IL NEXT GENERATION EU ED I VECCHI RITI DELLA POLITICA NOSTRANA.
Non sarà facile spartire le risorse del Next Generation Eu: 81,4 miliardi a fondo perso, 127,4 in prestiti nei prossimi tre anni.
I capitoli interessati riguardano misure per l’economia green, la digitalizzazione, le infrastrutture, la salute, l’inclusione sociale, la ricerca; solo 120 miliardi finanzieranno nuovi progetti. Gli obiettivi sono condivisibili e sembrano chiare le priorità programmatiche. Ciò che non si capisce è il perché la cabina di regia di Palazzo Chigi dovrebbe avallare una task force di sei manager con tanti “tecnici” e con poteri sostitutivi verso le Amministrazioni centrali inadempienti.
Alla già pesante burocrazia dello Stato, che dai tempi di Cavour non ha mai smesso di ritardare progetti e realizzazioni, si aggiunge una sorte di “Governo parallelo”, che nessuno ha eletto e che farebbe riferimento solo al Palazzo ed ai titolari dell’Economia e dello Sviluppo. Siamo arrivati al punto che la Ministra Teresa Bellanova dichiara di avere appreso dai media i contenuti del Dcpm come si legge sul prestigioso “Corriere della Sera” del 7 dicembre u.s., dove il giorno dopo l’On. Maria Elena Boschi, intervistata da Maria Teresa Meli, afferma: “…siamo in presenza di un fatto gravissimo. Non è possibile che il premier sostituisca il Governo con una task force, i servizi segreti con una fondazione, le sedute parlamentari con la diretta Facebook.
Sono mesi che chiediamo una discussione parlamentare e scopriamo oggi un piano di cento pagine che commissaria i Ministri con un emendamento in legge di Bilancio?”. Stiamo parlando del futuro dell’Italia e della “governance” del Fondo per la ripresa deciso a luglio dal Consiglio UE con il nome suggestivo di Recovery Fund. La piramide costituzionale eretta sulle ceneri dell’ultima guerra mondiale ed ancorata alle Istituzioni democratiche viene affiancata da altre “costruzioni” e da “decisori” che pare superino la catena di comando commisurata ai poteri dello Stato, ponendo le forze parlamentari dinnanzi a scelte compiute ed avallate da qualche ministro. Pochi manager avranno poteri sostitutivi verso le Amministrazioni inadempienti: prima la burocrazia rallenta qualsiasi progetto del Governo e del Parlamento, poi ad essa subentrano figure capaci di imporre scelte alle Amministrazioni centrali: non è chiaro il ruolo importante della Corte dei Conti sul flusso imponente della spesa.
I dubbi dei costituzionalisti, già espressi a più riprese a causa del proliferare di Dcpm, trovano ampia conferma e non v’è da stupirsi dinnanzi alla sincera reazione della Ministra Teresa Bellanova e dell’On. Boschi. Naturalmente, poi, tutto si aggiusta perché l’Italia è il Paese dei tarallucci e del vino: la democrazia attenderà il suo turno convivendo con una realtà “aumentata” ed improvvisata. I dubbi, in questo caso, sfidano l’eredità culturale della maieutica socratica che sottoponeva a critica i dettami del potere ateniese, ma appartengono piuttosto alla logica della Costituzione.
In punta di diritto, è possibile fare accettare ad un Parlamento, che non aspira certo ad elezioni anticipate, la narrazione di poteri estranei e di emendamenti sulla “governance” del Piano per la ripresa, ma una attuazione calata da indicazioni tecniche prevalenti rispetto alle valutazioni degli Enti preposti non è certo il contributo di quella democrazia voluta dai Padri costituenti. Di strutture “parallele” abbiamo già sentito parlare anni fa e, come allora, possiamo farne a meno. Quando Aldo Moro parlava di “convergenze parallele” non si riferiva certo ad ambiti extra parlamentari, ma auspicava un dialogo ed una apertura utili alla Nazione. Le decisioni dovrebbero essere assunte, proprio nell’ottica “morotea”, da Commissioni bilaterali interne ai contesti parlamentari, evitando inutili sovrapposizioni. Il pavimento delle leggi può essere lucidato dall’esperienza e dalla cultura giuridica, ma non scompare sotto le misere piastrelle di una tecnica improvvisata.
