
dott. Giuseppe Di Prima
Prurito, bruciore della pelle, insonnia, nervosismo e difficoltà nei rapporti sociali: sono solo alcuni dei problemi che tormentano la quotidianità di chi è affetto da psoriasi e dermatite atopica, due patologie che oltre all’aspetto clinico hanno ripercussioni serie anche sulla psiche e sulla qualità di vita di chi ne soffre.
Ma importanti novità sono in arrivo, come emerge dal 95esimo Congresso della SIDeMaST, la Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse, presieduta dalla Prof. Ketty Peris.
Il Congresso, svoltosi nell’ottobre scorso ha posto al centro dell’attenzione le nuove terapie in grado di eliminare non solo le lesioni, ma anche di alleviare il prurito invalidante e la fastidiosa sensazione di bruciore nei casi di dermatite atopica.
La dermatite atopica è la più comune malattia infiammatoria cutanea, che in Italia colpisce il 7,7% degli adolescenti tra i 13 e i 14 anni e il 6,6% degli adulti. Fortunatamente nel 90% circa dei casi la dermatite atopica si presenta in forma lieve-moderata.
Il sintomo principale è il prurito e le lesioni sono eczemi localizzati più frequentemente a livello delle pieghe di arti, collo e viso e, negli adulti, anche su mani e areole mammarie. Alla domanda che più frequentemente i pazienti pongono ‘Si guarisce dalla dermatite atopica? Quale cura?’ – viene risposto spiegando che, trattandosi di una malattia infiammatoria cronica, l’obiettivo è la scomparsa dell’eczema e del prurito.
Esistono oggi varie cure; abbiamo a disposizione le classiche terapie topiche a base di corticosteroidi e inibitori topici della calcineurina e terapie sistemiche con farmaci tradizionali come la ciclosporina e con nuove terapie biologiche come il dupilumab o il tralokinumab, o small molecules come i Jak inibitori.
Di recente, inoltre, la Commissione Europea ha approvato Upadacitinib, un inibitore selettivo e reversibile di Jak che si assume per via orale e si è rivelato molto efficace nel trattamento della dermatite atopica moderata-severa negli adulti e adolescenti dai 12 anni in su. Negli studi clinici internazionali, che hanno incluso anche l’Italia, l’Upadacitinib è stato usato in monoterapia o in associazione con cortisonici topici e ha agito rapidamente non solo sul prurito ma anche sulle lesioni cutanee.
Inoltre, è stato osservato che il beneficio clinico si mantiene costante nel tempo. Con queste terapie innovative sarà possibile trattare meglio una malattia complessa e invalidante come la dermatite atopica. – Per questo motivo ci auguriamo siano disponibili presto anche in Italia”.
Anche nella terapia della psoriasi ci sono importanti novità, con cure innovative che consentono un controllo sempre maggiore della patologia.
La psoriasi è una comune malattia infiammatoria cronica della pelle che interessa circa il 3% della popolazione italiana.
Oltre alla pelle può colpire anche altri organi ed apparati come quello articolare, cardiovascolare e intestinale; per questo motivo occorre spesso un approccio multidisciplinare. Fortunatamente, oggi abbiamo a disposizione farmaci biotecnologici innovativi che agiscono in maniera mirata sui processi infiammatori che sostengono la patologia psoriasica, consentendo una gestione ottimale della patologia.
In particolare, i farmaci biotecnologici più recenti quali gli inibitori dell’interleuchina 17 e 23, sono in grado di far sparire completamente le lesioni cutanee in poche settimane, consentendo un controllo tanto veloce quanto a lungo termine della malattia psoriasica: “Il nostro scopo è quello di individuare la terapia giusta per il giusto paziente, ovvero di effettuare una terapia personalizzata a misura del paziente e delle sue peculiarità, potendo avvalerci di 11 differenti farmaci biotecnologici ognuno con le sue caratteristiche distintive”.






















