Francesco Mattioli

Caro D’Arpini,
spesso mi accade di non essere d’accordo con lei nelle sue idee sulla politica, sulla scienza e sulla religione.

Diversità di ispirazione, di fonti di informazione, di formazione intellettuale… Ma sulle “magagne” della Chiesa potrei convenire con lei.    

C’è però un fatto da considerare. La Chiesa è fatta di esseri umani e  già gli apostoli discutevano fra loro su chi fosse il più grande. Figurarsi nella lunga temperie di duemila anni di Storia…  Ogni istituzione che è passata attraverso la Storia annovera episodi profondi di violenza, ingiustizia, ignominia, miopia politica e culturale.

Accade ai sistemi politici, alle ideologie, alle comunità di grandi e  piccole dimensioni, alle religioni… pensi a quelle filosofie della purezza interiore che mentre intorno accadevano le peggiori barbarie si masturbavano la mente affinando il proprio spirito profondo ed esprimendo, al massimo, una composta “compassione” per i destini dei sofferenti…

La Chiesa cattolica è in ritardo su molte cose. Ad esempio, sulla parità di genere, sul celibato dei preti e  sulla valutazione della sessualità.  Ma la liberalizzazione protestante, che su questi temi appare avanzata, quanto ad errori non  scherza: per esempio, ha generato delle sétte che appaiono come vere mostruosità teologiche, finanziarie e politiche. Né il cosiddetto ateismo è andato più per il sottile…

Appunto: sono tutti prodotti umani che mutano, progrediscono e  regrediscono con la Storia.  Allora, a me piace ricordare anche gli esempi fulgidi. I fedeli e i sacerdoti cattolici che sono stati pronti al martirio. Quelli che tuttora si impegnano creando ancore di salvezza e percorsi di solidarietà, che si battono per la pace, per i diritti umani, per l’inclusione sociale, per l’uguaglianza.

Caro D’Arpini, sa cosa diceva Benedetto Croce, che non  era propriamente un cattolico? Che senza gli ideali cristiani paradossalmente  non  ci sarebbero stati né la Rivoluzione Francese né il marxismo, che predicavano il riscatto degli oppressi, e neppure il liberalismo e la democrazia occidentale, cioè quelle forme di convivenza che vengono esaltate dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e dalla nostra Costituzione. E non demonizzi la cultura occidentale cristiana a favore di quella orientale:  a parte che non è certo l’oriente la culla della democrazia, le ricordo che di maestri di meditazione che si sono arricchiti con i soldi degli adepti ce ne sono stati a bizzeffe.

Quel palestinese che morì in croce ad un certo punto disse: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Mise a tacere i circostanti; ma gli andò bene, perché oggi troppi spiriti che si autoproclamano “puri”, magari sostentandosi con qualche suggerimento del loro influencer preferito,  avrebbero scagliato una camionata di pietre…

Papa Francesco sta lentamente ripulendo la Chiesa; generando così molti nemici personali tra i cardinali più conservatori e affaristi, che già affilano le armi per il futuro. Certo, i suoi sono “piccoli passi”; ma la direzione intrapresa sembra quella giusta, anche se qualcuno particolarmente smanioso vorrebbe da lui più coraggio. Quanto a Roma, non è certo svilita dal Vaticano, che ha messo a disposizione dei poveri perfino il colonnato di S. Pietro, con bagni e centri di assistenza sanitaria. Guarderei altrove per commiserare Roma, non a qualche antico imbroglio patito dell’Urbe, ma agli sfregi che ben altri affaristi le hanno inferto in questi anni di una impudica amministrazione e di sbracati  comportamenti dei suoi cittadini.

Venga pure l’Angelo del Signore a scagliare la sua freccia su Roma, e magari sul Colle Vaticano. L’importante è che miri bene, dopo aver condotto il suo lavoro anche altrove, con lo stesso sdegno e la stessa illuminazione.

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L'articolo di Paolo D'Arpini a cui fa riferimento Francesco Mattioli
Vaticano – Dove casca il mondo

 

 

 

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