E’ bene ricordare quello che Platone in Gorgia fa dire a Socrate: “Se uno fa una cosa per un fine, non vuole la cosa che fa, bensì la cosa per cui fa quello che fa”. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; N° 641 Roma, 14 dicembre 2020 In Redazione: Dott. Vincenzo CENITI Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; spedizione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 0165 548032 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; cell. 335 8358347 www.unionturismoroma.it;
L’ENVERS ET L’ENDROIT E LA “DITTATURA” DELLA DEMOCRAZIA.
“L’envers et l’endroit” è la prima opera di Albert Camus, un saggio del 1937, che entra nelle contraddizioni che caratterizzano uomini ed istituzioni. Nel “L’Uomo in rivolta” Camus afferma: “L'uomo infine non è interamente colpevole, non ha dato inizio alla storia; né è del tutto innocente poiché la continua”. Questo concetto è, forse, il più adatto a descrivere ciò che è accaduto con lo scontro sul Recovery Plan e sulla task force per gestire (al meglio?) il Next Generation Italia. Afferma, infatti, Renzi: “Il governo non può essere sostituito da una taxk force. Il Parlamento non può essere sostituito da una diretta Facebook”. Gli risponde il Presidente del Consiglio Conte: “Nessun potere sottratto ai ministri, coinvolgeremo tutti…ma la struttura è necessaria”. Come va gestita, dunque, la “governance” dei fondi UE?.
Con quanti milioni e con quali progetti affronteremo la digitalizzazione, l’innovazione e la sicurezza nella Pubblica Amministrazione, la competitività, l’internazionalizzazione, l’impresa verde, l’economia circolare, la transizione energetica e la mobilità locale sostenibile, l’efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici, la tutela e la valorizzazione del territorio e delle risorse idriche, il tema della parità di genere, la vulnerabilità, l’inclusione sociale, lo sport ed il terzo settore, i giovani e le politiche del lavoro, il potenziamento della didattica ed il diritto allo studio, il passaggio dalla ricerca alle imprese, l’alta velocità di rete e la manutenzione stradale 4.0, l’intermodalità e la logistica integrata?.
Sono temi fondamentali per assicurare uno sviluppo davvero inclusivo ed essenziale per abbattere il tremendo potenziale delle disparità e delle emergenti povertà, ma sono anche obiettivi difficili che implicano competenze esclusive, conoscenze industriali e scientifiche di alto profilo che difficilmente potrebbero considerarsi alla portata del cittadino medio, colui che ha la libertà di aspettare i Dcpm, di fare le code e di lamentarsi il meno possibile in questa democrazia ingessata che spesso ha premiato proprio chi non aveva vinto le elezioni. La tentazione di aprire una crisi di Governo è comprensibile sul piano strettamente parlamentare, senza cioè interrompere la legislatura; ma i rapporti di forza consigliano prudenza sia al vertice del Governo sia alle componenti più audaci della contestazione in vista dell’approvazione della legge di Bilancio.
La mossa di istituire una cabina di regia “ad hoc” non è illegittima, ma non appare appropriata perché non si serve di strumenti ordinari come quelli offerti dalla Pubblica amministrazione, dai Commissari straordinari e dagli stessi Ministeri. Creando organismi sempre diversi e persino nuovi, si rischia di scavalcare l’impalcatura e le competenze in capo a figure amministrative già esistenti che vengono quasi espropriate nella gestione di risorse vitali ed in un certo senso “delegittimate” dall’avvento di nuovi responsabili: da qui a parlare di “Dittatura economico-sanitaria” ce ne passa parecchio, ma il dubbio rimane ed è stato facile veicolarlo verso la pubblica opinione nella rissa quotidiana tra maggioranza ed opposizione. E’ giusto, tuttavia, considerare la gravità del fatto che non viene valorizzato a sufficienza il Governo in carica nella sua “collegialità” come chiaramente indicato dalla Costituzione. Concludendo, le divergenze sulla “governance” dei fondi europei sono accettabili, ma non aiutano certo ad affrontare la sfida globale al Covid ed alla pandemia economica che ha paralizzato l’Europa. Un governo debole non serve a nessuno, una democrazia forte mantiene libero l’orizzonte della ripresa. Nel libro “Il mito di Sisifo” Albert Camus scrive tra l’altro: “Voglio che mi sia spiegato tutto o nulla. E la ragione è impotente di fronte a questo grido del cuore.
