Viterbo EVENTI
![]()
Pasquale Picone
Presso la distinta, estetica, funzionale, operosa Biblioteca Consorziale di Viterbo, in viale Trento, si è tenuta un’assemblea straordinaria della sezione locale della Società Filosofica Italiana (SFI), per ricordare a pochi mesi dalla improvvisa, immatura scomparsa (il 27 gennaio) il preside prof. Pasquale Picone, che della sezione fu fondatore il 17 febbraio 2004 e presidente (vedi la pagina Facebook omonima).
La locandina con i nomi dei relatori e la copia del dipinto di Giorgione ‘I tre filosofi’
L’indimenticabile Preside prof. Pasquale Picone
Notizie dell’evento erano state date da diversi organi di informazione, tra i quali www.tusciaup.com, che ricordava di Pasquale “il suo amore profondo ed ostinato per l’anima della Tuscia”.
I promotori sono stati i proff. Luciano Dottarelli, Aurelio Rizzacasa, Maria Cristina Baleani, il dott. Paolo Pelliccia, commissario straordinario della Biblioteca.
L’invito aveva la riproduzione di un dipinto di Giorgione, il grande pittore veneto, dal titolo Tre filosofi, databile tra il 1506 ed il 1508 (che si trova a Vienna), scelto da Pasquale Picone come icona emblematica della sezione di Viterbo e della citata pagina Facebook. (Sul quadro varie sono le interpretazioni: le tre età, o tre personaggi della storia filosofica e scientifica antica e medievale, o il passaggio dalla matematica al sapere sempre più alto, vicino al divino, nel richiamo accademico-platonico).
Invitato cortesemente dai suoi cari familiari (in particolare dalla sorella prof.ssa Maria Picone Rispo, che non ha potuto partecipare per imprevisti impegni scolastici, dai fratelli dott. Carlo e avv. Salvatore) ad aggiungermi ad essi, per essere presente all’iniziativa, anche per conoscere da vicino gli ambienti umani e fisici del mondo quotidiano viterbese di Pasquale, per i quali avevo espresso desiderio di visita già alla citata prof.ssa Maria, nel primo pomeriggio ci si è recati in macchina a Viterbo con Carlo e Salvatore, dialogando e ricordando man mano, a tutto campo, la poliedrica figura di Pasquale, che balzava sempre più, ricco di umanità e di cultura, nelle parole, nelle memorie commosse dei due fratelli a lui carissimi e a lui devoti.
Siamo giunti un pò prima dell’inizio dell’assemblea, per salutare e visitare la sua moglie, la distinta prof.ssa Giulia Corigliano Picone, docente di matematica, così intensamente, emozionalmente legata alla memoria di Pasquale, di cui conserva con devoto, immutabile affetto, ogni pur minima memoria, per cui nella sua casa estetica, calda, linda, sembra che ancora aleggi la presenza di Pasquale, come abbiamo sentito anche noi tutti seduti al tavolo, per consumare quel thè verde, che ritmava i loro pomeriggi.
Mi è venuto spontaneo di richiamare la suggestiva proposta di laica religiosità della “compresenza dei morti e dei viventi” di Aldo Capitini, il maggiore teorico e militante della nonviolenza in Italia, gandhiano, vegetariano, antifascista, fondatore con Guido Calogero del liberalsocialismo.
Sono sopraggiunti altri familiari di Pasquale, il fratello Paolo con la sua signora Pina, e la sorella Melina (Giuseppina), che vivono in provincia di Latina.
Così la delegazione familiare, della quale sono stato onorato di far parte, si è avviata verso la vicinissima Biblioteca Consorziale e già si coglieva con essa uno dei motivi segreti della decisione di Pasquale di mettere radici a Viterbo, accanto al legame affettivo profondo con la prof.ssa Giulia.
