
Ischia di Castro: La Rocca del marchese Capranica nel 1904 (Archivio Mauro Galeotti)
Alla fine dell'articolo è la Galleria di foto eseguite da Mariella Zadro
Mariella Zadro
“Tutti mi dicon Maremma, Maremma...
Ma a me mi pare una Maremma amara.
L'uccello che ci va perde la penna
Io c'ho perduto una persona cara.
Sia maledetta Maremma, Maremma
sia maledetta Maremma e chi l'ama.
Sempre mi trema 'l cor quando ci vai
Perché ho paura che non torni mai”.
Questa è la Maremma di un autore sconosciuto, che ai primi dell’ottocento dedica questi versi, poi messi in musica, nel periodo della bonifica del territorio al tratto di terra che va da Cecina a Tarquinia.
Non abbiamo documenti certi che Dante avesse frequentato queste zone, ma nella sua La Comedìa, o Commedia, ne parla in diverse situazioni.
La descrive con gli occhi di un uomo vissuto nel periodo medievale che sa cogliere gli aspetti più selvaggi, inospitali e insalubri.
In particolare alcuni brani dell’Inferno e del Purgatorio sono legati a questa terra tanto amata.
Con questa premessa, Antonello Ricci, in veste di narratore, ha iniziato il mini tour dantesco ad Ischia di Castro, nella sala del piano nobile della Rocca Farnese.
“[…] noi ci mettemmo per un bosco/ che da neun sentiero era segnato. / Non fronda verde, ma di color fosco;/ non rami schietti, ma nodosi e ‘nvolti;/ non pomi v’eran, ma stecchi con tòsco:/ non han sì aspri sterpi né sì folti/ quelle fiere selvagge che ‘n odio hanno/ tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.”
A seguire la narrazione, ricca di particolari riferimenti storici, un pubblico attento e numeroso, tanto da dover replicare l’incontro in due momenti.
Presenti il sindaco Salvatore Serra, l’assessore Enrica Consalvi e la direttrice del museo "Turiddo e Pietro Lotti" Anna Laura che con soddisfazione hanno sottolineato l’opportunità di aver inserito tra le dimore storiche anche la “Rocca”, patrimonio locale e luogo ricco di storia.
Per vedere le foto in Galleria, eseguite da Mariella Zadro, clicca su una di esse
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