Ischia di Castro EVENTI
Giuseppe Bellucci
Adelaide Ristori
Sabato 8 c.m. presso il Museo archeologico di Ischia di Castro, si è tenuta una conferenza sulle “Donne del Risorgimento” da parte del Prof. Bonafede Mancini e Maura Lotti, scrittrice locale, con particolare attenzione alla figura di Adelaide Ristori, attrice molto amata dal pubblico e fervente patriota, della quale il giorno successivo ricorrevano i centodieci anni dalla morte.
Motivo della rievocazione è l’essere stata moglie del marchese Giuliano Capranica del Grillo, proprietario terriero nel comune di Ischia di Castro.
All’introduzione della dott.ssa Anna Laura, direttrice del Museo, è seguita l’allocuzione del prof. Bonafede Mancini il quale ha illuminato gli astanti sulla presenza attiva delle donne alla causa dell’unità d’Italia. Inquadrando il periodo risorgimentale, ha tratteggiato le figure di donne che, pur meno note al grande pubblico, dimostrarono tanto ardimento. Tra queste si è soffermato sulle figure di Antonia Masanello e Innocenza Ansuini Tondi.
La prima, della provincia di Padova, dimostrò il suo patriottismo arruolandosi insieme al marito con i Mille di Garibaldi, dopo aver lasciato la figlioletta ad un amico. Essendo vietato l’arruolamento al sesso femminile, indossò abiti maschili pur di offrire il proprio contributo alla causa italiana. Fu sempre in prima linea negli scontri a fuoco. Morì a Firenze a soli 29 anni. Sulla sua lapide è riportata una poesia a lei dedicata dal poeta Dall’Ongaro in cui tra l’altro si legge: … era bionda, era bella, era piccina / ma avea
cor di leone e di soldato…
Innocenza Ansuini Tondi invece era nata a Viterbo il 15 marzo 1829.
Fu poetessa ed ebbe anche lei con il marito Ermenegildo, parte attiva alla causa italiana tanto da finire imprigionata insieme al figlio e poi esiliata a Orvieto. Nelle sue poesie ispirate dalle vicende risorgimentali se ne trovano alcune dedicate a Mazzini e Garibaldi. Belle e significative, di un carattere forte e volitivo, le lettere indirizzate al marito in Orvieto, con le quali rafforza in lui gli intendimenti patrii.
Spulciando negli archivi dei nostri comuni, ha concluso il prof. Mancini, ci si imbatte in molteplici fatti che vedono le donne, invisibili alla storia ufficiale, impegnate a contribuire, al pari degli uomini, alla causa dell’unità d’Italia.
È giusto quindi che una rivisitazione storica faccia emergere anche le loro presenze.
L’intervento di Maura Lotti è stato tutto dedicato ad Adelaide Ristori.
Nata in una famiglia di attori a Cividale del Fiuli nel 1822, Adelaide intraprese giovanissima la professione di famiglia. A 15 debuttò nella Compagnia Reale Sarda di Torino e a 18 era già la prima attrice.
Con il marito si conobbero durante una recita. La famiglia di lui, nobile, non condivideva la scelta poiché all’epoca gli attori erano ritenuti appartenenti ad un ambiente immorale. Il padre di Giuliano, capo della polizia pontificia, non poteva permettere un simile matrimonio. Ma Giuliano, forte dell’amore corrisposto, non si diede per vinto ed insieme ad Adelaide fece la classica “fuitina”. Successivamente non solo condivise l’attività della moglie, ma ne divenne impresario.
Adelaide conosceva perfettamente il francese l’inglese e lo spagnolo, lingue che la portarono a recitare soprattutto all’estero.
Assai colta e volitiva, la Ristori ebbe una vita avventurosa. Dopo il 1855 anno in cui a Parigi avvenne la sua consacrazione, le sue recitazioni la portarono ad esibirsi non solo in tutta Europa, dove la sua presenza era sempre accolta da un tripudio di ovazioni, ma il suo spirito avventuroso la condusse a portare il teatro anche in America, poi a Cuba, quindi in Argentina, in Cile e perfino in Australia e Indocina. E poiché in lei convivevano due grandi passioni, il teatro e l’amor di patria, ad ogni esibizione, non mancò mai di perorare la causa per l’unità nazionale. Strinse amicizia con personaggi influenti tra i quali Cavour, Dumas, Manin, Verdi.
Fu senza dubbio una donna eccezionale: moglie, madre di quattro figli, artista, imprenditrice e fattiva attivista. Applauditissima sui palcoscenici di tutto il mondo, fu ambasciatrice della cultura italiana e del sentimento patriottico. I personaggi da lei interpretati avevano spesso connotazioni afferenti le idee risorgimentali. Anche nei teatri all’estero, veniva accolta dagli esuli presenti al grido di W l’Italia.
Di lei è stato tramandato questo ritratto: … di proporzioni perfette nonostante l’altezza. Il viso ovale era incorniciato di abbondanti capelli castani, naturalmente ondulati. Aveva gli occhi azzurri capaci di trasmettere la gamma completa dell’espressione … il naso, ben fatto, leggermente aquilino, dalle narici palpitanti … la bocca, piccola, un vero bocciolo di rosa … una voce piena e melodiosa..
Possedeva anche grandi potenzialità mediatiche tanto che lo stesso Cavour così le scrisse: … continui a Parigi il patriottico suo apostolato … io applaudirò in lei non solo la prima artista d’Europa, ma il più efficace cooperatore nei negozi diplomatici.
Fu una innovatrice nel teatro. Ai suoi tempi gli attori dovevano pagarsi i costumi con cui andavano in scena, motivo questo che induceva gli stessi al risparmio a tutto danno della rappresentazione scenica. Lei fece sì che i costumi fossero a carico e in carico ai teatri. In tal modo, potendo contare su maggiori incentivi economici, ci fu una generale miglioria sartoriale a tutto vantaggio dei personaggi rappresentati e del teatro in generale.
A Roma fu acclamata come la più grande artista di tutti i tempi. Ritiratasi a vita privata,
si dedicò ad opere filantropiche per il miglioramento delle condizioni delle donne. Fu anche presidente della sezione romana della “Società per l’istruzione della donna”. In tale veste organizzava conferenze per solo pubblico femminile.
Scrisse anche un libro di Memorie e Studi artistici.
Per il suo 80° compleanno ricevette l’omaggio di Vittorio Emanuele III, mai avvenuto prima per un’attrice.
Tra i suoi ammiratori, la regina Vittoria e il Kaiser Guglielmo II
Morì a Roma il 9 ottobre 1906.
Una donna eccezionale dunque, della quale i due relatori hanno fatto benissimo a rispolverarne la memoria ad una platea particolarmente attenta e interessata e consentire anche, attraverso queste brevi note, di raggiungere un pubblico più vasto.
Giuseppe Bellucci






