Lo spirito, risvegliato da questa esigenza, cerca e non trova che contraddizioni e sragionamenti. Ciò che io non comprendo è senza ragione. Il mondo è popolato da questi irrazionali, ed esso stesso, di cui non capisco il significato unico, non è che un immenso irrazionale.” Ed aggiunge: “Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice”. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; CONCESSIONI BALNEARI . Fisanotti: “L’ingiusta procedura UE contro l’Italia contesta i decreti nr. 34 e 104 del 2020 che ribadivano la legge di proroga n. 145/2018 che, su proposta del Ministro del Turismo Gian Marco Centinaio – concordata con Bruxelles - disponeva l’estensione delle concessioni fino al 31 dicembre 2033. L’attuale Governo, purtroppo, non ha portato a compimento la riforma organica del settore che giustificava la nuova estensione al 2033 come periodo transitorio indispensabile per attuare la riforma. Spetta ora al Parlamento ribadire con forza ed unità la conferma della legge 145/2018”.
PIANO ITALIA: MORTIFICATI LA CAPITALE E IL TURISMO.
Incominciamo male. Roma e il Turismo vengono emarginati dal piano “Next Genetarion Italia” la cui proposta è stata elaborata nei giorni scorsi dal Governo. Per la Capitale, malgrado le promesse di Conte (“ci sarà per Roma un progetto importante”) si parla solo della ferrovia Roma-Pescara. Per il Turismo ci sono appena 3 miliardi su 196, da dividere peraltro con la Cultura (1,58% del totale). Praticamente niente. E’ solo una bozza – si consola il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca - che vuole però subito sapere se nelle risorse per la qualificazione degli immobili c’è spazio anche per gli alberghi. “Senza un piano strutturato e di medio-lungo periodo per accompagnare le aziende e riqualificare il prodotto - ha commentato Confindustria Alberghi - l’Italia sarà destinata a soccombere nel confronto con altri Paesi che stanno sostenendo con risorse importanti le loro aziende”. Le fa éco Federturismo “E’ scandaloso come non si percepisca il valore aggiunto che questo settore potrebbe dare alla ripartenza del lavoro, dei territori e della stessa produzione industriale”.
Unindustria, da parte sua, sostiene che la capitale del Paese, come avviene altrove, debba esser oggetto di un piano strategico ad hoc che riguardi mobilità, rigenerazione urbana, smaltimento e riutilizzazione dei rifiuti , decoro, vivibilità, grandi eventi in vista anche del Giubileo 2025 e della candidatura all’Expo 2035. Fisanotti: “La Germania ha stanziato oltre 35miliardi, la Francia 19, l’Italia solo 3: il Ministro Franceschini deve farsi sentire, altro che cabina di regia”. (Unionturismo news).
SICILIA: IN AUGE IL CICLOTURISMO, IL TURISMO OLTRE LE BARRIERE ED IL PROGETTO HERITAGE DEL MEDITERRANEO.
Importante riconoscimento per Scicli Albergo Diffuso. Infatti il Touring Club Italiano ha insignito la struttura siciliana del Premio Bike Hotel 2021 tra i 4 migliori Bike Hotel Italiani. Il cicloturismo, una categoria del turismo sostenibile è infatti in ascesa in Italia e in Sicilia negli ultimi anni, grazie anche alla cooperazione con un tour operator norvegese che ha fatto scoprire la Sicilia a norvegesi, svedesi e danesi.
Anche i ciclisti americani stanno scoprendo la Sicilia e persino il famoso ciclista polacco Janus River è stato qui. A Scicli si possono trovare servizi come il noleggio bici, colazioni per gli sportivi e officine per piccole riparazioni. L’Ente Parco delle Madonie insieme ad altri Enti del territorio ha siglato un protocollo che permetterà di sviluppare una tecnologia, tramite i codici QR, per la fruizione dei sentieri del parco a persone diversamente abili, in continuità con lo spirito del progetto “Break the limit, il turismo oltre le barriere”. Inoltre insieme all’Associazione Haliotis si realizzerà la “Carta informatizzata dei Geositi” e capannine in larice e cartelloni esplicativi.
