Viterbo PENSIERI IN LIBERTA'
a cura di Barbara Pasqualini

(foto di Enrico Pasqualini)
Pensieri in libertà Marzo 2021
Il mese di marzo è iniziato da pochi giorni ed è, per me, assai particolare: proprio il 10 ricorre l’undicesimo anniversario della morte del mio amatissimo papà.
Nel mio cuore, credo che è vicino alla mamma e a me, che prega per noi, non posso tuttavia negare che ci manca sempre immensamente condividere la quotidianità con lui!
1982 Enrico Pasqualini con la figlia Barbara
Mancano l’infinito amore che ci donava ogni istante, con pensieri, gesti, parole, premure…
Ma non voglio rattristarvi: desidero solo ricordarlo e lo vorrei fare nell’unico modo in cui sono capace: dedico a lui questo mio pensiero in libertà, pazzerello e scanzonato come sempre, inseguendo le strampalate curiosità che la mia mente mi propone sovente!
E allora, andiamo ad iniziare una nuova ricerca!
Come di consueto, è stato sufficiente riascoltare, guardando una vecchia serie televisiva, un’espressione arcinota ed usata sovente da tutti noi, per chiedermi quale fosse il suo significato.
Non solo: questa volta ho trovato anche dei sinonimi… ed uno è stato per me una nuova scoperta!
Perché si dice “fare l’indiano”? E lo “gnorri”?
Voi sapevate che si può anche “fare il nesci”?
Iniziamo con qualche informazione di base.
Consultiamo il dizionario, come si faceva un tempo... forse non proprio come quando ero bambina, ora, anziché prendere il volume cartaceo, mi limito a digitare il termine che mi interessa sulla tastiera e, tramite un qualunque motore di ricerca, ho a disposizione una quantità di materiale enorme!
Riporto una definizione di un vocabolario a titolo di esempio, senza che questo sminuisca, ovviamente, il valore di altri dizionari.
https://www.treccani.it/vocabolario/ricerca/fare-lo-gnorri/
gnòrri s. m. [tratto da ignorare]. – Usato nella locuz. fare lo gn., fingere di non sapere, di non capire (con usi analoghi a nesci).
indiano agg. e s. m. (f. -a) [dal lat. tardo Indianus]. – 1. Dell’India, regione peninsulare dell’Asia merid., attualmente stato federativo col nome di Unione Indiana (nome ufficiale Bhārat).
2. a. Delle Indie occidentali (America); proprio delle civiltà precolombiane e, in particolare, dei pellirosse. La denominazione di Indiani per gli indigeni dell’America, che risale a C. Colombo per la sua convinzione di aver raggiunto le coste dell’India, è corrente nell’uso com., mentre nel linguaggio più proprio e scientifico è in genere sostituita da Indiani d’America o Amerindî.
b. Locuzioni fig.: fare l’i., fare lo gnorri, non darsi per inteso di qualche cosa, fare finta di non interessarsi a quanto altri fa o dice e sim.: era stato, facendo l’i., sulla porta del suo padrone, per veder quando Lucia usciva dal monastero (Manzoni).
nèsci s. m. [tratto dal verbo lat. nescire «non sapere» (v. nesciente)], tosc. e letter. – Usato esclusivam. nella locuz. fare il n. (o, assai meno com., far da n.), fare finta di ignorare, di non capire qualche cosa: Che fa il n., Eccellenza? (Giusti). Ha lo stesso sign. e uso di gnorri.
[Giuseppe Giusti (Monsummano Terme, 13 maggio 1809 – Firenze, 31 marzo 1850) è stato un poeta e scrittore italiano.]
Vi riporto questo interessante approfondimento.
https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/articoli/parole/gnorri.html
Fare lo gnorri, l’indiano o il nesci
di Luigi Romani
«Ho già visto certi visi, certi galantuomini che giran, facendo l’indiano, e notano chi c’è e chi non c’è: quando poi tutto è finito, si raccolgono i conti, e a chi tocca, tocca»: con queste parole uno dei partecipanti all’assalto ai forni, descritto da Manzoni nel dodicesimo capitolo dei Promessi Sposi, cerca di calmare gli animi degli insorti invitandoli alla prudenza.
Una delle possibili forme della dissimulazione è ravvisabile nel comportamento di chi, nelle più diverse circostanze, faccia mostra di non sapere o di non capire e possa, pertanto, essere tacciato di fare lo gnorri, l’indiano o il nesci. Da un punto di vista etimologico, due sono le ipotesi più accreditate per ricostruire l’origine dell’espressione fare lo gnorri, entrambe connesse, direttamente o indirettamente, con il verbo ignorare.
La prima prevede la derivazione di gnorri da gnoro «ignorante», aggettivo antico di area toscana, con il raddoppiamento espressivo della -r- intervocalica e la –i finale propria della terminazione di molti cognomi. L’aggettivo, a sua volta, è derivato dalla prima persona dell’indicativo presente di ignorare ([io] ignoro), con la caduta della vocale iniziale, ed è già documentato in Benvenuto Cellini («vincitrice fa’ quella benigna / stella, che alzato m’ha dal vulgo gnoro»).
