8 / 9 / 10 / 15 / 17 ottobre

Tuscania, Carbognano, Viterbo, Bomarzo e Acquapendente

DALLA RUSSIA CON AMORE, ARRIVA IN ITALIA IL NUOVO SHAKESPEARE FANTASCIENTIFICO DI QUARTIERI DELL’ARTE: A SHAKESPEARE/MARLOWE DIGITAL DIPTYCH

UNA PARTITA DI DOPPIO CROSS-MEDIALE A 5 SET CHE LANCIA AMLETO E OFELIA NEL FUTURO PROSSIMO VENTURO.

Il progetto - sostenuto dal MAECI / Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese nell’ambito dell’iniziativa “Vivere all’italiana sul palcoscenico” – è firmato da Gian Maria Cervo, Riccardo Festa e Nicolay Kolyada, drammaturgo e regista russo di fama mondiale. Rappresentato per la prima volta in Russia (Ekaterinburg – Urali) A Shakespeare/Marlowe Digital Diptych è stato l’unico spettacolo di produzione italiana andato in scena dal vivo nel novembre 2020, in pieno lockdown.

In quell’occasione gli attori italiani erano in video, mentre gli attori russi dialogavano con loro dal vivo, davanti alla platea gremita del teatro di Ekaterinburg (Urali). Tra l’8 e il 17 ottobre, negli antichi spazi della Tuscia medievale e rinascimentale, accadrà esattamente il contrario. Lo spettacolo, che si presenta con un double-bill, intreccia una sezione video teatrale diretta da Nicolay Kolyada, con un cast composto da attori e musicisti russi dell’ensemble del Kolyada Theatre, e una sezione dal vivo diretta da Riccardo Festa. Attori live intratterranno rapporti con personaggi virtuali che appariranno su schermi disseminati sul palcoscenico. 

A Shakespeare/Marlowe Digital Diptych è un progetto cross-mediale nato dall’incontro del drammaturgo e curatore italiano Gian Maria Cervo con il regista e drammaturgo russo Nikolay Kolyada. Realizzato in coproduzione da Teatro Stabile delle Arti Medioevali, Kolyada Theatre di Ekaterinburg, ALT QVM e UrTeatro, l’allestimento ha al centro due riscritture fantascientifiche brevi di opere shakespeariane, ambientate dall’autore Gian Maria Cervo in un futuro prossimo venturo: “Amleto - un’Ofelia di Più” e “Musica o un altro nome per la tempesta” che collega, secondo suggestioni elaborate dai saggi di Harold Bloom, le figure di Prospero e di Faustus. 

“Amleto- un’Ofelia di Più” è una sorta di Amleto alla “Black Mirror” in cui viene immaginato un principe in un futuro prossimo dentro una sala ipertecnologica del suo palazzo, dove può evocare ricordi del passato gridando "flashback" e giocare con cyborg, automi e intelligenze artificiali.

In definitiva, Amleto è un principe rinascimentale in una corte medievale e corrotta. E l’opera si interroga su quanto la tecnologia digitale stia creando un nuovo Medioevo, un mondo in cui torna a valere la “notizia tradizionale”, fondata sulla voce della comunità e non su fonti documentate. La vicenda ruota attorno alla morte di Ofelia ed è basata sui saggi di Bloom. Amleto padre è in realtà il Tamerlano marloviano. Nel cast, Lorenzo Grilli, Konstantin Itunin, Alexey Romanov, Daria Kizingasheva, Daria Kvasova, Dario Guidi, Luigi Cosimelli, Vlad Melixov, Viktoria Lemeshenko, Nikita Bondarenko, Ruslan Shilkin, Anastasia Pankova, Ksenia Koparulina, Ivan Fedchichin.

“Musica o un altro nome per la tempesta” parte dall’idea che se si pensa a un Prospero contemporaneo - cioè a figure isolate e demonizzate nel mondo di oggi, indipendentemente dalla forma politica che i vari stati si danno - vengono subito in mente intellettuali e pornografi. In corrispondenza a questo si assiste a uno sviluppo dell’umanità sempre più orientata alla politically correctness e alla bellezza esteriore e in preda all’ignoranza. Ci si trova così in un mondo in cui i Ferdinando e i Calibano si somigliano sempre di più. “Ma - precisa Cervo - “non ho voglia di fare alcuno statement su intellettualità o pornografia. Voglio solo creare più discorso attorno a questi temi. Nel mio corto teatrale c’è più un senso di ricerca e scoperta piuttosto che un senso di statement definito e definitivo”. La trasformazione dei personaggi principali dell’Amleto in quelli della Tempesta allude a un processo sia alchemico che politico. Nel cast: Cesare Ceccolongo, Luigi Cosimelli, Riccardo Festa, Dario Guidi.

