossime generazioni, la malta necessaria per edificare un futuro stabile e produttivo. Tra i moltissimi presenti all'evento è, infatti, stata davvero scarsa, per non dire nulla, la presenza di giovani, eccezion fatta per il presidente Riccardo Ponzio del gruppo “Gioventù Nazionale Viterbo”.
La vecchia politica, rimasta ormai con la "p" minuscola, non attira più, è rimasta indietro e continua a perdere pezzi dinanzi all’astensionismo dilagante e ai partiti più giovani, nati proprio per dire "basta al vecchio modo di pensare". Quella dei neo-elettori è una rivoluzione silente, un movimento stanco e mosso prevalentemente da rabbia e antipolitica, che spaventa gli anacronistici valori di Destra e Sinistra e, nonostante gli sforzi e le belle parole di chi la politica l'ha fatta e conosciuta, la soluzione ai problemi sembra lontana.
Per ora, per la nostra Viterbo che si avvicina alle elezioni, la speranza è di vedere l'arrivo di buone idee per la nostra città, di vedere un vero dialogo tra chi salirà al comando e chi arriverà secondo, tralasciando, per una volta, i litigi da banchi di scuola che hanno caratterizzato ognuno degli schieramenti in quest'ultima amministrazione.






