L’interno della Biblioteca di Viterbo, con la prof.ssa Giulia, mentre si va a salutare il commissario straordinario Pelliccia
Egli aveva a due minuti da casa una biblioteca provinciale ricca, funzionale, comoda, ariosa, che gli rendeva agevole il vario, complesso lavoro intellettuale e didattico che portava avanti, e gli assicurava contatti e disponibilità di strutture, come la sala conferenza, che altrove sarebbe stato difficile avere a disposizione. E, non a caso, uno dei legami più costanti e profondi viterbesi egli aveva con il commissario straordinario della Biblioteca, il dott. Paolo Pelliccia, che abbiamo salutato e conosciuto e che ha ricordato come con Pasquale il dialogo fosse costante e Pasquale si confidava con lui a livelli anche riservati, per le soddisfazioni e anche per le pene, che sono sempre legate ai ruoli complessi ed alti che Pasquale si era trovato ad esercitare.
Un pannello significativo all’interno della Biblioteca
Siamo passati, attraversando i funzionali spazi, con gli ordinati scaffali, alla sala conferenze ed assembleare della Biblioteca, per il momento di memoria del preside prof. Pasquale Picone da parte di quella citata associazione filosofica viterbese, alla quale Egli era tanto legato, che aveva contribuito a far nascere e che spiega un’altra delle varie ragioni del suo attaccamento al mondo della Tuscia.
Il soffitto estetico e moderno aveva i nomi di tutti i grandi della letteratura, delle arti, della scienza, della tecnica dell’Umanità, indicando quel Pantheon della cultura e del sapere, al quale si riferiva quotidianamente Pasquale Picone con la sua onnivora curiosità intellettuale a tutto campo (come emergerà dalle stesse testimonianze della serata).
Il soffitto della moderna ed elegante sala conferenza con i nomi dei Grandi
La moglie di Pasquale prof.ssa Giulia Corigliano Picone accanto al fratello di Pasquale Paolo
Al tavolo della presidenza si sono seduti il citato dott. Pelliccia, il prof. Luciano Dottarelli, il più antico e fedele amico di Picone, suo collega, fin dall’arrivo di Pasquale a Viterbo nel 1985, quando venne come docente di Filosofia, Pedagogia, Psicologia presso il locale Istituto Magistrale, il prof. Aurelio Rizzacasa, professore ordinario fuori ruolo di Filosofia morale presso l’Università di Perugia e docente presso l’Istituto Teologico di Viterbo, dove insegna Ermeneutica e Filosofia della religione, membro assiduo e prestigioso della sezione viterbese. Si trattava di interlocutori tra i più stimati e ricchi di cultura che Pasquale frequentava e che costituivano una ulteriore ragione del suo legame con Viterbo, del suo star bene lì, umanamente ed intellettualmente, nella capitale della Tuscia.
Il prof.Luciano Dottarelli mentre tiene il discorso commemorativo di Pasquale Picone. Alla sua sinistra il dott. Paolo Pelliccia, alla sua destra il prof. Aurelio Rizzacasa
Dopo le essenziali parole di Pelliccia sulla personalità, sul carattere serio, concentrato all’estremo di Pasquale, il prof. Dottarelli ha tenuto il discorso commemorativo più ampio, leggendo lo scritto predisposto con cura, a segnalare la profondità del suo legame con Pasquale. Egli ha ripercorso la presenza di Pasquale Picone a Viterbo e nella Tuscia dalla sua citata venuta nel 1985 ed ha elencato le benemerenze pedagogiche, didattiche, civili, culturali che sono legate al suo diuturno impegno di docente, di preside, di piscoanalista, di animatore di eventi, per cui ha proposto che doverosamente la sezione viterbese della Società Filosofica Italiana fosse intestata a “Pasquale Picone” e che la sua memoria mai venga perduta, anzi recuperata sempre di più dal mondo scolastico e culturale della città.
