Francesco Mattioli, sociologo

Io assolvo l'amico Marini Balestra? Ci mancherebbe che io possa “assolvere” qualcuno, né come magistrato, né come prete, non essendo né l’uno né l’altro;  da scienziato sociale, mi limito  a far notare, magari con argomentazioni fortemente assertive,  le aporie di taluni ragionamenti.

Poi, è ovvio, non essendo il sociologo un sottomarino a comportamenti stagni, ci sono anche i personali valori ideali, che spingono o meno ad intervenire in un certo modo su talune questioni “politiche”.

L’amico Marini Balestra è convinto che spiri il vento di centrodestra in Italia, anche se il centrodestra presenta progressive diversificazioni al suo interno che possono persino far pensare a percorsi politici futuri meno omogenei di quanto si creda. La crisi dei Cinquestelle ad esempio apre una voragine elettorale che non si sa bene da chi potrà essere riempita. Poi ci sono le conversioni sulla via di damasco, che se non  altro provano che, di fronte ai problemi più gravi o agli spiragli di potere, i cambi di direzione, di strategie, ma anche di casacca, sono sempre possibili.

Peraltro, nessuno pensi di intestarsi il Governo Draghi, dove tutti sono necessari  e indispensabili e che risponde ad uno stato di emergenza, non ad una opzione politica.  Si tenga conto, peraltro, che con un astensionismo del 35%, chi pensa di ottenere un terzo dei  suffragi elettorali in realtà viaggia a non più di un  quarto certificato dei consensi, il che presuppone accordi, compromessi, responsabilità, specie nei tempi difficili attuali e immediatamente futuri.

Che in Italia spiri una ventata di centrodestra, quindi, occorrerà capire in che senso; se nel senso celodurista della Lega, se in quello efficientista di Fratelli d’Italia, se in quello economista di Forza Italia, se in quello dei piccoli principati di Toti e Lupi, se in quello dei transfughi dai Cinquestelle alla Di Battista. Personalmente il centrodestra al potere non mi è sembrato molto efficiente, se non sui respingimenti in mare con il rosario in mano, e penso invece agli errori marchiani in Lombardia al tempo della pandemia.

All’estero, il centrodestra – o la destra – non è che brilli. Tra Trump e Bolsonaro, scadenti oppositori del Cov-19, non si sa chi ha più morti sulla coscienza; in Polonia e in Ungheria mettono in carcere chi parla di aborto o di inclusione della diversità; in Russia avvelenano gli oppositori; nel Regno Unito commette strafalcioni politici, compresa quella brexit che sta portando alla rovina gli inglesi con tutto il loro orgoglio nazionalista di stampo imperial-vittoriano. Ma tant’è, tra cinesi capital-comunisti, maoisti sudamericani, militari birmani, ras africani e teocrati musulmani non è che nel mondo spiri tutta questa democrazia, e  per come la socialdemocrazia gestisce il politicamente corretto c’è di che preoccuparsi… In Italia – per l’ostruzione dell’Anpi - ci hanno messo cinquant’anni a ricordare le foibe…

Ora, non è che intendo fare il purista in trono: voglio solo sottolineare come la politica possa riservare sorprese, quanto meno in democrazia, dove esistono sì procedure di garanzia, ma anche una volontà popolare che, con la crisi delle ideologie iniziata ormai oltre trent’anni fa, è soggetta ad essere influenzata dalle dinamiche degli eventi e dalle varie narrazioni che i media ci offrono quotidianamente. 

Non posso certo ricorrere ai se, nella storia sono ridicoli, ma ogni tanto viene da chiedersi: se Renzi non  fosse stato sorprendentemente e inopinatamente “tradito” a sinistra durante il referendum, oggi che Italia avremmo? Migliore? Peggiore? Diversa? Lui faceva viaggiare il PD a vele spiegate, eppure nel giro di pochi mesi… e che dire di Fratelli d’Italia, che in un paio di anni ha raddoppiato le preferenze? Milioni di italiani convertiti in un baleno? O il sapiente gioco di stare comunque all’opposizione, persino  nel governo gialloverde,  a raccogliere gli scontenti, che in Italia da secoli ci sono sempre purché non siano chiamati loro a decidere?

Quindi, per finirla qui, temo che l’entusiasta speranza dell’amico Marini Balestra di un centrodestra al governo nel Draghi o nel DopoDraghi,  vada presa un po’ con le molle. In democrazia è come nelle partite di calcio, si comincia comunque  dallo 0 a 0 e la partita è vinta solo allo scadere dei 90’ (più recupero…) , quindi i tre punti devi andare a meritarli in campo, cioè alle urne. E solo lì.

 -----------

L'articolo dell.avv. Andrea Stefano Marini Balestra

ANDREA STEFANO MARINI BALESTRA ASSOLTO DA FRANCESCO MATTIOLI

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

chi è on line

Abbiamo 1282 visitatori online

 

 I libri

di Mauro Galeotti

 

Cartonato - pag. 246 - euro 25,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it

Cartonato - pag. 808, a colori
da euro 120,00 a euro 80,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it