Il punto di riferimento sarà il Museo “A.Collisani” nella sua sezione “Giuseppe Torre”. Parte il progetto iHeritage, una piattaforma per i beni UNESCO di 6 paesi del Mediterraneo. Il progetto, nato in Sicilia, prevede la creazione del primo Registro delle Eredità Immateriali del Mediterraneo nonché audio-guide in realtà aumentata con ricostruzioni di ruderi. Tra le varie cose gli utenti potranno vivere le famose scene girate all’interno dei siti e l’installazione di un ascensore virtuale capace di muoversi nello spazio e nel tempo. I Paesi partner del progetto sono Egitto, Spagna, Giordania, Libano e Portogallo. Loredana Celebre
PASTI IN CAMERA: L’ENNESIMA BURLETTA?
Navigazione a vista per il turismo, senza una rotta e con tanta approssimazione, che fa tremare i polsi se pensiamo alle politiche che dovrebbero essere adottate a Covid spento per la resurrezione del comparto. L’ennesima polemica riguarda il discrimine cena in camera e cena al restaurant. Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca non si dà pace “Non comprendiamo quale senso abbia la decisione di costringere gli ospiti degli alberghi a consumare la cena di fine d’anno in camera”. Delusione anche da parte di Confindustria Alberghi e Federterme: “La filiera alberghiera e quella termale hanno operato in questi mesi con grande impegno, investimenti e senso di responsabilità sul fronte della lotta alla pandemia, offrendo ai propri (pochi) ospiti la possibilità di un soggiorno in sicurezza nel pieno rispetto delle norme previste e di rigidi protocolli di sicurezza. Per questa ragione, riteniamo ci siano ancora gli spazi per evitare nuove misure che colpiscono e penalizzano tutti in modo indiscriminato e pensare invece ad un sistema di “corridoi sicuri” per raggiungere le strutture (ad es. possibilità di spostarsi con prenotazione confermata), regole chiare sui territori, tutti elementi che possano rendere luoghi fruibili in sicurezza. Federturismo non è da meno.
Il presidente Marina Lalli aggiunge “Gli imprenditori del settore in questi lunghi 10 mesi hanno con senso di responsabilità investito denari ed energie per poter garantire ai loro ospiti soggiorni sicuri nel pieno rispetto delle norme: dagli alberghi, ai ristoranti, agli impianti di risalita, solo per citare gli ultimi settori che erano parzialmente in grado di lavorare. Provvedimenti che vengono adottati tenendo in scarsa considerazione che il settore degli impianti di risalita, per fare un esempio, fattura 1,2 miliardi all’anno, di cui 400 milioni arrivano dal periodo natalizio e che impiega 10 mila lavoratori stagionali che rischiano di rimanere senza reddito”. (Unionturismo news). HOTEL: SOGGIORNO E LAVORO. Alberghi impegnati a trovare le contromisure alle varie restrizioni pur nel rispetto delle normative. A Roma il “Massimo d’Azeglio” (catena Bettoja) non si scoraggia e lancia la Business Room: appartamento attrezzato per incontri d’affari dotato di due ambienti separati: la camera da letto con ogni comfort e una suite dove è possibile dedicarsi allo smart working o promuovere business meeting fino a 4 persone. La Business Room, inoltre, prevede anche lo sconto del 15% sui servizi bar, al ristorante interno, sempre aperto per chi pernotta in hotel (Unionturismo news).
TURISMO INVERNALE IN PERICOLO? NON E’ DETTO.
Facciamo tifo per Franco Grasso, esperto di turismo e fondatore del Revenue Team, quintessenza dell’ottimismo. Già nel mese di marzo, in pieno lockdown, con il mondo del turismo praticamente in ginocchio, Grasso aveva previsto una ripresa a partire dal mese di luglio, con un ottimo agosto per le località di mare e montagna e un discreto mese di settembre. Previsioni che non sono state disattese. “Quello che ci si presenta ora – scrive in una nota – non è uno scenario catastrofico. Purtroppo Natale e Capodanno non saranno come ci aspettavamo, questo è vero, ma la stagione sciistica per antonomasia comincia a partire da fine gennaio. Per cui gli hotel di montagna avranno il tempo di recuperare ciò che perderanno durante le feste. Più di ogni cosa deve incoraggiare l’arrivo di uno o più vaccini e non è un caso che già dalle prime notizie arrivate dalle grandi case farmaceutiche le prenotazioni internazionali abbiano ripreso vigore.
