Francesco Mattioli sociologo, come tale laico

Ho sempre ritenuto di poter fare un incrocio di fioretto intellettuale con Paolo D’Arpini, sia quando concordavo con lui sulla necessità di tener conto della dimensione spirituale dell’Uomo, della sua stretta connessione con la Natura, sia quando ritenevo inaccettabile la sua diuturna crociata contro il Cristianesimo e segnatamente la Chiesa cattolica.

Ma c’è un limite, oltre il quale certe idee diventano offese gratuite o rivelazione di un orientamento ideologico che non  può trovare comprensione e tolleranza da parte della civiltà occidentale alla quale mi onoro di appartenere, quella che ha prodotto il Vangelo, la Rivoluzione Francese, il Pensiero scientifico, il Liberalismo, il Realismo critico. E allora, al fioretto, occorre malinconicamente rinunciare.

Paolo D’Arpini è un signore che fa costante proselitismo a favore della sua “religione” (eh, sì, è proprio così, sociologicamente e semanticamente…mi spiace per lui se ne preferisce una definizione diversa) spiritualista e forse "dual-vedica".

Lo fa, perché vive in una società e in uno stato democratico che ha sancito nella propria Costituzione la libertà di pensiero e di religione  e la libertà di professarli e divulgarli, giusto quanto si trova anche nella Dichiarazione dei Diritti Inviolabili dell’Uomo del 1948.

Non  tutte le religioni - o le loro interpretazioni fondamentaliste - sono accettabili; non lo sono quelle che affossano, appunto, i diritti umani, inneggiando alla guerra.  E nemmeno sono accettabili quelle ”religioni” che dicono di essere atee ma hanno tutto delle espressioni integraliste delle religioni: dogmi, libri sacri, santi e Inquisizioni.   

Paolo D'Arpini che, ormai devo supporlo, ama delle dittature le loro pretese di ateismo, sostiene che la Cina ha il diritto storico e culturale di “cinesizzare” tutto, in nome di un pensiero unico di stampo culturale, e quindi di cinesizzare anche il Cristianesimo. Difficile capire cosa si debba intendere per questo, visto che tra Chiesa Cattolica e Governo cinese vige ancora una sorta di Trattato di Worms (quello che risale al 1122 e riguardava la Lotta per le Investiture tra Chiesa e Papato…), per il quale i vescovi cattolici in Cina devono avere il gradimento del Governo.

Il Cristianesimo è una religione che si basa sull’amore, sull’autocoscienza, sulla responsabilità individuale, sulla pace e sul rispetto dei diritti umani. Lo era al tempo della redazione dei Vangeli e, dopo una torbida pausa storica che non dipende dal Vangelo, ma dalle miserie umane (che si trovano ovunque, con buona pace di D’Arpini) lo è oggi, in specie dopo il Concilio Vaticano II.   Quindi, supporre che i vescovi cattolici in Cina siano dei mestatori portatori di chissà quali minacce politiche e culturali, manco fossero dei jihadisti, è affermazione grave; ed è grave appoggiare la repressione delle libertà religiose, che contemplano anche la possibilità di fare proselitismo alla luce del sole in  Cina.

Parole come queste: ll vaticano è una potenza straniera che s’ingerisce indebitamente nella conduzione di affari interni della Cina.  A dire il vero il vaticano lo fa ovunque, solo che i cinesi sono gli unici a ribellarsi alle pretese papaline che intendono far passare la loro “aggressione politica e culturale” contro la Cina definendola all’inverso come “persecuzione religiosa subita dal governo cinese”. Il vaticano è il lupo che si dichiara offeso dall’agnello!” sono farneticazioni che non esito a definire indegne, perché ingiuste, false, piene di astio e  di pregiudizio soggettivo. 

Vaticano potenza straniera? Non  mi risulta che abbia cannoni; forse finanziaria? Non mi risulta che rubi il pane ai poveri, anzi… Aggressione politica  e culturale? Quale, quella del Vangelo, che invita ad amarsi l’un l’altro? Signor D’Arpini, sia serio!  E si liberi dell’immagine del “Deus vult”, che è vecchia di quasi 900 anni! Peraltro, non  le risulta che buddismo, confucianesimo, taoismo, veda e varie  filosofie, a lei tanto care, abbiamo chiuso gli occhi di fronte al comunismo cinese o all’impero teocratico giapponese?

 

 

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