In primo piano il fratello avv. Salvatore e la moglie prof.ssa Giulia
Il prof. Rizzacasa con la sua fine sapienza filosofica ed umana ha tratteggiato la personalità di Pasquale dal punto di vista della sua vocazione filosofica, della sua sensibilità umana, dell’impegno e della tensione a diffondere l’amore della verità e del bene, con una sincerità di accenti, con una passione operativa, che tutti scuoteva, per cui la sua presenza sembra oltrepassare la stessa morte e rendersi viva lì nello stesso ambiente nel quale si stava a ricordarlo.
Il fratello dott. Carlo e la sorella Melina
Ha preso la parola la moglie prof.ssa Giulia, che, per l’emozione che ancora profondamente la stringe, ha letto un essenziale ricordo, tratteggiando le peculiari, alte, nobili qualità umane e morali del marito, oltre quelle note di tipo intellettuale, professionale, culturali.
Si sono succeduti altri interventi di memoria di docenti, che si erano trovati ad avere Pasquale come collega, come preside e ne hanno sottolineato tutti la umana cordialità, la cultura immensa che spontaneamente faceva trasparire, senza vanità o presunzione, la disponibilità immediata ad avviare, a confortare ogni iniziativa che potesse fare del bene alla scuola pubblica, così nodale per la vita democratica della nostra Repubblica, alla comunità educativa, per arricchirla, e anche guarirla, in senso psicoanalitico, da dimensioni negative o a volte patologiche in senso organizzativo ed educativo. Tra essi la prof.ssa Maria Cristina Baleani, tesoriera della sezione della SFI, la prof.ssa Patrizia Pelorosso, il prof. Giovanni Antonio Locanto, il prof. Alessandro Federici.
Ho pensato che fosse doveroso intervenire per esprimere il mio apprezzamento come paretano, a nome dei familiari, per l’iniziativa viterbese, per rinnovare il mio personale rimpianto per il nobile amico così prematuramente scomparso, al quale mi legavano molteplici interessi ed esperienze similari (Pasquale ed il sottoscritto sono stati entrambi laureati in filosofia, docenti di storia e filosofia, presidi di istituti secondari, anche animatori civili per la cittadina natale, entrambi membri della diaspora paretana, che hanno sempre cercato di onorare il paese natìo, dovunque ci si è trovati a lavorare e a vivere, contrastando l’immagine negativa, che spesso ingiustamente e falsamente si accredita, dell’area aversana come terra solo di camorra o di inquinamenti).
Ho ricordato come esempio l’iniziativa del 10 dicembre 1982 a Parete di Pasquale, quando, conduttore di Radio Due, nella sua varia vicenda esistenziale, nella sua poliedrica personalità, scelse il tema della fiaba e riprese la grande figura di Giambattista Basile, l’autore della raccolta memorabile in lingua napoletana ‘Lo Cunto de li Cunti’ o ‘Pentamerone’).
Si è data l’informazione dell’iniziativa già svolta a Parete, la sua cara cittadina natale, amata intensamente come Viterbo, per il trigesimo, con commemorazioni come quelle della serata, tra le quali, commossa, quella del congiunto direttore didattico prof. Vincenzo De Michele (che può essere letta, con il mio ricordo, nel sito www.terradilavorocaserta.it). Si è presentato il progetto di un libro sul preside prof. Pasquale Picone, che si sta preparando per l’anniversario della morte, da presentare il 27 gennaio 2018 Parete e poi a Viterbo, in auspicata, doverosa collaborazione con la sezione viterbese della Società Filosofica Italiana, che è quindi invitata a partecipare direttamente, inserendo nel libro l’accurata relazione della serata di Dottarelli e le sintesi scritte delle testimonianze venute fuori nella serata.
Nel dialogo al termine dell’assemblea, sia il prof. Dottarelli che i docenti e le docenti intervenute a portare le personali testimonianze sono state d’accordo in tale senso e quindi vi sarà un costante legame tra Parete e Viterbo.
