PERCHE’ CONSERVARE LE FORESTE
10 Dicembre 2019
ore 9.30 - 18.00
VITERBO
Aula magna g.T. Scarascia Mugnozza
Rettorato, via S.Maria in Gradi, 4
Convegno Aperto

PROGRAMMA
9.30 REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI
10.00 SALUTI ISTITUZIONALI
Stefano Ubertini, Rettore dell’Università della Tuscia
Daniela Donetti, Direttore generale ASL Viterbo
Nicola Lacetera, Direttore Dipartimento Dafne
10.20 INTRODUZIONE AL CONVEGNO
Bartolomeo Schirone
10.30 INIZIO LAVORI
Moderatore Giorgio Galleano, giornalista RAI
PROLUSIONE
10.30 – 11.00 Franco Tassi, Conservare le Foreste
11.00 – 13.30 I SESSIONE: FORESTE, SALUTE E SOCIETA’
Intervengono: Silvano Landi, Daniele Mei, Ugo Corrieri, Diego Infante, Teodoro
Andrisano, Stefano Gotti
Interventi liberi e discussione
13.30 - 14.30 Pausa pranzo
14.30-16.00 II SESSIONE: FORESTE, CAMBIAMENTI CLIMATICI E BIODIVERSITA’
Gianluca Piovesan, Giovanni Damiani, Alessandro Chiarucci, Stefano Grego
16.00-17.00 III SESSIONE: SELVICOLTURA E RESTAURO
Alessandro Bottacci, Bartolomeo Schirone
17.00 – 18.00 Interventi liberi, Discussione e Conclusioni
CONVEGNO APERTO
PERCHE’ CONSERVARE LE FORESTE
VITERBO 10.12.2019
AULA MAGNA G.T. SCARASCIA MUGNOZZA
RETTORATO, VIA S. MARIA IN GRADI, 4
Negli ultimi anni si stanno proponendo, sempre con maggiore
insistenza, cambiamenti importanti nella cultura forestale. Ad
esempio, non vi è più una precisa distinzione gestionale tra boschi di
protezione e di produzione; si pongono sullo stesso piano,
descrivendoli come approcci colturali diversi, ceduo e fustaia; si
propongono pratiche assurde come il fuoco prescritto per cercare di
prevenire un problema la cui soluzione va ricercata nella sfera sociale
ed economica; si è arrivati addirittura a sostenere che il ceduo
rappresenta la migliore difesa contro il dissesto idrogeologico e a
proporre le biomasse forestali come soluzione importante per
vincere le sfide energetiche.
La conseguenza di tutto ciò è stata l’approvazione, lo scorso anno, di
un decreto legislativo, il cosiddetto Testo Unico in materia di Foreste
e Filiere forestali, colmo di concetti incompleti, ecologicamente e
biologicamente errati, confusi e contraddittori. Viene così introdotto
lo stato di bosco abbandonato che richiede una gestione attiva –
ossia taglio - per accompagnare il Paese verso uno sviluppo
sostenibile negando giuridicamente il concetto stesso di ecosistema
forestale.
Questo incontro, che segue il seminario sulla conservazione della
biodiversità forestale del 3 dicembre u.s., si pone l’obiettivo di fissare
alcuni punti fondamentali per una strategia forestale nazionale
capace di rispondere efficacemente agli Accordi internazionali e, allo
stesso tempo, di approfondire il dibattito scientifico e culturale sul
futuro delle nostre foreste al fine di garantire alle generazioni future i
molteplici e spesso non misurabili benefici che esse possono offrire.

 

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