Francesco Mattioli, sociologo
Convengo con il dott. Mario Mancini sulla complessità del problema dello sviluppo del riscaldamento globale, non solo un effetto dell'opera dell'Essere Umano ma almeno in parte conseguenza anche di fenomeni fisici di natura evolutiva.
Del resto, il Pianeta ha conosciuto alternanze di glaciazioni e di riscaldamenti, seppure su periodi temporali calcolabili in ere, se non in eoni.
L'eventuale blocco delle emissioni di gas serra, più facile a dirsi che a farsi, non sarebbe sufficiente nei prossimi secoli a far retrocedere significativamente il riscaldamento globale, certo. Ma darebbe una mano considerevole a limitare quegli effetti climatici, ancorché micro se paragonati ai fenomeni evolutivi planetari, che condizionano la sopravvivenza e soprattutto la qualità della vita dell'Essere Umano.
Quel che caratterizza la realtà naturale e, in primis, la vita sociale è la complessità; una complessità che peraltro per sua intrinseca natura tende all'entropia, quindi alla dispersione a al caos. Mancini, da geofisico, sa bene cosa intendo dire.
Ma è nella natura senziente, immaginifica e creativa dell'Essere Umano la capacità di generare sintropia, cioè contrasto all’ineluttabilità del caos, introducendo elementi di ordine e di controllo, e anche di equilibrio: nel male, certo, se pensiamo alle ciminiere e alle altre offese alla Natura; ma anche nel bene, se pensiamo ai progressi della scienza, ai vaccini e alle tecnologie pulite.
Insomma, l’impresa fondamentale dei prossimi decenni sarà quella di mantenere, anzi migliorare (se penso al cosiddetto Terzo Mondo) i nostri standard di vita, e quindi i nostri consumi energetici, pur senza aggravare ulteriormente o accelerare le tendenze del riscaldamento globale. Peraltro, ogni scelta e ogni benessere ha un costo, nessuno si illuda. Lo sapeva anche quel nostro progenitore che imparò a riscaldarsi con il fuoco, ma più volte rischiò di incendiare la propria capanna e persino il bosco che gli dava sostentamento…
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L'articolo del dott. Mario Mancini
Caro Mauro, seguo sempre con interesse il dibattito Mattioli-D’Arpini