Il prof. Luciano Dottarelli con i fratelli di Pasquale, Carlo e Salvatore, la vice-preside dell’Orioli, il prof. Giovanni Antonio Locanto
Il prof. Luciano Dottarelli con il fratello dott. Carlo, la vice-preside dell’Orioli, il prof. Nicola Terracciano, il prof. Giovanni Antonio Locanto.
Durante la cena, offerta con raro senso di squisita ospitalità, dalla prof.ssa Giulia, è venuta fuori l’esigenza che anche gli altri familiari di Pasquale, oltre il citato prof. De Michele, in particolare i fratelli e le sorelle, oltre lo scritto solo da ampliare della prof.ssa Giulia, scrivano un ricordo del loro grande fratello, in modo che si possa avvicinare la complessa, poliedrica figura del prof. Pasquale Picone, che avrà bisogno di altri momenti di approfondimento con la pubblicazione dei suoi scritti, delle sue lettere, di ulteriori testimonianze.
Nella visita che abbiamo fatto dell’appartamento, che fungeva da studio di pisconalista e da biblioteca, abbiamo intuito la preziosità del suo archivio, constatato la varietà e la ricchezza dei suoi libri, alcuni rarissimi e da ben custodire, ammirato la sua parete ricca di immagini, oltre quelle attestanti le sue lauree e i riconoscimenti, in cima allle quali campeggiava quella di Garibaldi, ad attestare quella fede nel Risorgimento italiano, che era una delle stelle polari del suo universo ideale, civile.
Nella biblioteca-archivio-studio di Pasquale, il fratello avv. Salvatore indica le lauree, con in alto la foto di Garibaldi, eroe universale di quel “Risorgimento”, che Pasquale prediligeva come realtà storica e come simbolo
Uno degli scaffali della biblioteca di Pasquale Picone
Siamo tornati nella notte fonda, giungendo a Cassino (dove ci eravamo incontrati con Carlo e Salvatore all’andata) verso l’una, un pò stanchi, ancora dialogando in modo fitto e sincero, come all’andata, ma con la coscienza più rasserenata che si era compiuta un’opera doverosa di memoria verso l’indimenticabile Pasquale ed avvertivamo, a volte nelle pause e nel silenzio, che anche Lui nel luogo misterioso nel quale “vive” fosse contento di quel tributo di memoria che Viterbo, gli amici, i familiari gli avevano dedicato.
Nicola Terracciano, 30 aprile 2017
UN SAGGIO DI PASQUALE PICONE DEL 1982 ED UNA SUA AFFETTUOSA DEDICA
Il saggio con la dedica affettuosa “A Nicola Terracciano con rinnovata stima ed amicizia, in occasione della trasmissione radiofonica sulla fiaba da Parete. Pasquale Picone, 10/12/1982”
ALTRA TESTIMONIANZA DEL LEGAME PROFONDO DI PASQUALE CON PARETE, LA CITTADINA NATALE, E DELL’AMICIZIA CON TERRACCIANO E’ LA PARTECIPAZIONE RECIPROCA AD UNA INIZIATIVA CULTURALE DI APRILE (IL 10 E IL 13) 2004 PROMOSSA DALLA PROLOCO
La locandina delle due giornate. Pasquale Picone intervenne sul tema “Religiosità popolare e patrimoni spirituali dei gruppi familiari”, dopo la proiezione del film ‘L’albero degli zoccoli’ di Ermanno Olmi.
La SOCIETA’ FILOSOFICA ITALIANA – Sezione Viterbo – ha diffuso un comunicato stampa, che costituisce una lodevole, analitica cronaca dell’Assemblea, ripreso da diversi mezzi di comunicazione della Tuscia e del centro Italia, come ad es. il diffuso periodico on line Tuscia web.eu del 30 aprile 2017: “http://www.tusciaweb.eu/2017/04/vita-morte-uno-strenuo-corpo-corpo-lanima/
Esso è stato inviato via email dal prof. Dottarelli anche alla famiglia e al prof. Terracciano.
