Viterbo EVENTI

Affresco Sposalizio della Vergine nella Cappella Mazzatosta della Chiesa di Santa Maria della Verità affrescata nel 1469 da Lorenzo di Giacomo di Viterbo
(foto Leonardo Primi nel 1880, archivio web Mauro Galeotti)


Efficienza Energetica, Tecnologia e Arte sono vissute spesso dai cittadini come "attività" lontane e spesso "incomprensibili".

La ragione forse sta nel "linguaggio" ed è per questo che l'ENEA ha coinvolto in questo appuntamento chi fa della cura delle parole la propria professione. Il “talk” , nel corso di 10 tappe, rappresenta un itinerario artistico dal nord al sud dell'Italia per mettere in luce l'energia produttiva del "sapere". L’uso efficiente dell’energia in un’industria, un ufficio o una casa non dipende solamente dalla sostituzione o dall’acquisto di nuove tecnologie più performanti, ma anche dall’approccio delle persone che vivono e operano in tali contesti.

Il primo passo da compiere verso un comportamento più sostenibile e consapevole del proprio impatto energetico è quello di far conoscere alla singola persona quanto impattano le sue scelte, e come i suoi comportamenti possono contribuire ad un presente ed un futuro davvero sostenibile. Il ruolo della Cultura e dell'Arte in questa azione di sensibilizzazione diventa fondamentale, soprattutto in un Paese come l'Italia dove i Beni Culturali rappresentano la maggior ricchezza ed energia vitale dei territori.

Il percorso storico e artistico di questa V tappa nella città di Viterbo si snoda attraverso Piazza del Plebiscito con il suo Palazzo dei Priori, Piazza del Gesù dove sorge la Chiesa San Silvestro, Piazza San Lorenzo con il celeberrimo Palazzo dei Papi e il Duomo e nel cuore dei quartieri medievali di San Pellegrino e Pianoscarano.

Da Piazza della Morte, infine, si parte per un suggestivo percorso della Città Sotterranea, in un viaggio nella storia lungo oltre 2500 anni. La città sotterranea è composta da un reticolo di gallerie che si estendono sotto il centro storico e conducono fin oltre la cinta muraria. Il percorso è completamente scavato nel tufo, e lo scavo iniziale potrebbe risalire addirittura agli Etruschi che lo utilizzavano come sistema idraulico. Durante il periodo medioevale i tunnel sotterranei diventarono un autentico labirinto fatto di passaggi segreti che servivano a mettere in comunicazione le strutture nevralgiche e strategiche di Viterbo, assicurando la via di fuga ai viterbesi in caso di pericolo o di assedio. Nel corso della seconda guerra mondiale furono usati come rifugi antiaerei durante i bombardamenti.

Viterbo è una rigogliosa provincia ad impronta medievale ricca di storia, cultura e tradizioni, energia vitale tra turismo, cultura e prodotti tipici dell' intero Lazio. Dapprima terra etrusca, poi conquistata dai Romani, Viterbo divenne famosa in seguito alla nomina di cattedra vescovile nel 1194, precedentemente localizzata nella bellissima Tuscanica.

Poco dopo divenne sede papale (1257-81) aumentandone così ancor più il prestigio. Famosa è la storia del lunghissimo conclave che per ben 33 mesi (1268-1271) occupò il Palazzo papale per eleggere il nuovo papa, il futuro Gregorio X. Le cronache raccontano che i Viterbesi, stanchi dell’indugio dei cardinali, comodamente ospitati, spronarono l’elezione del nuovo papa rinchiudendo “cum clave” i cardinali nel palazzo e scoperchiando il soffitto lasciandoli in balia delle intemperie. Da questo evento nasce il termine Conclave per indicare le riunioni cardinali che scelgono il nuovo papa. Al fine di racchiudere i diversi borghi che formavano la città nel XII Sec. fu costruita la cinta muraria che ancora oggi delizia gli occhi dei visitatori. Lungo il percorso tracciato delle mura è possibile trovare ancora le torri che ne sorgono proprio a ridosso, molte dei quali costruite nel XIII Sec.


L'Energia del Territorio - spunti tra arte e energia

Rappresentando una tappa importante della via Francigena la città ha visto un rapido sviluppo demografico, amministrativo, ed economico arricchendo la sua cultura con magnifiche opere d’arte e le sue tradizioni che fanno oggi parte della cultura italiana. La sua bellezza "Sospesa", protetta dal caos della frenetica Roma è solida nella sua storia e nella sua cultura.

