Viterbo LIBRI
Stefano Marini Balestra

Giovanni Battista Casti, poeta e librettista italiano, figura tipica di letterato del secondo Settecento
“Da Pietroburgo a Costantinopoli” edito da Bonanno Editore, che sarà presentato la sera del 24 prossimo a Viterbo, in piazza san Lorenzo, dagli autori Fabio Marco Fabbri di Acquapendente ed Alessandro Meluzzi.
Si parla dell'aquesiano Giovanni Battista Casti, della sua straordinaria attività di intelligence al servizio degli Asburgo, per una penetrazione geopolitica europea nel vicino Oriente, allora dominato dal sultanato Ottomano di Costantinopoli.
Lo storico Fabio Marco Fabbri ed il noto psichiatra forense Alessandro Meluzzi, hanno scoperto la figura dimenticata di un nostro conterraneo della Tuscia che, nel XVIII secolo, nonostante ecclesiastico, fu uno 007 ante litteram al servizio dell’Imperatore d’Austria per intrecciare legami diplomatici con i vertici degli stati europei dell’epoca e non solo.

Egli fu quindi un artefice dei rapporti Europa\vicino Oriente e pertanto credette sin dalla metà del Settecento per una geopolitica europea desiderosa aprirsi al vicino Oriente allora dominato dal sultanato Ottomano a Costantinopoli, ritenuto interlocutore credibile nello scacchiere politico ed economico della zona Est del Mediterraneo.
Certamente, casa d’Asburgo, sin dalla metà del Settecento aveva una visione dei confini d’Europa diversi. Da un parte i britannici navigavano nel mondo alla conquista di nuovi territori, gli spagnoli e portoghesi pensavano alle Americhe, gli olandesi si posizionavano nelle isole dell’estremo oriente, ma a Pietroburgo e Vienna già si pensava a far divenire Europa la sponda est del Mediterraneo.
Veramente una visione moderna, tutt’oggi attuale.
Possiamo ritenere il Medio Oriente un’Europa allargata?
Chi oggi c’è chi lo desidera e chi lo nega, ma per l’abate Casti nato nel 1724, diplomatico “occulto” di casa d’Asburgo, un fatto da considerare positivo.
Il libro di recente pubblicazione riporta il diario scritto dall’abate Casti nel suo Viaggio a Costantinopoli, dove il pensiero politico degli Asburgo di allora viene alla contemporaneità dei fatti.
La descrizione data dal Casti, accompagnata dalle sue convinzioni ed intuizioni politiche degne più di uno statista che ad un abate cresciuto all’ombra dell’Arcadia, propone due secoli dopo modalità politiche e nuove forme istituzionali nonché filosofiche di un’attualità oggi presente.
Va dato merito agli autori Fabbri e Meluzzi di averci fatto conoscere questo personaggio ormai dimenticato, ma attuale nelle sue letture.

Meluzzi e Fabbri






















