Viterbo PENSIERI IN LIBERTA' 29 agosto 1949 E’ una grande responsabilità mantenere viva la sua memoria, è qualcosa che mi arreca gioia e conforto
Barbara Pasqualini

 
Foto Enrico Pasqualini

Qualche tempo fa mi è capitato di rivedere un episodio della nota serie televisiva statunitense “La casa nella prateria” [(Little House on the Prairie), prodotta tra il 1974 e 1983 ed ispirata ad una serie di romanzi del 1943-1945 della scrittrice statunitense Laura Ingalls Wilder.

(Laura Elizabeth Ingalls Wilder, nata a Pepin, il 7 febbraio 1867, e morta a Mansfield, il 10 febbraio 1957, autrice della suddetta serie per ragazzi Little House on the Prairie (La piccola casa nella prateria), basata sulla sua infanzia in una famiglia di pionieri.)].

La serie narra le difficoltose vicissitudini di una tradizionale famiglia americana che vive in una sperduta fattoria, vicino a un paesino del Minnesota, nel periodo che va dal 1870 al 1890. 


Prato Giardino di Viterbo
Foto Enrico Pasqualini

Per voi curiosoni… qui troverete pane per i vostri denti!

https://it.wikipedia.org/wiki/La_casa_nella_prateria

L’episodio in questione apparteneva all’ottava stagione, il titolo era “L’eredità”.

https://www.youtube.com/watch?v=zmOutV5Qlnk

https://it.wikipedia.org/wiki/Episodi_de_La_casa_nella_prateria_(ottava_stagione)

La trama dell’episodio è ben descritta a questo link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Episodi_de_La_casa_nella_prateria_(ottava_stagione)#L.27eredit.C3.A0

Il protagonista è Charles, il capofamiglia. Brevemente…

Nel 1885 Charles si recò a Minneapolis per vendere un tavolo di sua creazione e viaggiò con un suo amico, ma sulla strada del ritorno assistette impotente alla morte di quest'ultimo. Tornato a Walnut Grove fu colpito dalla reazione dei figli dopo la morte del loro genitore; essi pensarono solo all'eredità e vendettero la fattoria del padre, andando contro la volontà della madre.

Charles, scosso dall'accaduto, decise di voler lasciare ai posteri qualcosa che non lo facesse dimenticare. Anche se Caroline gli disse che la sua migliore eredità erano i figli, Charles decise di partire per qualche mese senza famiglia e recarsi in un laboratorio di falegnameria; qui, in un stanza messa a disposizione da un commerciante di mobili, guidò i lavori della costruzione di alcuni tavoli da lui ideati.

All'inizio gli affari andarono bene, ma poi qualcuno rubò il suo progetto e costruì i suoi tavoli in serie ad un prezzo minore. Il fallimento gli fece capire che Caroline aveva ragione: la sua eredità erano i figli!

L’importante era essere ricordato dai propri cari…

Non potevo non pensare al mio papà: io sono la sua eredità nonché depositaria, con la mia mamma, del suo ricordo dolcissimo, vivissimo e perenne.

E’ una grande responsabilità mantenere viva la sua memoria, è qualcosa che mi arreca gioia e conforto, perché lo trattiene qui vicino a noi, e che mi addolora, perché lui avrebbe dovuto poter ancora condividere la sua vita con noi, e non solo essere nella nostra mente e nel nostro cuore.

Il 29 agosto, poi, è un giorno particolare: papà avrebbe compiuto 67 anni.

In questa ricorrenza, papà mio adorato, ti dono l’unica cosa che adesso posso: il mio amore infinito, amore con cui ti ricordo, ancora una volta, a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerti e volerti bene, perché tu continui a vivere, oggi, domani e sempre.

Nomen omen… quante volte abbiamo sentito questa espressione…nel tuo caso, mai fu più appropriata.