[Benvenuto Cellini (Firenze, 3 novembre 1500 – Firenze, 13 febbraio 1571) è stato uno scultore, orafo, scrittore, argentiere e artista italiano, considerato uno dei più importanti artisti del Manierismo.]
La seconda ipotesi, invece, sostiene la derivazione diretta di gnorri dalla seconda persona dell’indicativo presente di ignorare ([tu] ignori), con caduta della vocale iniziale e raddoppiamento espressivo della -r- intervocalica.
Anche nel caso di fare il nesci la trafila etimologica può essere ricondotta ad una base unica attraverso, però, due diversi percorsi.
Il primo riconduce direttamente nesci al verbo latino nescire «non sapere» e, in particolare, alla seconda persona dell’indicativo presente (nescis).
Il secondo, invece, collega indirettamente nesci a nescire attraverso l’aggettivo nescio «ignorante, che non sa», dal latino nescium, derivato a sua volta dal tema di nescire. A sostegno di quest’ultima ipotesi si deve anche ricordare la variante dell’espressione, fare il nescio, attestata già in Magalotti: «Voi fate il nescio e gli altri fanno a indovinare» (Lettere familiari, 1769).
[Lorenzo Magalotti (Roma, 13 dicembre 1637 – Firenze, 2 marzo 1712) è stato uno scienziato, letterato e diplomatico italiano, al servizio del Granducato di Toscana.]
Quanto alle differenziate sfumature d’uso delle tre espressioni ricordate in apertura restano ineludibili le considerazioni esposte da Tommaseo alla voce indiano del suo Dizionario: «Far l’indiano, Fingere di non ne sapere, o Affettare fuor di proposito maraviglia; com’uomo estraneo che vien di lontano. Più com. che Fare il nesci e lo gnorri; questi dicono affettata ignoranza, il primo segnatam. di fatto, il secondo anche d’idea o d’artifizi d’avvedimento; e denotano ancora meno sincerità».
[Niccolò Tommaseo, detto anche Nicolò (Sebenico, 9 ottobre 1802 – Firenze, 1º maggio 1874), è stato un linguista, scrittore e patriota italiano. Al suo nome sono legati il Dizionario della Lingua Italiana, il Dizionario dei Sinonimi e il romanzo Fede e bellezza. ]
Per non fermarci ad una singola fonte, vi propongo qualche altro spunto di approfondimento, anche se le fonti sono tutte piuttosto coerenti!
https://www.albanesi.it/frasi-celebri-modi-dire/fare-l-indiano.htm#:~:text=...
Fare l’indiano
Fare l’indiano è un modo di dire utilizzato figuratamente con il significato di far finta di non capire o di non sapere qualcosa. Espressioni molto note dal medesimo significato sono: fare lo gnorri e fare il finto tonto.
Si tratta di un’espressione attestata da secoli che ritroviamo anche ne I promessi sposi di Alessandro Manzoni (capitolo XII), se ne è già fatta menzione precedentemente:
“Ho già visto certi visi, certi galantuomini che giran, facendo l’indiano, e notano chi c’è e chi non c’è: quando poi tutto è finito, si raccolgono i conti, e a chi tocca, tocca’.
fare l’indiano – sinonimi
Secondo alcuni autori il curioso modo di dire origina dalla percezione che gli uomini vissuti in epoca medievale avevano di coloro che provenivano dalle Indie; i loro atteggiamenti e il loro modo di vestire attiravano moltissima curiosità che loro accrescevano facendo finta di non capire niente di ciò che li circondava.
https://www.nanopress.it/articolo/perche-si-dice-fare-l-indiano/94000/
‘Fare l’indiano’ è un’espressione che risale ai tempi della colonizzazione americana ed il riferimento è – presumibilmente – all’atteggiamento dei nativi d’America, dei Pellerossa. Nell’immaginario popolare, infatti, venivano percepiti come indifferenti, apatici, come se non capissero ciò che gli stava accadendo intorno. Per questo motivo indica chi fa finta di niente, chi, per proprio comodo, finge di non sentire cosa gli viene detto.
Ragionando sul perché si dice ‘fare l’indiano’, infine, è interessante notare come esistano, in altre lingue, delle espressioni idiomatiche col medesimo significato: in francese, ad esempio, si usa la frase faire la sourde oreille (fare l’orecchio sordo), mentre in spagnolo l’equivalente è hacerse el sueco (letteralmente, fare lo svedese).
Avendo finora menzionato il termine “indiano” permettetemi di salutarvi a modo mio…
Vi propongo l’ascolto di qualche brano musicale indiano rilassante, magari accompagnato dallo scorrere sul monitor del computer di qualche bella immagine e… grazie del tempo che mi avete dedicato!
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Immagini & fonti
indiano_vignetta
https://www.google.com/search?q=fare+l%27indiano&rlz=1C1DIMC_enIT861IT861&source=...






