“Il 28 aprile 2017, nella sede della Biblioteca consorziale di Viterbo, si è riunita l’Assemblea straordinaria della Società filosofica italiana – sezione di Viterbo per ricordare la figura del prof. Pasquale Picone, fondatore e presidente, recentemente scomparso, e per proseguire nel suo nome l’attività istituzionale dell’associazione.
In apertura della seduta – a cui hanno partecipato anche numerosi docenti degli Istituti scolastici diretti dal prof. Picone, e in particolare dell’IISS “F.Orioli” – il Commissario straordinario del Consorzio delle Biblioteche Paolo Pelliccia, ha rivolto un cordiale saluto di benvenuto ricordando la sua personale amicizia con Pasquale Picone e confermando la disponibilità della Biblioteca ad ospitare le attività future della sezione viterbese della SFI.
Il prof. Luciano Dottarelli, vicepresidente della SFI- sezione di Viterbo, ha delineato un ritratto della poliedrica personalità di Pasquale Picone, soffermandosi sul suo contributo alla riflessione filosofica e pedagogica, sulla sua attività di psicoterapeuta e analista, sul suo ruolo di docente e poi di dirigente scolastico. «La sua vita e la sua morte – ha detto Luciano Dottarelli – sono stati uno strenuo corpo a corpo con l’anima, la sua, quella degli altri e quella dei luoghi, in uno sforzo di comprensione che rendesse possibile guarirne e prevenirne le ferite. Per Viterbo e la Tuscia nutriva un amore profondo e ostinato, avendo ritrovato nel patrimonio filosofico ed artistico di questa terra lo specchio della propria vocazione interiore e, più in generale, le motivazioni per impegnarsi nell’eterno conflitto tra “un sapere insterilito, gravoso, forzatamente serio e un sapere vitale, leggero, ilare e promotore di piacere”».
Luciano Dottarelli ha poi ricordato le fasi della sua amicizia e del suo sodalizio culturale con Pasquale Picone: dalla prima conoscenza nel 1985 presso l’Istituto Magistrale “S.Rosa”; alla fondazione della sezione viterbese della Società filosofica nel 2004, insieme ad altri amici come Nadia Boccara ed Elena Liotta; al prestigioso convegno del 2006 su “Viterbo Cittadella di sapienza” rivolto a valorizzare l’originale tradizione filosofica della Tuscia; alla rifondazione della SFI nel 2015 con la focalizzazione sull’esperienza dell’Ecclesia viterbiensis e sulla figura di Egidio da Viterbo.
Un ricordo commosso è poi venuto dalla prof.ssa Giulia Corigliano, che ha ringraziato a nome di tutta la famiglia per la commemorazione e per la volontà espressa di voler dedicare al marito la sezione viterbese della SFI, in segno di riconoscimento dell’impegno da lui profuso.
A seguire, la prof. Maria Cristina Baleani, tesoriere della SFI-sezione di Viterbo, ha rievocato alcuni episodi della sua collaborazione con il preside Picone, rivelatori della sua straordinaria umanità, ed ha letto una lettera in cui il prof. Andreas Jung ricordava l’incontro con Pasquale Picone a Siracusa e il successivo soggiorno a Viterbo per una conferenza su Lo scudo di Achille. Maria Cristina Baleani ha informato anche dell’ultimo lavoro del prof. Picone, l’intervento scritto per un convegno da tenersi ad Avignone, del cui abstract è stata data lettura da parte della prof.ssa Simona Costaggini, autrice della traduzione in inglese.
Da qui Luciano Dottarelli ha preso spunto per informare di un ulteriore recente scritto di Pasquale Picone su Il pozzo di San Patrizio, emblema di conoscenza del profondo ricevuto dalla prof.ssa Patrizia Pelorosso, la quale, essendo presente all’incontro, è stata invitata ad illustrare l’occasione dello scritto.
