Francesco Mattioli

Con Paolo D’Arpini ormai è una  partita a tennis - non competitiva per carità – dove ci si scambia, direttamente o indirettamente qualche colpetto ben assestato.

Provo un passante di rovescio (la mia specialità quando giocavo…) a proposito di antiteticità tra morale e spiritualità.

D’Arpini sostiene che l’etica, dettata dalle religioni, coarta la libertà, la spontaneità e  la spiritualità; porta a suo sostegno vari filosofi, tra i quali i discutibilissimi Nietzsche e Zolla, e ovviamente la sequela di santoni orientali impegnati a guardarsi dentro, ma anche inclini a farsi sfuggire la realtà del fuori.

Si tratta di posizioni soggettive, come sono – e devono essere -  tutte le filosofie, che mancano di riscontro scientifico e si avvalgono di una  riflessione, colta e profonda  quanto si vuole, che porta a valutazioni che si producono nei salotti intellettuali o nei recessi di una meditazione sovente solipsistica, autoreferenziale che guarda alla Storia dal buco della serratura del proprio Io. D’altronde, se restiamo alla filosofia, Rousseau, Hume, Vico o Feuerbach hanno espresso valutazioni positive della religione e della sua funzione etica e sociale.

In  realtà, si può essere d’accordo o in disaccordo con  questa o quell’etica, con questa o quella filosofia, ma va considerato che almeno tre scienze - la sociologia, l’antropologia culturale e la storiografia – dimostrano che l’etica è il modo d’essere sociale dell‘Essere Umano, non il degrado della sua natura spirituale.

L’etica riguarda la convivenza, ed è nata un attimo dopo che due individui si sono incontrati fra loro, decidendo di convivere e magari di collaborare, invece che di sbudellarsi a vicenda. Certo, hanno dovuto mettersi d’accordo, ciascuno ha dovuto recedere da qualche interesse e sentimento personale.

Di conseguenza, l’etica, la morale esistono in ogni consorzio umano e raccolgono i principi e le regole della vita collettiva, cioè i punti di riferimento contrattati per le azioni sociali individuali e le forme organizzative. Il cosiddetto processo di socializzazione, attraverso il quale si apprendono e  si attualizzano tali regole,  sovrintende alla interiorizzazione di valori comuni e  alla loro conservazione. La Storia, attraverso i confronti  politici, economici e culturali fra classi, ceti, generi, gruppi di interessi diversi e i cambiamenti del contesto ambientale, si incarica poi di mutare, abolire o innovare tali principi, cioè i valori, e le conseguenti regole applicative.

I principali complessi di valori e di principi necessari alla convivenza umana fanno riferimento o alle religioni o alle ideologie.  All’inizio furono solo le religioni, nel senso che si affidava la valutazione dei valori e l’imposizione di regole a poteri “divini” che sembravano più forti dell’Uomo. In realtà già tutto ciò era ideologia, cioè un repertorio dettato dalle categorie sociali dominanti, che leggevano il mondo influenzate dai loro bisogni o dai loro ”modi di vedere”.

Nel tempo, specie con lo sviluppo tecnologico e quindi con una crescente fiducia in sé stesso, l’Uomo ha elaborato etiche “terrene” , che riportavano cioè al mondo visibile e che si manifestavano apertamente come ideologie, costrutti umani basati sull’esercizio del potere. Si pensi alla lotta di classe e all’etica proletaria in contrapposizione a quella borghese che, a sua volta, aveva sostituito quella tradizionale, feudale. Oggi vige l’etica del “politicamente corretto”, che si fonda sul liberalismo, la democrazia, il rispetto dell’altro e della diversità; tutti valori, considerati peraltro altamente spirituali,  che sono stati elaborati nella Storia, nel tempo, quasi tutti in  realtà provenienti da religioni o da sistemi ideologici trattati come fossero “religioni”.

Se leggiamo le pagine di tanti scienziati sociali, da Durkheim a Weber, da Frazer a Malinowski, da Parsons ad Habermas, da Eliade a De Martino, la religione - o comunque l’etica – appare  sempre legata – e  in modo indispensabile - allo sviluppo della convivenza umana e al suo funzionamento.  

La religione è “esperienza e bisogno del sacro”, cioè sentore umano che c’è una dimensione sovraumana a cui appellarsi, sia essa meramente spirituale o collocabile in un “altro da Sé” reale. Certo, altro è la religione cristiana, che sorge in una  cultura urbanizzata e organizzata dall’incontro tra la razionalità tardoebraica e quella greca; altro è la religione islamica, espressione di una cultura sostanzialmente nomadica e chiusa alle relazioni esterne; altro è quella dell’estremo oriente, aristocratica e affidata all’introspezione; altro ancora è quella totemica, di gruppi di origine clanica totalmente dipendenti dalla natura che li circonda. E altro è la religione laica, che si affida ai rapporti economici, alle relazioni di potere fra gruppi di interesse, o ad una spiritualità che in realtà è solo una fuga dalla realtà ed è socialmente impraticabile.

Ogni etica, ogni morale è religione. Nel senso etimologico di “raccolta di regole”; ma anche in quello ciceroniano di ricerca e riflessione sul sovraumano. E senza l’etica  e la morale vigono solo lo scontro fra lupi, o il ritiro dalla dote principale dell’Essere Umano, che è la sua socialità operosa. Operosa, non chiusa in sé stessa, ma collaborativa, desiderosa di crescere in spirito, ma anche in azioni comuni che esigono regole comuni.  E’ proprio, e soltanto, l’Uomo che sa elaborare il senso dello spirito; ma proprio per questo innalza un referente etico che, come l’arte, la creatività, l’intellettualità non  si ferma al mero bisogno materiale.

Le religioni sono autoritarie? Sono maschiliste? Soffocano il vero spirito? La Storia lo dimostra, certo; ma dimostra anche che stanno cambiando assieme ad essa. Faticosamente, come ogni impresa umana. Perché ogni impresa umana coniuga lo spirito con la materia, come quella di Prometeo, la personificazione della natura attiva, storica e sublime dell’Essere Umano.

-------------

L'articolo di Paolo D'Arpini a cui fa riferimento il prof. Francesco Mattioli

Morale/etica e spiritualità sono antitetiche?

 

 

 

 

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

chi è on line

Abbiamo 1176 visitatori online

 

 I libri

di Mauro Galeotti

 

Cartonato - pag. 246 - euro 25,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it

Cartonato - pag. 808, a colori
da euro 120,00 a euro 80,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it