Castel Sant'Elia nel 1950 c. (Archivio Mauro Galeotti)

a cura di Mario Olimpieri

Buona giornata Mauro, ecco l'ultimo invio di notizie farnesiane. Termino con Castel Sant'Elia e Corchiano. Un saluto. Mario

Castel Sant’Elia

Castel Sant’Elia è il borgo che colpisce di più per l’intreccio tra luoghi di culto e paesaggio. Perfetto per il turismo religioso.

Le abitazioni di Castel Sant’Elia si trovano in cima a una forra, situazione tipica dell’Agro Falisco. Alla parte più antica del borgo si accede tramite una porta con torre e stemmi dei Farnese. La piazza vicina alla porta offre un panorama splendido sulla valle. L’abitato è circondato da sentieri naturalistici, che d’improvviso ci immergono nella natura libera e selvaggia.

Castel Sant’Elia è stata governata dalla famiglia Orsini e dai Farnese, già governatori di Nepi. Proprio i Farnese si occuparono del restauro della Basilica di Sant’Elia, meta di pellegrini e visitatori. Già dal VI secolo, il paese era luogo di culto grazie alla tela della Madonna ad Rupes. Questa si trova in una grotta nella rupe, dove oggi sorge l’incantevole santuario di SS. Maria ad Rupes.

Per le sue particolari caratteristiche, Castel Sant’Elia è una tappa unica del Lazio.

Il paese, oltre ad essere guidato dalla Chiesa, appartenne a vari famiglie tra cui gli Orsini, nel 1379, a seguito della donazione fattagli da Clemente VIII, e ai Farnese sotto la guida di Pier Luigi che lo incluse nel ducato di Castro. 
Come era abitudine dei Farnese anche a Castel S. Elia vennero eretti nuovi edifici e grandi torrioni, dei quali rimangono alcuni monconi. 

Il paesaggio è straordinario, un territorio solcato da profondi forre che si alternano a grandi piane in parte coltivate ed in parte a pascolo.

  

Corchiano nel 1900 c. (Archivio Mauro Galeotti)

 

 

Corchiano

I Farnese

La permanenza della famiglia Farnese è stata fondamentale per lo sviluppo di Corchiano. Il borgo e il Castello di Castiglione, passato nelle mani di Orso Orsini verso la fine del ‘200, è stato gestito dalla famiglia fino al 1472. Di nuovo torna nelle mani dei Farnese durante il pontificato di Paolo III, che lo dona a suo figlio Pier Luigi, che lo include nel Ducato di Castro.

La fontana e il torrione

A testimonianza della presenza dei Farnese a Corchiano, nel centro storico si incontra spesso lo stemma con il giglio. Un esempio è la fontana farnesiana a cannelle, in piazza IV novembre.

Della Rocca dei Farnese, demolita nel ‘900, è rimasto solo il torrione di fosso basso.

Corchiano è un piccolo borgo dell’Agro Falisco circondato dall’incontaminato verde delle forre.

Corchiano fu un ricco insediamento falisco, che ebbe importanza anche grazie alla vicinanza con la Via Amerina e Civita Castellana. Oltre alle forre è contornato da campagne e coltivazioni, nocciole, oliveti e vigne. La sua storia è piena di episodi cavallereschi e nel Rinascimento fu un importante dominio dei Farnese. Lo stemma di questa famiglia, il giglio, appare spesso nei vicoli del centro storico. 

Il Bastione della Rocca dei Farnese

Dopo un lungo dominio degli Orsini, tra il XIII e il XV secolo, Corchiano, insieme a Gallese, passò sotto il governo diretto della chiesa, poco dopo della metà del Quattrocento. Agli inizi del secolo successivo, il paese appartenne, insieme a Fabrica e Valentano, all’Ospedale di Santo Spirito, sotto il cui dominio rimase, seppure discontinuamente, fino al 1538, quando tornò per breve periodo alla Camera Apostolica. Un anno dopo Corchiano e il suo territorio vennero uniti alla contea di Ronciglione, annessa al Ducato di Castro, istituito nel 1537 per Pier Luigi Farnese dal padre Paolo III (1534-1539). Con la caduta di Castro e la fine del dominio Farnese, nel 1649, Corchiano tornò sotto il governo del Patrimonio di San Pietro insieme al resto dei possedimenti farnesiani nella Tuscia.

Molto suggestivo è il borgo medievale di Corchiano , arroccato su un alto sperone tufaceo che si affaccia sul Rio Fratta, del quale è possibile comprendere l’antico assetto percorrendo il dedalo di vicoli e stradine in pendenza del centro storico. Della rocca, le cui origini sono da ricondurre all’XI o al XII secolo, si conserva solamente un torrione che appartiene alla ristrutturazione cinquecentesca dei Farnese. Sulla sinistra della piazza troviamo la fontana Farnese a sei cannelle, ristrutturata nel 1661. Sulla destra, fino al 1979, v'era il palazzo Farnese, costruito dalla potente famiglia sopra il preesistente castello medievale di Corclanum. Divenuto fatiscente si preferì abbatterlo e costruirvi un belvedere e un parcheggio. 

Le tantissime chiese, però, non rappresentano che una piccola parte di tutte le meraviglie che puoi trovare a Corchiano. Qui, difatti, potrai trovare anche la Forre di Corchiano, un magnifico luogo naturale in grado di regalarti delle soddisfazioni uniche nel loro genere. Questa Forre ha un aspetto così suggestivo da lasciare a bocca aperta chiunque. 

 

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