Patrizia Pelorosso ha ricordato la presentazione nel 2016 a Viterbo del libro Mirabilia. Il Pozzo di San Patrizio a Orvieto curato da lei e da Fabio Massimo Del Sole e l’intervento, non previsto ma apprezzatissimo per competenza e cordialità, del prof. Pasquale Picone, a cui in seguito lei aveva chiesto un contributo per la nuova edizione del libro che sviluppasse il significato del pozzo come metafora delle profondità della psiche.
Sull’importanza di raccogliere questi ultimi scritti di Pasquale Picone è intervenuto il prof. Nicola Terracciano, suo illustre conterraneo, storico del Risorgimento e figura di riferimento della tradizione etico-politica del liberalsocialismo italiano. Nicola Terracciano ha reso nota la volontà della famiglia di ricordare Pasquale Picone con la pubblicazione di un libro sulla sua vita e sul suo pensiero, da presentare nella ricorrenza della sua scomparsa, sia nel paese natale di Parete che a Viterbo.
La riunione è proseguita con l’intervento del prof. Aurelio Rizzacasa, già docente di Filosofia morale presso l’Università di Perugia e presidente per due mandati della locale sezione della SFI. Anche Aurelio Rizzacasa ha ricordato la sua amicizia con Picone ed ha insistito sulla sua trascendente presenza nel contesto della commemorazione. E’ poi passato ad illustrare brevemente la storia della Società filosofica italiana, insistendo sul ruolo che essa può svolgere nel raccordo tra ricerca e formazione, proponendo di affrontare i temi organizzativi della sezione viterbese in un incontro successivo, avendo inteso quello presente dare comprensibilmente la priorità alla commemorazione del suo fondatore.
Alla commemorazione hanno portato il loro contributo anche i professori Giovanni Antonio Locanto e Alessandro Federici. Giovanni Antonio Locanto, docente e consulente filosofico, sottolineando la schietta umanità del prof. Picone, ha ricordato l’incontro con lui durante il suo percorso formativo presso la Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario (S.S.I.S.) e la sua ultima telefonata in vista del 17 febbraio, data in cui avrebbe dovuto svolgersi, come ogni anno, la commemorazione di Giordano Bruno.
Il prof. Alessandro Federici, docente e responsabile dell’Osservatorio astronomico di Monte Rufeno, ha ricordato l’incoraggiamento sempre ricevuto dal preside Picone e la sua convinzione che la scienza astronomica avesse conosciuto una sorta di rimozione dalla formazione culturale contemporanea. Alessandro Federici ha richiamato invece il costante interesse del prof. Picone per le tematiche astronomiche e per la mitologia ad esse collegata, un interesse testimoniato anche recentemente dai suoi studi sul mito di Fetonte.
L’assemblea della Società filosofica italiana – sezione di Viterbo tornerà a riunirsi in maggio per eleggere i propri organi e dare continuità alla propria attività culturale. La partecipazione è aperta a tutti gli interessati.”
Un intervento di Patrizia Pelorosso su Pasquale Picone in relazione alla presentazione di un libro sul “Pozzo di San Patrizio di Orvieto” fatta a Viterbo il 7 aprile 2016
Dal sito www.orvietonews.it del 23 aprile 2017
” …la strada che oggi cultura e politica dovrebbero intraprendere è proprio quella di riuscire a coniugare “memoria” e “attualità”, conoscenza e creatività, ricerca e intuizione, con lo scopo di ritrovare l’identità profonda dei Luoghi-simbolo di una città che sa guardare al futuro.
E’ quanto ci ricorda l’illuminante intervento di presentazione del libro “Mirabilia, il Pozzo di san Patrizio a Orvieto” fatta a Viterbo dal compianto prof. Pasquale Picone: “Il problema del Pozzo sta nel ricomporre il contesto storico in cui fu costruito, le motivazioni che lo hanno generano, le soluzioni di funzionalità alle quali doveva rispondere, la creatività che lo ha realizzato…Coniugare simboli, immagini e significati archetipici significa cogliere l’immagine sottostante che tiene insieme i fili di una trama”.