A questo – conclude l’esperto – aggiungiamo la grande capacità di reazione, e di compensazione, che ha il mercato turistico. Ragione per cui, sono certo che da febbraio la montagna sarà grande protagonista, che a partire dalla primavera potremo rivedere turisti stranieri nelle nostre città e che in estate tutti gli italiani saranno in riva al mare, o in cima a un monte a scrollarsi di dosso le brutte sensazioni che questa esperienza, inevitabilmente, ci avrà lasciato”. Noi siamo con Grasso. SPEAK “ITALIANO” PLEASE. L’ultimo in ordine di tempo è il cashless, ennesimo termine preso a prestito dalla lingua inglese che arreca un ulteriore sussulto alle bare dei fondatori dell’Accademia della Crusca dopo l’imperversare, anche nel turismo, di locuzioni come lockdown, recovery fund, question time, over booking, business room, card, dinner, sold out, time out, feedback e via discorrendo. Non staremo un po’ esagerando con il ricorso a queste parole anglofone? La tentazione non risparmia nessuno: politici, giornalisti, medici, sociologi, esperti di turismo, economisti ed ovviamente neanche noi che firmiamo i “pezzi” con “news”. Spagna, Francia e Portogallo hanno già adottato concrete contromisure a difesa delle rispettive madrelingue, ma in Italia sembra tutto più difficile.
Agli inizi del Novecento, quando tirava aria “franzesa”, si utilizzavano termini come concierge, commis, chambre de femme, dehors, salle de bain, petitdéjeuner, chauffage e via discorrendo. Alla fine questi termini sondo diventati desueti per consunzione naturale. Con l’inglese invece la vedo più dura. Dante è alle porte con il settimo centenario della sua morte e minaccia “fuochi e fiamme” infernali. Fisanotti: “Più le parole sono difficili, meno la gente capisce”. LA SICILIA PUNTA SUI “BENI AL SOLE”. La “Carta di Catania”, voluta dall’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Alberto Samonà della Sicilia, è un decreto in base a cui i beni culturali appartenenti alla Regione che si trovano custoditi nei depositi regionali potranno ora essere valorizzati attraverso l’esposizione in luoghi pubblici o privati aperti al pubblico. I beni a cui si fa riferimento sono quelli acquisiti per confisca, quelli donati o consegnati spontaneamente, quelli di più vecchia acquisizione per i quali sia stata smarrita la documentazione e, in generale, quelli deprivati di ogni riferimento al loro contesto di appartenenza. Si autorizzano pertanto soprintendenze, parchi archeologici, musei, gallerie e biblioteche a concedere in uso per la valorizzazione e la pubblica fruizione il cospicuo patrimonio in giacenza nei depositi. (Unionturismo news). ROMA: ADDIO ALLE “BOTTICELLE”.
A Roma le”botticelle” sono le carrozzelle a cavallo che, fino a qualche decennio fa, erano uno dei mezzi più utilizzati per la mobilità in città. Una lunga campagna a favore degli animali ne aveva messo in discussione la loro utilizzazione sulle strade, date anche le condizioni climatiche non sempre favorevoli ai cavalli. Il tutto aveva creato uno stato di agitazione non solo tra i “vetturini”, ma anche tra coloro che amano preservare le tradizioni della vecchia Roma tanto apprezzate dai turisti. Ora l’assemblea capitolina ha deciso che le “botticelle” potranno circolare solo nei giardini e nelle aree verdi, a partire da Villa Borghese, Villa Pamphilj e Parco degli Acquedotti. Al “vetturino” viene dunque data la possibilità di lavorare, seppur in condizioni più limitate. “I parchi romani – afferma il sindaco Virginia Raggi – offrono uno scenario ideale, non meno interessante dal punto di vista turistico, per la scoperta di angoli segreti e suggestivi di una delle capitali più verdi d’Europa.
È un traguardo storico per una città moderna, rispettosa dell’ambiente e degli animali”. Il nuovo regolamento stabilisce che le “botticelle” potranno agire nei percorsi stabiliti per non più di 7 ore al giorno, con soste ogni 45 minuti. A luglio e ad agosto sarà vietata la loro circolazione dalle 12 alle 17,30. Il tutto pena sanzioni (fino a 500 euro), ma anche la sospensione o il ritiro della licenza“ (Unionturismo news).
N° 641 Roma, 14 dicembre 2020
In Redazione: Dott. Vincenzo CENITI Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
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