
FANTASY MAX 400 (parole)
Johan Beistler
PANTA REI
Mi sono appoggiato con i gomiti sulle spallette marmoree del ponte, riscaldate dal sole primaverile dopo una settimana di piogge ininterrotte.
Guardo di sotto; il fiume scorre lento, gonfio delle acque piovane dei giorni precedenti, il colore giallo verdastro lo fa sembrare denso, quasi oleoso; l’Arno, eh già… da quanti secoli scorre in questo suo antico letto…
Sotto le arcate del ponte appare un ciuffo di canne marcite, che crea una sorta di piccola zattera su cui navigano un tetrapak di thé con la cannuccia ancora infilata nell’apertura, una bottiglietta di plastica svuotata della sua coca cola e uno straccio sporco; al seguito, il ramo strappato a qualche albero delle rive fluviali che come una grossa scopa ha ramazzato un pezzo di cartone con lo stemma di una nota marca di salumi e la carcassa smembrata di un piccione.
Quel convoglio galleggiante di pattume spinto dalla morbida corrente prosegue lentamente, compatto, fino a sparire alla mia vista dietro una leggera ansa del fiume.
Mi verrebbe da riflettere su quanta sporcizia offenda oggi la Natura, ma questa volta il pensiero corre altrove, mi vengono in mente i tanti detti sull’acqua dei fiumi…. da “Acqua cheta rompe i ponti” al ”Tutto scorre” di Eraclito, fino a “L’acqua che passa sotto i ponti non è mai la stessa”.
Eh, già, il fiume sembra quello ma è sempre qualcosa di diverso. L’acqua che scorre non è mai la stessa… a vedere lo spettacolo di quel fluire imponente sembra impossibile che esista al mondo una carenza di acqua, che da qualche parte, lontano da me, incomba la siccità…
Resto un tempo imprecisato a rimirare la corrente, crogiolandomi ad un sole sempre più caldo.
Poi, sotto le arcate del ponte appare un ciuffo di canne marcite, che crea una sorta di piccola zattera, su cui navigano un tetrapak di thé con la cannuccia ancora infilata nell’apertura, una bottiglietta di plastica svuotata della sua coca cola e uno straccio sporco; al seguito, il ramo strappato a qualche albero delle rive fluviali che come una grossa scopa ha ramazzato un pezzo di cartone con lo stemma di una nota marca di salumi e la carcassa smembrata di un piccione.
Quel convoglio galleggiante di pattume spinto dalla morbida corrente prosegue lentamente, compatto, fino a sparire alla mia vista dietro una leggera ansa del fiume.
La stessa acqua con lo stesso carico?
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