Viterbo EVENTI
Maurizio Pinna

L'edicola con santa Rosa
Presso il frantoio Paradosso di Mario Matteucci, don Dante Daylusan, Parroco della parrocchia di Sant’Andrea, oggi 4 agosto, ha benedetto la statuina raffigurante santa Rosa di Viterbo, il luogo che la ospita e tutti i visitatori che la osserveranno con rispettosa devozione e preghiera.
L’edicola che protegge ed esalta la Santa, in tema con il contesto in cui si trova, è un’antica pressa per le olive risalente al 1917.
Il frantoio Paradosso, infatti, rappresenta un riferimento storico per la città di Viterbo.
Avviato nel 1856 da Baldo Matteucci, bisnonno del signor Mario, ha visto proseguire la professione da Augusto, il nonno, e Arcangelo, il padre, per arrivare ai giorni nostri con Mario Matteucci.

Don Dante Daylusan benedice l'edicola con santa Rosa
Parallelamente alla spremitura delle olive la ditta Matteucci ha sempre prodotto manualmente i fiscoli – dischi che inseriti a strati sotto la pressa trattengono le parti solide delle olive lasciando fuoriuscire l’olio e l’acqua contenuta nelle olive stesse – che inizialmente erano in fibra di cocco, e in giunco durante la Seconda guerra mondiale. Il materiale per realizzare il cordame proveniva dall’India. Oggi i fiscoli sono prodotti in polipropilene per alimenti.
In passato la ditta Matteucci ha esportato in fiscoli anche in Marocco, Algeria e Francia, e sembra che Mario sia l’ultimo degli artigiani capaci di creare i fiscoli a mano partendo dalla fibra di cocco. Questa sua unicità emerge da alcune richieste da parte di musei che, attraverso il passaparola, arrivano a commissionare l’antico fiscolo fino a Viterbo.

Don Dante benedice Mario Matteucci
Oggi il frantoio Paradosso rappresenta certamente un riferimento di qualità per la spremitura delle olive con l’antico procedimento a pietra, ma è anche un riferimento storico per la città tanto da ricevere annualmente, con le sue sole forze, migliaia di visitatori da ogni luogo d’Italia ed anche dall’estero. Visitatori con i quali, data la sua predisposizione naturale ai rapporti interpersonali, Mario mantiene cordiali se non amichevoli contatti, come lui stesso ama raccontare con giusto orgoglio.
Il richiamo storico è indubbiamente la grotta dove è allestito l’antico frantoio museo del 1856, arricchito dalle spiegazioni fornite personalmente da Mario con competenza ed irriducibile passione che tanto piace agli ospiti. Ma anche altre chicche di un tempo andato sono in mostra al Paradosso.

Don Dante Daylusan e Mario Matteucci
La visita al frantoio, assolutamente gratuita - e questo particolare di non poco conto la dice lunga sul contributo che l’azienda offre con il cuore alla città - oltre ai singoli ed ai gruppi, richiama anche le scolaresche.
Per meglio far conoscere il procedimento produttivo del pregiato olio extra vergine di oliva, il frantoio Paradosso ha realizzato un video didattico che mostra tutte la fasi dalla raccolta delle olive, alla spremitura, al confezionamento.






















