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Mariella Zadro 

E’ stato il trio composto da Peppe Servillo, Javier Girotto e Natalio Mangalavite, ad aprire sabato 26 giugno, gli incontri musicali in programma a Caprarola, per la stagione estiva.

La voce di Servillo unita all’improvvisazione del pianista Mangalavite e la versatilità del sassofonista Girotto, fanno un sodalizio artistico, che non delude mai il pubblico.

Per riprendere i concerti in presenza, come augurio per tutta la programmazione futura, i musicisti hanno scelto un omaggio al cantautore Lucio Dalla.

“L’anno che verrà” questo il titolo scelto per presentare al pubblico le canzoni di Dalla rivisitate con particolari arrangiamenti.

“Io penso che la musica sia un servizio e come tale, deve essere riportata nelle piazze” inizia con questa affermazione la breve intervista che Peppe Servillo mi concede, prima del concerto.

“Con “L’anno che verrà” vogliamo omaggiare un grande musicista e un caro amico. Le sue canzoni si prestano bene ad essere interpretate perché parlano d’amore, di sogni e di speranza.  Il format è sempre sullo stile argentino con momenti di improvvisazione jazz e ricercatezze varie. Il nostro sodalizio dura da circa quindici anni. Abbiamo debuttato a Napoli alcuni giorni orsono e il pubblico ha molto apprezzato sia la scelta delle canzoni che gli arrangiamenti”.

Ad accogliere i musicisti sul palco del Teatro Don Paolo Stefani, e presentarli al pubblico, è stato il sindaco Eugenio Stelliferi che con vero piacere ha illustrato il programma estivo.                   

Poi, ecco riecheggiare le note di Stella di Mare, 4 Marzo 1943, Balla balla ballerino, Se io fossi un Angelo, Caruso, Tu non mi basti mai, Cara; successi del cantautore che la voce, supportata da un’interpretazione teatrale di Servillo, hanno arricchito i brani di forti emozioni.

Ogni canzone è stata presentata con il racconto di un aneddoto o di una didascalia, in particolare ha citato il grande desiderio di Dalla di imparare il napoletano. Avrebbe pagato fino a duecento mila euro per avere “un’iniezione” che le facesse parlare il dialetto che lui tanto amava.

Al termine, sulle note di Felicità, il pubblico si è lasciato coinvolgere in un bel coro: Ah felicità, Su quale treno della notte viaggerai, Lo so, Che passerai, Ma come sempre in fretta, Non ti fermi mai.

Un momento corale, per una voglia di ritornare ad ascolta musica di qualità e rivivere quelle emozioni che desideravamo da tempo riprovare.     

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