Patrona della città è S. Rosa, una giovane ragazza morta ad appena diciotto anni nel 1251. La santa dedico la sua breve ma significativa vita ai poveri e ai disadattati nonostante la disapprovazione delle autorità dell’epoca. In onore della Santa ogni anno, al ricorrere della sua festa del 3 Settembre, viene trasportata per le vie del centro storico la Macchina di Santa Rosa, un vero e proprio monumento artistico alto decine di metri e trasportato da un centinaio di Facchini. Il trasporto della Macchina di S. Rosa avviene di sera, attraversa oltre cinquantamila persone unendo fede e spettacolo da settecentocinquanta anni. La festa è molto sentita dai Viterbesi e la sua grandiosità affascina ogni turista.

Intervento di Claudio Strinati
"La cappella Mazzatosta nella chiesa di S. Maria della Verità affrescata nel 1469 da un pittore pressoché oggi sconosciuto noto con il nome di Lorenzo da Viterbo, è un altro emblema universale. In sé stessa è una delle opere più somme del Rinascimento. Malgrado la scarsa fama Lorenzo da Viterbo è uno dei più grandi pittori della seconda metà del Quattrocento Italiano e l’esame della sua opera permette di rintracciare i principali parametri di funzionamento di quella stagione fatale dell’arte italiana che ha generato le più alte e possenti energie culturali della Storia d’Europa prima della rivoluzione francese.

Durante la seconda guerra mondiale la cappella fu colpita da un bombardamento e gli affreschi in larga parte si sbriciolarono. L’azione commovente e competente dell’Istituto Centrale del restauro ne permise la ricostruzione attraverso l’amorevole salvataggio dei più minuti frammenti caduti a terra e la loro ricomposizione, per la quale vennero inventati nuovi e rivoluzionari metodi di restauro che sono diventati poi normativi per tutto il mondo.

Esempio magnifico di energia morale e culturale che ha restituito al mondo un capolavoro carico di energie a loro volta evidenti e dirompenti. Uscendo dalla chiesa entriamo nel Museo Civico di Viterbo che conserva tra le più notevoli e splendide testimonianze del Mondo Etrusco. Reperti incredibili che ci permettono una riflessione sulla continuità e discontinuità della Storia sul territorio italiano di cui Viterbo è un esempio memorabile ed istruttivo."

Intervento di Ludovico Pratesi (Curatore e critico d'arte. Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro e Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Management per l’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Urbino.) Oggi ogni luogo può essere luogo dell’arte contemporanea, il museo o qualunque altro posto antico o moderno che sia. Negli ultimi decenni la pratica di uscire “fuori dal museo” si è diffusa coinvolgendo la città, con le sue piazze, strade, edifici, e il territorio, con i suoi parchi e giardini.

L’immaginario contemporaneo vuole misurarsi con quei luoghi, gli artisti vogliono integrare le proprie operazioni nella realtà quotidiana e coinvolgere lo spettatore che diventa parte attiva dell’opera. L’interazione tra arte e natura trova nel territorio della Tuscia un luogo d’elezione ma come può intervenire l'arte contemporanea nella gestione urbana di una città e diventare un elemento di innovazione e rinnovamento tale da risvegliare energie economiche, culturali e morali? Il ruolo di un critico d'arte contemporanea o direttore di un museo può diventare strategico per una programmazione territoriale che mette a regime tutte le sue energie?

Intervento di Antonio Disi L'ENEA ha una lunga lista di tecnologie volte alla valorizzazione dei beni culturali, dagli strumenti per il monitoraggio energetico, ai laser per la diagnostica avanzata, alle protezioni e sensori antisismici e batteri per il bio-restauro, e tra gli obiettivi della sua ricerca e sviluppo in questo settore ci sono in particolare la riduzione dei consumi e delle spese di energia, la diagnosi dello stato di salute dei beni artistici e la loro tutela a rischio di deterioramento o sismico. Antonio Disi ci racconterà quali siano gli strumenti tecnologici che la scienza mette a disposizione, non solo per ricostruire, ma per tutelare e conservare.

Scaletta degli interventi
Ore 17.30 - Claudio Strinati
Ore 18.15 - Ludovico Pratesi
Ore 18.30 - Antonio Disi
Ore 18.45 - Commenti
Ore 19.15 - Chiusura dei lavori

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