
Marco Valerio Marziale epigrammista (40-104 d.C.)

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Con l'epigramma noi possiamo dire/ come l'uomo pensa, vive ed agisce, / così per non volerlo contraddire, / comincio per capir come finisce.
*
Chi dice sì con troppa convinzione
esprime spesso la sua compiacenza,
e allora devo fare deduzione...
che solo afferma la sua convenienza.
*
Chi dice no con troppa convinzione
certo che non lo fa per convenienza,
ma esprime spesse volte preclusione
al buon dovere della sua coscienza.
*
La voce forte è fatta per timore,
perché non vuole forza la ragione
e, quindi, sento sempre con stupore
la forte urlata senza convinzione.
*
Parlando, se prevale l' aggettivo,
il buon discorso perde di sostanza;
nell' oggi accade che il superlativo
è diventato norma per costanza.
*
Il senso alle parole viene dato
per forma, che qualifica il concetto
e questo, convincendo, è interpretato
dal codice mentale del soggetto.
*
Con la parola noi comunichiamo
concetti formalmente convenuti:
è necessario, quindi, che parliamo
chiarendo dei precisi contenuti.
*
Nell' oggi più silenzio non sentiamo
e abbiamo inquinamento di parole;
fra suoni in abbondanza conversiamo
e le persone intanto sono sole.
*
In giro c' è abbondanza d'espressioni
da definire senza capo e coda:
trovo il motivo che le convinzioni
non siano personali, ma di moda.
*
Proporsi come esempio per la gente
risulta tante volte pretestuoso
nell' uomo, che vuol esser convincente
col tipico parlare presuntuoso.
*
Se con gli scritti abbiamo la memoria,
mentre delle parole non c’ è segno,
saremo ricordati dalla storia
per il tanto vociare senza impegno.






















