Il diavolo, il Male

Francesco Mattioli, sociologo

Il Sindaco di Fabrica di Roma, che si proclama uomo religioso, ha sentenziato che il Covid-19 è opera del Diavolo. Potrebbe essere una battuta, ma è già qualcosa, visto che stavolta non ci vengono messi di mezzo i laboratori cinesi, come qualcun altro sospettava.

Che il Diavolo ci abbia messo lo zampino del resto, per chi crede a una sorta di cattivone da film, è  abbastanza attendibile: e chi sarebbe altrimenti tanto malvagio e altrettanto potente?

Poi ci sono gli altri segni, che ognuno può interpretare come vuole ma, che sommati assieme, qualche inquietudine la provocano. Mettiamoci il terremoto a Milano: pare che così forte mancasse  da circa 550 anni. E che dire della congiunzione tra Saturno e Giove?

Mancava da oltre 400 anni.

Inquietante anche il fatto che il sangue di San Gennaro non si sia sciolto durante l‘ultima ostensione di dicembre.  Se, a sentire Agatha Christie, un indizio non ha significato, due indizi sono una coincidenza e tre indizi sono una prova, sembra proprio che la presenza maligna del Diavolo per il 2020 sia accertata.

Poi c’è il buontempone da social che fa circolare la vignetta francese dove uno sconcertato San Giuseppe, di fronte ad una Bambinella, si chiede che altro potrà succedere ancora quest’anno.  Qualche femminista pare che non abbia gradito, quasi che l’evento fosse rappresentativo di una ennesima anomalia, se non di una ennesima disgrazia. Altra opera divisiva del Diavolo? Forse no, per motivi di politicamente corretto abbiamo già avuto presepi con la Sacra Famiglia coloured e un Bambinello femmina; segnali diabolici solo per tradizionalisti incalliti che guardano il dito che indica la Luna invece che la Luna.

Diavolo, Demonio, Belzebù o Maligno che sia, ci vuole poco ad imputare ad un Male esterno a noi gli accidenti che ci capitano d’intorno. Sotto sotto ci conviene, via…ci liberiamo di tante responsabilità e non dobbiamo farci girare la testa con troppe riflessioni filosofiche… Una bella preghiera, anche a oltranza, e via.   

Siccome sono cattolico, posso ammettere che il Male esista in contrapposizione al Bene e che la preghiera abbia un valore, una funzione.  Ma forse oggi, nel XXI secolo, avendo fatto passi da gigante nel campo della conoscenza, della introspezione  e della cultura, questa concezione dicotomica, semplicistica va rivista, quanto meno arricchita di sfumature.

Molti eventi che incontriamo non sono opera del Male; noi li consideriamo tali perché ci creano problemi, contrasti, opposizioni. In realtà sono neutri, sono il normale corso degli avvenimenti,  se ne fregano di noi.

Lo dice la scienza più recente, quella che si appella alle scoperte della fisica quantistica; ma lo sentenzia anche la teologia più moderna, quella che conosce bene il ruolo dell’Essere Umano nel mondo.

Con le nostre speranze, i nostri sogni  e le nostre paure attribuiamo agli eventi naturali significati e coincidenze che in realtà non esistono. I nostri antenati temevano il fulmine e pensavano che Giove ce l’avesse con loro; osservavano le anse del fegato di una vittima sacrificale e vi leggevano il futuro.

Un mio amico una volta si ferì proprio nel momento in cui una mosca gli si era posata sul naso e da quella volta credette che una mosca al naso gli presagisse una disgrazia.

Per molti di noi il canto della civetta annuncia una possibile minaccia tanto da spingerci a ben noti gesti apotropaici, mentre per gli ateniesi, che l’hanno come protettrice della città,  è segno di benevolenza.   

Ignoranza, tradizionalismo, coincidenze… così si individua un Male che proviene dalla Natura. Non credo che  Cristo pensasse al Diavolo in questi termini; quando il Demonio lo tenta nel deserto fa leva sulle debolezze umane, il potere, la ricchezza, il godimento. 

Insomma il Male è un prodotto umano, alligna dentro di noi, perché come esseri senzienti – unici nel Creato – siamo in grado di scegliere, di agire in un modo o nel suo contrario. E quando la nostra azione ci danneggia nello spirito e nel corpo, o danneggia gli altri, privandoli degli affetti, della salute, della dignità, della vita, allora queste nostre azioni le chiamiamo il Male.

Il Male presuppone il libero arbitrio e quindi la capacità e la responsabilità, da parte nostra, di assegnare un valore negativo o positivo alle nostre azioni e agli eventi che ci coinvolgono.

Si può pregare perché si possa essere liberati dal Male: ma significa chiedere di essere liberati dal Male che è in noi.

Lucifero si mostrò come il Male tentando l’Uomo nei suoi desideri, nel suo modo di concepire la vita,  nelle sue graduatorie di importanza delle esperienze e dei piaceri, non scaricando su di esso un temporale o una pandemia. 

Il Male è nei nostri pensieri  e nelle nostre azioni. Per questo può essere combattuto e possiamo farcene vincitori.

 

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