Viterbo POLITICA Quattro uomini della coalizione di governo hanno girato le spalle al suo timoniere
di Tiziana Mancinelli
Goffredo Taborri a Marco Ciorba dopo la bocciatura della sua candidatura alla presidenza del consiglio comunale da parte della sua stessa maggioranza: "Non ti hanno fatto fare una figura eclatante, pensaci"

Sergio Insogna e Francesco Moltoni
Brutto scivolone della coalizione di Leonardo Michelini sull’elezione del presidente del consiglio comunale, un punto all’ordine del giorno della seduta di oggi, sul quale la maggioranza va in pezzi.
Solo quindici voti sui diciassette necessari per eleggere Marco Ciorba. La minoranza non ritira le schede e così porta alla luce i franchi tiratori della coalizione avversaria, se non nei nomi, almeno nei numeri: tra le schede messe nell’urna ci sono tre voti a favore di Insogna e una bianca.
Quattro uomini della coalizione di governo hanno girato le spalle al suo timoniere: Michelini, non accettando la candidatura di Ciorba proposta da Pd e alcuni dei civici, e votando per Insogna, nome avanzato da Chicco Moltoni.
Una candidatura di disturbo che si rivela una mossa magistrale per buttare al tappeto la maggioranza, impedendole di eleggere il nome designato.
Il segretario generale dà lettura dei risultati dello scrutinio e la Sala del Consiglio si ammutolisce, mentre iniziano a prendere forma spettri preoccupanti sul futuro della coalizione.
L’accordo sul presidente del consiglio non c’è, la maggioranza non c’è, e all’orizzonte c’è un appuntamento decisivo per la sopravvivenza della squadra di Michelini: il bilancio di previsione.
Soddisfatto Insogna di avere ottenuto due voti in più rispetto a quelli che dava per certi: il suo e quello di Moltoni. Il malessere verso quest’amministrazione sembra essere molto più diffuso di quello dichiarato.
“Con l’arroganza non si vince, ci vuole rispetto e condivisione”, dice Insogna riferendosi alla scelta del nome da candidare, avvenuta, a suo dire, senza un accordo unanime, ma solo all’interno di una parte dei civici, un gruppo dove ormai sono confluiti alcuni esponenti di Oltre le Mura, Viva Viterbo e il consigliere Moricoli.
Insomma un minestrone che il sindaco doveva riuscire ad amalgamare e invece oggi la pentola è esplosa.
La sintesi in una maggioranza così variegata non c’è.
In un primo momento per la presidenza del consiglio si era fatto anche il nome di Maurizio Tofani che oggi ha provveduto a effettuare il pagamento degli ottanta mila euro dovuti al Comune per la vicenda del Cev, necessari a evitare il pronunciamento della decadenza dal consiglio.
Tofani non si è presentato alla seduta odierna, ma è arrivato più tardi, forse chiamato da qualcuno che cercava di raggiungere i numeri per un secondo tentativo. Un’ipotesi non contemplata dal regolamento comunale che impedisce di votare una seconda volta lo stesso punto già bocciato nella stessa seduta.
Di fronte alla ferma posizione della minoranza di far rispettare la norma, anche la segretaria generale si è astenuta dall’operare una forzatura dalle conseguenze imprevedibili, così è stato dichiarato chiuso il consiglio.
L’elezione del presidente è stata rimandata al 2 luglio.
Le tensioni della giornata si sono, infine, sciolte di fronte al buffet offerto in Comune dalla consigliera comunale Antonella Sberna e dal consigliere regionale Daniele Sabatini prossimi alle nozze.

La consigliera comunale Antonella Sberna e dal consigliere regionale Daniele Sabatini






















