Da sinistra Augusto Monaco, Maurizio Pinna e l'assessore Alessandro Cavallari

Cittaducale

L’associazione Micciani Unita - impegnata ad organizzare sul territorio del sisma del 2016 la fase conclusiva della 5ª Edizione a scopo benefico del Run delle Valli 2021, riservata ai moto club Harley Davidson di HOG Italia - nella persona del presidente Federica d’Ascenzo ha espressamente chiesto la partecipazione di Maurizio Pinna del Viterbo Chapter, per incontrare a Cittaducale, dopo la scoperta di una tela raffigurante santa Rosa da Viterbo ma ritenuta Santa Elisabetta di Ungheria dalla Sovrintendenza, l’assessore  Alessandro Cavallari e l’archivista Augusto Monaco.

 

Luogo dell’incontro i locali dell’ex vescovado adiacente la chiesa di Santa Maria del Popolo, con il permesso del parroco don Sergio Adrianman.

All’incontro erano presenti molti harleysti interessati all’argomento, poiché, a causa del poco tempo a disposizione sottratto ad un più ampio programma sulle strade e i luoghi del distruttivo sisma del 2016, Pinna ha scelto di parlare delle innumerevoli testimonianze che attribuiscono a santa Rosa eventi prodigiosi compiuti non solo in vita o nel lontano passato, bensì nel tempo presente.

A tal proposito Pinna ha anticipato l’uscita del suo ultimo libro “Santa Rosa da Viterbo. Testimonianze di grazie ricevute nel tempo presente”, e questa notizia ha suscitato l’interesse dell’assessore Cavallari che, alla luce di una tela custodita nella propria città,  ha espresso il desiderio di una presentazione anche a Cittaducale, richiesta logicamente accolta dall’autore con molto piacere.

D’altronde chi non si meraviglierebbe dei 1171 miracoli censiti nel lontano 1991 da p. Ernesto Piacentini dei Frati Minori Conventuali, oltre a tutti gli altri successivi fatti di grazie ricevute testimoniate nel mondo nel tempo presente?

Augusto Monaco, archivista presso la chiesa di Santa Maria del Popolo, i cui ambienti sono direttamente collegati ai locali del vescovado soppresso definitivamente nel 1818, ha mostrato a Pinna la catalogazione redatta dalla Sovrintendenza per i beni artistici e storici, dal quale emerge un dubbio, ora chiarito, sull’identità della santa raffigurata nella tela: Elisabetta d’Ungheria? Santa Elisabetta di Portogallo? O Santa Rosa da Viterbo? La scheda ministeriale, tuttavia, conclude: “E’ probabile che nell’opera in esame si tratti di una rappresentazione di S.Elisabetta di Ungheria”.

Quindi, seppur in terza ipotesi nonostante la chiara iconografia rispettata nei più rigidi canoni, Santa Rosa era stata presa timidamente in considerazione, abbandonando poi il sospetto a favore di Santa Elisabetta di Ungheria.

Dalla prudente certezza iniziale di Maurizio Pinna, attento davanti alla tela presentata come di santa Elisabetta d’Ungheria, alla conferma qualificata di Alessandro Finzi, esperto di iconografia rosiana, al dubbio avuto dalla sovrintendenza, oggi sta nascendo una sorta di gemellaggio tra Viterbo e Cittaducale, tanto che per la prossima primavera c’è già un’idea di Federica d’Ascenzo, avallata dall’assessore Alessandro Cavallari, per una visita a Viterbo necessaria per approfondire la conoscenza dei luoghi dove santa Rosa è nata, dove ha operato i primi miracoli e dove si è avverata la famosa profezia “non mi volete da viva, mi avrete cara da morta” (Processo callistiano, c. 157v), riferendosi al Monastero di San Damiano – oggi di Santa Rosa - che l’aveva rifiutata per la sua povertà, ma nascondendosi dietro la scusa che non aveva più posti a disposizione.

A Rosa, in verità, mancava la famosa dote necessaria per farsi suora; Rosa, che tutto dava ai più poveri sottraendolo di nascosto dei genitori dalla loro già umile situazione. Forse è proprio grazie alla sua povertà che Rosa si è innamorata persa di Gesù crocifisso, tanto da vedersi aprire il Regno dei cieli.

M.P.

A destra in primo piano Carlotta Porrina la guida turistica

 

A sinistra Gea Ursino del Forvm Roma Chapter, a destra Federica d'Ascenzo presidente dell'Associazione Micciani Unita 

 

 

 

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