
FANTASY MAX 400 (parole)
Johan Beistler
SENZA RAGIONE
Quando uno si innamora, non capisce più nulla; il paesaggio intorno sembra più luminoso, si odono soltanto canti di usignoli, si sentono profumi inebrianti e il proprio corpo acquista una energia inusitata.
Sarà che quando sei giovane il futuro ti ammicca con un sorriso benevolente, ti snocciola promesse, ti invita ad un banchetto ricco di sapori, ti induce all’impegno, ai progetti e ai sogni. Così, se guardi al domani da innamorato, ti senti il signore del mondo.
Gaia era una giovane meravigliosa, prorompente di colori nel corpo e nell’anima, piena di vita, di energia, nei suoi gesti scorgevo promesse fascinose e nel suono della sua voce coglievo armonie celesti che si scavavano un recesso nelle profondità del mio cuore.
Un giorno mi disse: – Lisandro, tu mi piaci. Ma non deludermi mai –
Così ci frequentammo a lungo. Ma dopo un meraviglioso periodo di corresponsione di forti sentimenti, di istinti quasi primitivi che ci tennero uniti fino a confonderci in un unico, comune anelito di vita, commisi l’errore di voler piegare Gaia ai miei sogni, piuttosto che aiutarla a realizzare i suoi. Ma lo feci convinto che le piacessero, che il mio entusiasmo di uomo libero la coinvolgesse in un turbine di progetti.
Commisi un errore, perché Gaia reagì. All’inizio mi dette dei segnali, ma io non li compresi o li sottovalutai. Provò a implorarmi, a scuotermi, a venirmi contro, a contrastare le mie azioni, e io risposi bloccandola, costringendola, ignaro di infliggerle dolorose ferite.
Agivo senza ragione, proprio senza ragione.
Ero preso dai miei progetti, progetti che sì, riguardavano anche Gaia, la possibilità di stare assieme per un tempo infinito, ma erano i progetti miei, non i suoi, non i “nostri”.
Gaia cominciò a soffrire sempre più intensamente per la mia invadente presenza; e venne il giorno che mi abbandonò, che si distaccò da me, che mi fece terra bruciata intorno fino a togliermi quasi il respiro.
E fui inghiottito dal buio della notte, dal buco nero della fine.
Gaia – Terra - c’è ancora, e sta tentando di ritornare all’antico, rigoglioso vigore, alla sua dolce, planetaria bellezza. Di me, Lisandro - Uomo Libero - non vi è più traccia; non ho saputo meritarmi il suo amore.
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