(Nota. Il libro, edito nel 2015, curato da Fabio Massimo Del Sole, da Patrizia Pelorosso e con foto del fotografo Patrick Nicholas, fu presentato ad Orvieto il 7 aprile 2016, vedi cronaca più sotto.)
Ma quale immagine, quale significato può nascondere mai una simile voragine? Semplice, basta trasformarsi per un momento nel Pozzo stesso, essere parte di lui, diventare come lui: “Per comprendere in profondità una simile dimensione – continua Picone – dobbiamo portare la nostra immaginazione ad identificarci con il Pozzo. Anche gli eventi storici, le figure dei personaggi coinvolti e le motivazioni che ne hanno determinato la realizzazione, sono stratificazioni della nostra anima, per quanto relegate nella sfera inconscia. Quella “processione” di asini che scende e sale i bassi gradini delle due scale, in un’incessante “dynamis” a spirale, insieme a quegli asini pazienti, gravati da una soma di barili d’acqua, non sono forse componenti, energie e “processi” della nostra anima che faticosamente attinge, dalle profondità del nostro essere, l’alimento della vita e il nutrimento della creatività?
Il Pozzo di S. Patrizio, in definitiva, è un evento, un modello del “fare anima”, dell’essere nell’anima; un modello di psicologia archetipica, come versante della conoscenza occidentale, inaugurato da S. Freud e C. G. Jung all’inizio del secolo scorso e sviluppato ed attualizzato da James Hillman per i nostri giorni. Allora il Pozzo è la nostra stessa anima, l’anima di tutti noi, quella individuale come quella collettiva, un’anima che inevitabilmente si fonde con la storia e l’architettura: “Il Pozzo di san Patrizio di Orvieto – conclude il nostro professore- filosofo e psicanalista – ci restituisce, simultaneamente, la memoria della storia, la creatività dell’ingegno nutrito di sapienza, insieme ad una prospettiva archetipica capace di svolgere una rivelante connessione dell’inconscio individuale con quello collettivo dell’Anima d’Europa, l’Anima dell’Occidente”.
Il Pozzo non è quindi solo la storia di un Papa in fuga, Clemente VII, o la costruzione di una geniale opera rinascimentale, con numeri da guiness dei primati…no, è molto di più: è il Luogo dell’anima, delle energie dell’anima, del perenne cammino verso la vita. E’ dunque sensato sperare che il mirabile capolavoro di architettura diventi il simbolo della “rinascita” della città? Tutto fa pensare che la meravigliosa opera di Antonio da Sangallo il Giovane, pur appartenendo già all’immaginario collettivo, potrebbe tornare a far parlare di sé in modo nuovo e sorprendente, rivelando al grande pubblico la sua incredibile attualità.
Ecco perché il celebre Pozzo di Orvieto ha tutte le carte in regola per trasformarsi oggi in una vera fortuna! Perché allora andare a “rimorchio” di eventi ideati da altri, come nel caso del Global Greening irlandese che ha visto recentemente il Pozzo illuminarsi di verde per una notte, quando si potrebbe attingere al nostro “genius loci”? Si potrà mai, riprendendo il detto di Lucrezio, riparare il “vaso forato” della vecchia politica che in questi anni si è limitata a sopravvivere lasciando inascoltate proposte e idee veramente originali? E’ ormai tempo di una riscossa, visto che il Pozzo non è poi l’unico “pezzo da novanta” che abbiamo…ma questa è un’altra storia. San Patrizio: un Pozzo d’acqua nel mondo.
