Mario Mancini, geofisico e sismologo
Caro Mauro, seguo sempre con interesse il dibattito Mattioli-D’Arpini e volevo suggerire al prof Mattioli alcune considerazioni sui cambiamenti climatici, argomento da lui sfiorato nell’intervento del 29 novembre scorso.
Il clima sta cambiando a causa del riscaldamento globale dovuto alla concentrazione di vari gas che abbattono l’albedo (quella parte di energia solare riflessa dalla Terra nello Spazio). Il più chiacchierato di tali gas è il CO2 (biossido di Carbonio) anche se molto più potenti in questa funzione sono CH4, NH2, O3.
La concentrazione di CO2 nell’atmosfera (e nel Mare) è quasi raddoppiata dall’inizio della rivoluzione industriale sconvolgendo un delicato equilibrio che la natura, da migliaia di anni (dall’ultimo periodo glaciale) aveva stabilito bilanciando quella prodotta naturalmente con quella assorbita naturalmente.
Il bilanciamento è anche il risultato della Fossilizzazione, operata in miliardi di anni, del Carbonio in depositi di carbone, di idrocarburi, di gas e di rocce carbonatiche (la produzione di cemento da tali rocce libera enormi quantità di CO2). Tra l’altro anche i pannelli fotovoltaici sono concepiti per ridurre a 0 l’albedo.
Nell’immaginario collettivo la lotta al riscaldamento globale si è concentrata sull’abbattimento della produzione di CO2 dalle fonti fossili, che è giusto, ma è fuorviante, perché il riscaldamento attuale non dipende dalla concentrazione nell’atmosfera di CO2 prodotta domani, ma da quella che già c’è.
Infatti, come s’è visto, nel presente Interglaciale la natura riesce solo a bilanciare la CO2 prodotta naturalmente e non potrà riassorbire l’eccesso prodotto dalle attività umane se non (forse) in tempi geologici. Senza contare la reazione a catena innescata dallo scioglimento del Permafrost e delle calotte glaciali.
Ovviamente continuare a produrre CO2 accelererà la velocità del riscaldamento globale, ma se anche da subito smettessimo di produrre CO2 il riscaldamento procederebbe come prima.
In conclusione l’umanità dovrebbe riuscire non tanto ad azzerare la produzione dei gas serra (ben venga) con gli enormi problemi antropologici che comporta, quanto a Catturare e Depositare tali gas.
Facile a dire, difficile a fare, ma non impossibile: esistono già degli impianti che utilizzano una tecnologia simile.






















