Acquapendente
Giordano Sugaroni
Grazie alla collaborazione tra Comune di Acquapendente e l’Associazione Teatro Boni del Presidente Tolmino Piazzai, Acquapendente ritorna a respirare “cultura ad alto livello”.
Si riapre infatti il contenitore dell’Anfiteatro Cordeschi che Sabato 3 Luglio alle ore 21.00 ospiterà la rilettura dell’opera Dongiovanni curata da Cesare Cesarini nel doppio ruolo di regista e attore. Colui che la lasciato un importante segno nella cultura aquesiana e che ritorna con la Compagnia teatrale Periattori direttamente collegata all’Accademia dei Bardi, sarà affiancato da Riccardo Burbi nel ruolo di Sganarello, Michela Cecchetti in quello di Zerlina, Camilla Ribechi nel ruolo di Gusmana Don Carlos, Daniele Bianchini in quello di Masetti, Anita Pusceddu in quella di Donna Elvira e Patrizio Gozzi in quello di Menicante il Commendatore. Piero Angelo Ottusi curerà scenografie e maschere, Silvia Meaccini aiuto scenografia, Isabelle Bruni costumista “Anticamente i bardi”, sottolineano dall’Accademia, “erano i cantastorie, giullari, cantori raminghi, custodi e portavoce di un sapere popolare fatto di miti e leggendarie imprese. Solo nell’ Ottocento, con il Romanticismo, il termine “bardo” divenne sinonimo di poeta lirico, e da quest’uso derivò poi l’epiteto “Il Bardo” attribuito a William Shakespeare, grande figura ispiratrice.
“Story Tellers”, dicevamo, da qui il nostro nome. Ma questo non ci riconduce a un autore o a un periodo storico ben precisi. Ogni storia è degna d’essere raccontata - restando fedeli al testo, ma “riscrivendolo” nello stile, magari esaltandone aspetti latenti - e questo è il nostro “gioco”: quello dell’affabulazione, della magia del racconto, spesso disvelato nella sua essenza, nei meccanismi più intimi e vitali, e lo spettatore non può che lasciarsene affascinare... La Compagnia dei Bardi nasce nel 2013 su iniziativa di Mimmo Strati. Il progetto iniziale prevede la messa in scena di una trilogia shakespeariana: Romeo e Giulietta di una notte di mezza estate La bisbetica domata (in scena al teatro delle Muse di Roma dal 4 al 23 febbraio 2016).
“Considero il mondo per quello che é: un palcoscenico dove ciascuno deve recitare la sua parte”, diceva il grande Bardo. O più d’una, aggiungeremmo noi..!






















