Viterbo EVENTI Commercianti che puntano sul Centro storico
di Tiziana Mancinelli

 

 

Gente che viene, gente che va: e non torna più.

Il vecchio tormento di un quartiere storico bello e dannato, condannato a morire, se non dalle parole, sempre favorevoli al suo rilancio e alla sua riqualificazione, sicuramente dai fatti.

Il censimento delle attività è rovinosamente negativo, ormai quasi più nessun imprenditore prende in considerazione seriamente l’idea di avviare una nuova attività in un quartiere pressoché spopolato e sprovvisto di servizi, con sussulti di vita nel breve periodo estivo, per poi tornare in letargo.

 

Insomma per sopravvivere qui, bisogna avere la pelle dura. E tra tanti che arrivano e se ne vanno, c’è chi invece è riuscito a costruire un business di successo, fondato oltre che sull’intuito e sul talento per gli affari, sull’amore per questo quartiere tanto da sposarlo per la vita come location definitiva per i propri negozi. Una di questi è Cinzia Scotolati, insieme al fratello Roberto.

Imprenditrice per vocazione ha aperto in centro, molti anni fa, il primo negozio, al quale si sono aggiunti nel tempo altri tre, più uno in via Garbini che, nonostante la crisi e le disgrazie del quartiere medioevale, hanno molta clientela.

“Le persone vengono da noi perché sanno che qui possono trovare determinate marche”, dice la Scotolati, “inoltre non ci limitiamo a vendere, ma assistiamo il cliente sulla scelta dei capi e anche su come costruire un proprio stile personale”.

Qualità, quindi, della merce e del servizio, che immette linfa non solo nel circuito economico locale, ma anche nel centro storico, attirando qui persone che altrimenti frequenterebbero altre zone maggiormente attrezzate come quelle, ad esempio, dei centri commerciali.

“Da quando sono qui, il centro è cambiato tantissimo”, racconta Cinzia “prima c’erano tantissime persone sia di mattina sia di pomeriggio che venivano al Corso a fare la cosiddetta “vasca”, gente ormai completamente sparita.

Prima c’erano anche molti uffici, quelli del Comune, del tribunale, che un po’ alla volta se ne sono andati altrove. Il Corso si è impoverito di molte “motivazioni” per frequentarlo. E tra queste non possiamo non citare l’assetto urbano che oramai versa in condizioni disastrose”, fa notare Scotolati.

Camminare in alcune vie del quartiere senza rompersi un piede è praticamente un miracolo. E’ ormai famosa “la girata” a “lisca di pesce” di via San Lorenzo, in prossimità del bivio tra piazza della Morte e via Cardinal la Fontaine, dove i sampietrini sono scivolati negli anni, passando da una posizione orizzontale a una obliqua, che li fa sporgere in maniera permanente dal piano stradale come delle dure e affilate lame che si conficcano nei piedi dei passanti.

“La gente non ha più piacere a frequentare il centro storico”, ammette Cinzia riguardo a una zona che i commercianti cercano di rivitalizzare in tutti i modi possibili.

Recentemente la Scotolati ha organizzato una sfilata all’interno di una meravigliosa villa antica, situata nella centralissima piazza del Gesù, fornendo un’occasione di riscoprire angoli ancora poco conosciuti del nostro straordinario patrimonio storico.

“Rientra nel mio amore per il centro anche la scelta di questa location, dotata di quel fascino unico che solo questi magnifici palazzi antichi possiedono e sono in grado di sprigionare.

Credo molto in questo, tanto che come imprenditrice ho investito un capitale per recuperare l’enorme locale in cui ha sede il negozio che ha sfilato, situato in Piazza della Repubblica.

Insomma noi commercianti ci crediamo che questa zona della città possa ritornare a vivere, diventare com’era un tempo, ma non possiamo essere lasciati da soli. In inverno la situazione è veramente demoralizzante: diminuiscono le ore di luce e il buio invade le vie tristi e tetre. Abbiamo un’illuminazione pubblica veramente antiquata e debolissima.

Via Marconi è un vero mortorio, dove non si sa più chi deve transitare se i pedoni o le auto, così nel dubbio non passa più nessuno. In pochi sanno, infatti, che eccetto i festivi, ora si può passare con la macchina.

Ci vorrebbe una segnaletica che dicesse in modo chiaro e incontrovertibile che la via è aperta al traffico veicolare. Perché se tutti pensano che via Marconi è chiusa alle auto, molti evitano anche di parcheggiare al Sacrario, che per noi commercianti del Corso è vitale, e se ne vanno altrove”.

Tiziana Mancinelli

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