Viterbo EVENTI
Claudia Proietti Ragonesi

Giulio Speranza
Il Collettivo 42 presenta: Giulio Speranza “In montagna col grande formato: paesaggi alpini e dell’Appennino Centrale”.
Giulio Speranza (Roma, 1980), ricercatore scientifico, geologo e fotografo professionista, nasce come fotografo naturalista, ma successivamente la sua analisi fotografica si allarga toccando tematiche legate alla documentazione, al reportage, al ritratto e all’architettura.
Il suo lavoro, famoso in tutto il mondo per la sua capacità di realizzare fotografie perfette con pochissimi elementi, si suddivide in una serie di innovative raccolte che mostrano soprattutto il paesaggio.
Appassionato di montagna, soprattutto di quelle abruzzesi, ama praticare una fotografia “slow”, sia nelle tempistiche necessarie a raggiungere i suoi luoghi preferiti ma, soprattutto, nell’approccio metodologico della fotografia vera e propria.
Nella sua ricerca fotografica, legata all’ uso di macchine fotografiche di medio e grande formato, sceglie di adottare una fotocamera a corpi mobili (il cosiddetto banco ottico) anziché utilizzare una più maneggevole reflex. Nell’era del digitale e degli strumenti tecnologici, Giulio Speranza torna ad utilizzare la fotografia analogica mostrandoci le possibilità che questa offre. Molte delle sue fotografie sono state realizzate anche con la Polaroid.
Come lui stesso rivela: “Con la curiosità di scoprire e la voglia di analizzare la realtà che mi circonda, con rigore e precisione e possibilmente senza idee precostituite. Su questo s’innesta un altro dato di fatto molto importante: la mia passione per la montagna. Su queste basi è nata e cresciuta la mia passione per la fotografia a pellicola e l’uso delle fotocamere a corpi mobili di grande formato”
E ancora: “L’attuale progetto sui monti dell’Appennino Centrale è l’approdo finale del mio percorso. Il grande formato e l’uso delle fotocamere a corpi mobili mi permettono una ricerca estremamente precisa, formale e analitica, che, pur non disdegnando immagini più “interpretative”, lascia cadere le sovrastrutture estetiche a favore della semplice rappresentazione, per quanto enfatizzata dall’uso del bianco e nero. Inoltre l’uso di questi strumenti così tecnici e avanzati mi fornisce gli stimoli necessari a proseguire la ricerca, assieme alla passione per la montagna.
Con la digitalizzazione dei negativi e la post produzione riesco così ad ottenere immagini di notevole impatto visivo, ma che soprattutto vogliono essere dei documenti precisi e dettagliati di queste nostre magnifiche montagne.
Queste immagini devono si destare meraviglia nell’osservatore, rendendo giustizia a luoghi magnifici ma spesso trascurati. Ma, seguendo il mio approccio scientifico fino in fondo, spero siano anche documenti che permettano un’osservazione dettagliata dei soggetti ritratti. Una consultazione lenta, volta a scoprire pian piano i dettagli più minuti, che l’uso del grande formato rende sorprendenti.
Un approccio lontano dalla tendenza dominante alla fruizione mordi e fuggi delle immagini. Qualcosa che spero possa essere utile un domani, come lo sono stati per me gli articoli scientifici di ricercatori più o meno noti che si sono spesi per capire il mondo prima di me.”
È docente di fotografia, principalmente sull’uso del banco ottico, e organizza e gestisce appositi trekking fotografici in Italia Centrale. Per la sua ricerca personale utilizza da anni sistemi analogici grande formato, dal 4x5” all’8x10” ed i suoi lavori sono stati pubblicati sui siti ufficiali della Linhof e della Sinar, le due maggiori aziende al mondo produttrici di banchi ottici. È inoltre tester ufficiale delle fotocamere grande formato Stenopeika.
Dal 2007 in poi le sue foto sono state protagoniste di numerose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero. I suoi lavori sono stati pubblicati su riviste di fotografia internazionale e hanno vinto numerosi premi in alcuni dei più importanti concorsi fotografici a livello mondiale.
Per maggiori dettagli: www.giuliosperanza.com
L’incontro con Giulio Speranza si terrà sabato 29 Settembre 2018 ore 17,30 presso la sede del Collettivo 42 in Via S. Leonardo n°2 a Viterbo.
La mostra resterà aperta il 29 e il 30 settembre dalle 17.30 alle 20.00 e il 6 e il 7 ottobre dalle 17.00 alle 19.00.
Ingresso libero.






