[La frase Nomen omen (o al plurale nomina sunt omina) è una locuzione latina che, tradotta letteralmente, significa “il nome è un presagio”, “un nome un destino”, “il destino nel nome”, “di nome e di fatto” e deriva dalla credenza dei Romani che nel nome della persona fosse indicato il suo destino].

Anche per il tuo nome è così… lo ho riscoperto poco più di un mese fa, il 13 luglio, giorno in cui è commemorato Sant’Enrico.

https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico

Origine e diffusione

Enrico deriva dal nome germanico Haimirick o Heimirich, composto dai termini haimi (o heim, “casa”, “patria”) e rich (“potente”, “dominante”); può quindi essere interpretato come “potente in patria”, “capo della casa”. In questa accezione, rappresenta proprio te, che sei sempre stato, per la mamma e per me, guida, conforto, luce come un faro nella notte, ancora di salvezza nelle burrasche della vita.

Il passaggio da Haimirick a Heinrich è dovuto all'influsso di altri nomi germanici, come ad esempio Haganrich (da hagan, “giardino”, “recinto”).

Il nome era assai popolare nelle case reali dell'Europa continentale, e poi anche in Inghilterra dopo la conquista normanna (in seguito alla quale il nome divenne tra i più popolari fra i normanni); si diffuse in tutta Europa grazie al prestigio dei diversi sovrani che lo portarono, oltre che per via del culto di un buon numero di santi così chiamati; ulteriore spinta al nome è stata data in seguito da alcune opere letterarie, di autori quali Shakespeare (1564 - 1616), Pirandello (1867 - 1936) e Novalis (1772 - 1801). È ben diffuso in tutta Italia.

Ad Enrico sono legati diversi altri nomi: alle sue stesse radici potrebbe risalire il nome Amerigo, dall'etimologia dubbia; in italiano, diffusione autonoma hanno i nomi Arrigo ed Enzo (quest'ultimo dall'ipocoristico tedesco Heinz, anche se può abbreviare anche Vincenzo e Lorenzo). Infine, dall'abbreviazione per apocope dell'antico nome germanico in Haimo deriva l'italiano Aimone.

Onomastico

L'onomastico si festeggia in genere il 13 luglio, in memoria di sant'Enrico II (973 o 978 – 1024), Sacro Romano Imperatore; con questo nome si ricorda anche, alle date seguenti:

  • 20 gennaio, sant'Enrico, vescovo di Uppsala, evangelizzatore della Finlandia e martire per mano di Lalli (era un contadino finlandese, probabilmente leggendario, considerato l'assassino del vescovo Enrico di Uppsala sul ghiaccio del lago Köyliönjärvi nei pressi di Köyliö in Finlandia, il 20 gennaio 1156)
  • 27 gennaio, sant'Enrique Antonio de Ossó y Cervelló (1840 – 1896), sacerdote, fondatore della Compagnia di Santa Teresa di Gesù
  • 1º febbraio, sant'Enrico Morse (1595 – 1645), uno dei quaranta martiri d'Inghilterra e Galles
  • 7 aprile, sant'Enrico Walpole, sacerdote gesuita martire a York
  • 10 maggio, beato Enrico Rebuschini (1860 – 1938), sacerdote camilliano

E’ con questa immagine dolcissima, nella mente e nel cuore, dell’amore che ha unito, unisce ed unirà sempre il nostro nucleo famigliare, in virtù di questo legame imperituro, che ti ricordo oggi, papà mio, che non sei più qui a condividere con noi quello che sarebbe stato un giorno di letizia.

Hai però lasciato tanto amore…

Quell’amore è il bene più prezioso che ho.

E di questo tesoro rendo partecipe chi ha avuto la fortuna di conoscerti. Perché non venga mai perduto.

Barbara Pasqualini

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Immagini & fonti:

Laura_Ingalls_Wilder

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/10/Laura_Ingalls_Wilder.jpg

Stagione8

http://www.dvd.it/locandine/grande/4264694.jpg

calendarioAgosto1949

http://luirig.altervista.org/calendario-ricerca/stampa7.php?anno=1949&mese=8

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