Giuseppe Gioachino Belli
(7/9/1791- 21/12/1863)

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Belli coi sonetti fece storia
scrivendo nel dialetto, da Romano,
ed io, Viterbese senza boria,
li scrivo di(a)lettando col nostrano.

‘NA STRANA SCOPETTA 1

Mentre co’ Peppe 2 gioco ‘na scopetta

ne la saletta, lì, ‘n televisione

c’è un confronto politico ‘n diretta:

“quattro e tressette”, “questa è l’inflazzione”,

 

“ma col governo nostro…”, “che disdetta

co’ sto cazzo de re!”, “la situazzione

che col governo vostro…”, “maledetta

reggina!”, “è peggio, mo’, la migrazzione”,

 

“pe’ colpa vostra…”, “sì, ‘na bella legge!”,

“sù, dà le carte!”, “ ‘l nostro risultato…”,

“pensa a calà ”, “ma che diche?, nun regge!”

 

“nun reggerà pe’ te!”, “ma ò già calato!”,

“ma ‘l popolo…”, “ oh Pe’, che fae?, manegge”, 3

“la nazzione…”, “tie’, Pie’, 4 ché t’ò scopato!”.

 

Titolo. Uno strano gioco di scopa.

Troncamento di Giuseppe, amico fraterno dell’autore.

Ti destreggi bene con le carte (estensione di maneggiare).

Troncamento di Pietro.

 

 

 

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