Mario Olimpieri

Buonasera Mauro, vengo a spedirti il mio ultimo articolo, prima della chiusura del tuo prestigioso GIORNALE. In questa occasione mi è grato ringraziare te per l'accoglienza che mi hai riservato, e nello stesso tempo voglio ringraziare quei fedeli lettori che hanno apprezzato le mie poesie.
Buona domenica e buona vita a tutti. Con affetto, Mario Olimpieri.

Con oggi termina il mio viaggio nel tempo per incontrare i vari conti Macchi di Cellere

Giulio Macchi conte di Cellere 

Essendo venuto a conoscenza dell’arrivo del conte Giulio Macchi di Cellere presso il nostro paese, non potevo fare a meno di chiedere un colloquio con lui, tramite la mia ormai consolidata conoscenza del sorvegliante della Rocca Macchi, per cui, nel giorno stabilito, mi sono recato a far visita.

- Buongiorno signor Conte.

- Buongiorno signor Mario, sono felice di incontrarla perché ho saputo che lei ci tiene tanto a ben conoscere la nostra famiglia.

- Ed io sono ancor più felice, dal momento che posso concludere il mio viaggio all’interno della vita dei conti Macchi di Cellere.

- In che cosa posso soddisfarla?

- Vorrei conoscere meglio qual è il suo campo di lavoro che, a come si dice, è molto vasto.

- Allora le dico di essere un ingegnere che si sta impegnando con passione nel settore dell’aeronautica e, proprio per questo motivo, io e mia moglie Mary Sophia Monkton facciamo parte del Club Aviatori, che ha preso in affitto un vasto terreno nella zona di Centocelle per poter effettuare delle prove con i primi aerei.

- E chi è il vero proprietario di questo terreno?

- È il principe Alessandro Torlonia e anch’egli è membro del Club.

- Ma per i primi voli dovrete fare affidamento su esperti aviatori.

- Allora, sa che le svelo, Mario? Le dico che proprio io personalmente ho fatto già venire dall’America i famosi fratelli Wright affinché ci possano trasmettere la loro già consolidata esperienza.

- I fratelli Orville e Wilbur Wright! 

Ma questi sono i migliori aviatori conosciuti in tutto il mondo!

- Ebbene, hanno già effettuato un volo sul cielo di Centocelle, alla presenza del re Vittorio Emanuele III e della regina Elena.

- Che meraviglia!

- Sì, davvero, e inoltre voglio aggiungere un episodio che riguarda mia moglie la contessa Mary. Deve sapere, signor Mario, che Wilbur Wright è stato da lei invitato a pranzo presso la nostra villa, la Villa Cellere, lì molto vicino…

- Questa villa, così denominata, fa onore anche al nostro piccolo paese.

- Certamente!

Al termine del pranzo, Wilbur, essendo rimasto molto soddisfatto, ha voluto contraccambiare tale gentilezza con la promessa di un volo insieme con mia moglie.

- Ma sicuramente lo avrà ringraziato, rifiutando però quel pericoloso volo.

- Niente affatto! Ha accettato volentieri, è salita con coraggio sul velivolo e ora ha il record di prima donna italiana a volare.

- Stupendo!

- Non solo, ma pensi a quale pubblicità siamo giunti noi Macchi, al fine di essere proposti al Regio Esercito Italiano come unica industria in grado di costruire le nuove macchine volanti!

- Con grande merito della Contessa!

- Certamente, lei ha avuto un ruolo determinante. 

Prossimamente, ho anche l’intenzione di fondare una Società per la costruzione di idrovolanti e, in seguito, dopo la recente richiesta da parte della Regia Aeronautica, sarò in grado di costruire caccia e aerosiluranti.

- Ma lei, signor Conte, non si arresta mai e ha una mente sempre in fermento e pronta a realizzare nuove imprese!

- Sì, questa è la mia vita, il mio orgoglio e il mio futuro.

- Signor Conte, lei mi ha descritto la sua vita come mai avrei immaginato e le sono enormemente grato.

- Ma grazie a lei; ho notato che ha seguito tutto con un grande interesse.

- Sì, però adesso vorrei notizie più estese sulla Villa Cellere.

- Ah, la villa è ampia e caratteristica e vi ricevo ospiti di ogni rango ma, purtroppo, qualche mese fa è salita alla cronaca nazionale per un avvenimento davvero increscioso.

- E di quale avvenimento si tratta?

- Proprio nel giardino della mia villa hanno deciso di scontrarsi a duello due personaggi da me ben conosciuti, Felice Cavallotti e Ferruccio Macola, ai quali non ho potuto negare quella concessione, sperando però che il duello terminasse solamente con una semplice sconfitta di uno dei contendenti, e invece è terminato con un vero dramma.

- Che cosa è accaduto di preciso?

- È avvenuto che il Cavallotti, con già trentadue duelli effettuati, ma senza aver mai ucciso alcun rivale, ha affrontato lo scontro con la solita bravura, ma, questa volta, è stato proprio lui a cadere vittima, ricevendo un colpo di sciabola alla gola. Lo abbiamo prontamente assistito all’interno della villa, ma dopo poco è spirato.

- Che disdetta, che brutto fatto di cronaca nera proprio lì nella Villa Cellere!

- Sapesse, signor Mario, quanto mi è dispiaciuto!

- Ah, lo credo bene!

- Guardi, le riservo adesso un amichevole invito e le dico che quando capiterà a Roma può venirmi a trovare e sarà accolto con vero piacere.

- Ma grazie, signor Conte, ne terrò conto e già non vedo l’ora di venire ad ammirare Villa Cellere.

- Allora l’attendo a Roma.

- Presto ci rivedremo!

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Terminato questo incontro, avvenuto nel primo ‘900, cari lettori, sono ritornato alla realtà del 2022 e vi confesso di non aver voluto rattristare il conte Giulio Macchi di Cellere svelandogli una tristissima notizia circa la sua villa.

Essa, dopo non molti anni dalla sua morte (1935), vide attorno a sé ruspe e macchinari demolitori che la rasero al suolo per poter lì edificare uno squallido supermercato, e dico squallido perché ha infranto un mio sogno, quello di poterla visitare, e ha privato Cellere di un qualcosa che gli apparteneva.

I soldi, come sempre, hanno avuto la meglio su nobili realtà e sentimenti. Come si scrisse QUI FU CASTRO, anche noi possiamo scrivere su quel luogo QUI FU VILLA CELLERE. 

Cellere di Castro

 

 

 

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