Così le repliche: 08 Ottobre (ore 21.00 Ex Tempio Santa Croce a Tuscania) / 09 Ottobre (ore 21.00 Teatro Bianconi a Carbognano) / 10 Ottobre (ore 18.00 Museo Civico a Viterbo) / 15 Ottobre (ore 21.00 Palazzo Orsini a Bomarzo) / 17 Ottobre (ore 21.00 Museo della Città a Acquapendente)

A SHAKESPEARE/MARLOWE DIGITAL DIPTYCH

BIOGRAFIE

Nikolay Vladimirovich Kolyada (in russo: Николай Владимирович Коляда) è un attore, regista, scrittore, drammaturgo e insegnante di drammaturgia. Figura centrale nel teatro russo, è molto apprezzato anche all’estero. Il critico teatrale John Freedman lo cita tra i padri e le madri del movimento teatrale contemporaneo russo. Il New York Times ha affermato che il suo lavoro ha reso Ekaterinburg un "centro del dramma moderno". Kolyada è stato uno dei primi drammaturghi russi ad affrontare esplicitamente l'omosessualità nel suo lavoro.

 

 

Riccardo Festa, dopo essersi diplomato alla scuola Quelli di Grock studia con Lella Heins, Serena Sinigaglia, Mamadou DjoumeRobero Lun e Danio Manfredini. Comincia quindi la sua carriera artistica in teatro, recitando nel 1999 in Edoardo II e Maybe, spettacoli diretti da Brunella Andreoli. Successivamente lavora nell'Amleto di Gaddo Bagnoli e con Wyn Johnes, della Guildhall School of Music and Drama di Londra, nella messinscena di Closer di Patrick Marber. È regista e drammaturgo della Compagnia URTeatro. Nel 2011, lavora con Chiara Guidi (Societas Raffaello Sanzio) ne Il guaritore galattico, e vince al Teatro Modena di Genova il Premio di Regia Teatrale con l'opera Piccolo Tell. Nel 2012 è in tournée con I quindicimila passi, tratto da un'opera di Vitaliano Trevisan, e nel 2013 dirige Storia delle teste tagliate. Dal 2004 al 2010 conduce programmi per Coming Soon Television (Prendiamoci per il culto e Siamo Stati Uniti con Pierpaolo Benigni). Nel 2015 è inviato di Top - tutto quanto fa tendenza (Rai Uno). Partecipa a molte fiction, tra le quali La squadraCarabinieri 5Un ciclone in famiglia 2R.I.S. 2 - Delitti imperfettiTerapia d'urgenza e Un posto al sole, in cui copre il ruolo del dottor Alberto Marotta. Esordisce al cinema nel 2006 con A casa nostra di Francesca Comencini. Tra il 2010 e il 2013 conduce programmi radiofonici (Radio Feccia su Radio Città aperta, CinemHype su Radio Rai, in coppia con Pierpaolo Benigni). Dal 2015 al 2017 è il papà di Nicole nella sitcom Alex & Co. Nel 2018 è tra i protagonisti di Non dirlo al mio capo 2.

 

 

Gian Maria Cervo (Italia) è uno dei drammaturghi italiani più attivi e rappresentati a livello globale. Notato quindici anni fa per il suo stile personale al Festival Sitges Teatre Internacional in Spagna dal collega tedesco Roland Schimmelpfennig, è stato poi nominato da Andreas Beck autore in residenza della Deutsches Schauspielhaus in Hamburg, per la stagione 2001-2002. I suoi testi sono stati rappresentati in alcuni dei maggiori Teatri e Festival d'Europa, in vari prestigiosi teatri russi e sono stati messi in scena da noti registi inglesi e americani. Nel 2013 Cervo è stato il primo autore italiano dopo Goldoni, Pirandello e Dario Fo ad essere messo in scena dalla Shanghai Theatre Academy, la più prestigiosa istituzione teatrale in Cina. Tra le sue opere "Call Me God" scritta a 8 mani con Marius von Mayenburg, Albert Ostermaier e Rafael Spregelburd (Teatro Argentina di Roma, Residenz Theater di Monaco di Baviera, Deutsches Theater di Berlino, Museumsquartier Vienna, Meyerhold Center di Mosca), “L’uomo più crudele” (Piccolo Teatro di Milano, Burgtheater di Vienna, Teatro Eliseo di Roma, poi trasposta in graphic novel dal cartoonist Enrico D’Elia e ripresa dal Teatro Reale di Zetski Dom del Montenegro), “Tra il naso e il cielo” da Pirandello (Teatro del Dramma di Tobolsk, Shanghai Theatre Academy), “Il colore del sole” da Camilleri (Piccolo Teatro di Milano), “Amleto, un’Ofelia di più” (QdA). Nel 1997 ha fondato il Festival di drammaturgia contemporanea "Quartieri dell'Arte", di cui mantiene ancora oggi la direzione artistica.

 

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