Cronaca della presentazione su:
http://www.orvietonews.it/cultura/2016/04/12/a-viterbo-il-cellini-da-il-benvenuto-a-mirabilia-il-pozzo-di-san-patrizio-a-orvieto-47724.html
Non solo l’arte ma anche la storia, quella di un simbolo cittadino come il Pozzo di San Patrizio, si sono date appuntamento nella Sala Conferenze “Coronas” della prestigiosa sede della Prefettura di Viterbo. Qui, come annunciato, giovedì 7 aprile si è tenuta la presentazione della pubblicazione “Mirabilia. Il Pozzo di San Patrizio a Orvieto”. La terza, dopo quella tenutasi al Centro Studi Città di Orvieto e quella alla Libreria “Le Sorgenti” di Bolsena.
Presenti accanto ai curatori del volume Fabio Massimo Del Sole e Patrizia Pelorosso e Patrick Nicholas, autore dei suggestivi scatti che corredano il libro-guida, anche il presidente di Archeotuscia Onlus Raffaele Donno, che ha curato la lettura di alcuni brani, e la giornalista Alba Stella Paioletti Maffei, che ha coordinato l’incontro impreziosito dalla proiezione del video “Backstage di una pubblicazione“.
Ad accogliere la sala piena il saluto del dottor Nazzareno Pio Rotili e il contributo di Pasquale Picone, dirigente scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Francesco Orioli” di Viterbo, psicoanalista junghiano ed esperto conoscitore della cultura etrusca e classica, che ha illustrato simboli e significati nascosti nella profondità dell’inconscio collettivo e che attraverso un’altra profondità, quella del Pozzo di San Patrizio, sono emersi in superficie. “Non potevamo non chiedergli di scrivere per noi alcune pagine sui simboli e i significati delle profondità dei pozzi da aggiungere nella nuova edizione.” hanno commentato gli autori, al termine.
L’emozione più grande è arrivata però quando, a sorpresa, una hostess in guanti bianchi si è aggirata fra il pubblico intervenuto alla serata organizzata dall’Archeo Tuscia mostrando a tutti la cinquecentesca medaglia di bronzo appartenente a un collezionista anonimo e commissionata a Benvenuto Cellini in occasione dell’inaugurazione del Pozzo insieme ad altri coni commemorativi.
Come documentato nel libro, su un lato della medaglia è presente l’effige di Clemente VII e sull’altro “l’episodio biblico di Mosè che nel deserto fa sgorgare l’acqua dalla roccia, con l’iscrizione Ut Bibat Populus, perché il popolo beva”.
Tra i presenti è così passata la Storia.
Così era stata presentata la iniziativa:
“VITERBO – Archeotuscia onlus e Mirabilia Orvieto presentano oggi pomeriggio, giovedi 7 aprile, alle 17 il libro guida “Mirabilia, il pozzo di San Patrizio a Orvieto” a cura di Fabio Massimo Del Sole, Patrizia Pelorosso e del fotografo Patrick Nicholas. Presenta Alba Stella Paioletti Maffei.
In 180 pagine questa nuova guida ‘racconta’ il pozzo, non limitandosi a descriverlo. Attraverso la forza evocativa della storia, dell’architettura, della leggenda e dei significati simbolici, il lettore è invitato a collegare il pozzo di Orvieto al castello di Chamboard, in Francia, alla terra d’Irlanda, ai disegni di Leonardo da Vinci, per via dell’originale forma delle doppie scale a elica, al medioevale affresco, quasi sconosciuto al grande pubblico, del Purgatorio di San Patrizio nella città di Todi, fino a sondare il significato filosofico della discesa nel pozzo intesa come viaggio iniziatico dell’uomo dentro di sé. A corredare il volume sono anche i suggestivi scatti del fotografo Patrick Nicholas, la raffinata grafica curata da Silvia Cruciani e l’appassionato contributo di tutti coloro che vi hanno scritto. ”
Tratto da http://www.terradilavorocaserta.it/2017/04/30/ricordato-il-28-aprile-2017-a-viterbo-il-preside-prof-pasquale-picone-dalla-locale-sezione-della-societa-filosofica-italiana/






















