
Il card. Edoardo Gagnon benedice l’organo
Vincenzo Ceniti Console Touring
19 giugno 1986. Si inaugura a Viterbo il nuovo organo dell’Ente Provinciale per il Turismo nella chiesa di Santa Maria della Verità.
Esegue il concerto di apertura, nell’ambito del Festival Barocco di quell’anno, il maestro Luigi Celeghin. In programma, musiche di Gerolamo Frescobaldi, Dietrich Buxtehude, Francois Couperin, Antonio Vivaldi e Johann Sebastian Bach.
La benedizione viene impartita dal card Edoardo Gagnon (presidente della Commissione Pontificia per la Famiglia) insieme al vescovo Luigi Boccadoro. Presenti le autorità cittadine davanti ad un folto pubblico.
L’organo è stato realizzato dalla ditta Guido Pinchi di Foligno (bottega organara storica risalente al 1930) su progettazione sonora dello stesso Celeghin. La cassa è in legno di rovere. Sopra la consolle si trovano Positivo e Grande Organo; a destra Recitativo e Pedale. Tre tastiere (Positivo, Grande Organo, Recitativo-Espressivo) con 61 tasti diatonici ricoperti in bosso; cromatici in ebano. Pedaliera con 32 tasti; trasmissione meccanica sospesa per tutte le tastiere. Registriera a destra e a sinistra della consolle. Comandi meccanici a tirante con pomello, con inserimento movimento elettrico per le aggiustabili. 31 registri, 2.431 canne.
Nel programma di sala il parroco don Guido Cappetti, organista ed esperto di musica antica, scrive nell’incipit “L’importanza artistica ormai raggiunta dal Festival Barocco promosso ogni anno dall’Ente Provinciale per il Turismo di Viterbo, esigeva di colmare una lacuna: la voce dell’Organo. La musica barocca se vuole raggiungere un grado di completezza, non può assolutamente rinunciare alla presenza della letteratura organistica”.
Personalmente, in qualità di direttore dell’Ente Provinciale per il Turismo di Viterbo, mi sono particolarmente impegnato per la sua realizzazione, in totale sintonia con il presidente dell’Ept Bruno Gnignera, i consiglieri del Comitato Esecutivo Alessandro Vismara, Umberto Ragonesi e Stelio Murri ed il presidente del collegio dei revisori dei conti Rosario Scipio.
L’operazione, per il costo complessivo di lire 200 milioni, si è resa possibile grazie ad un mutuo a tasso agevolato concesso dalla Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo presieduta da Attilio Jozzelli e ad un contributo straordinario della Regione Lazio.
Nella cassa, secondo un’antica consuetudine, è stata apposta una targa scolpita nel legno con i nomi della committenza. E’ scritta in latino aulico (traduzione di Mauro D’Eufemia, intagliatore Mario Ranelli) che recita così:
HOC DEIPARAE TEMPLUM
CANORIS FISTULIS VOLUERUNT EXORNARI
PUBLICI CONSILII PRAESIDES
QUI PROVINCIAE NOSTRAE ADVENAS
CURANT HOSPITIO EXCIPIENDOS
BRUNO GNIGNERA
MODERATOR
VINCENTIUS CENITI
RECTOR
ROSARIUS SCIPIO
PROBANDIS RATIONIBUS PRAEPOSITUS
XIII KAL. IUL.
A.D. MCMLXXXVI
Per la scritta in latino ci sono molte polemiche e critiche che costringono l’Ente Provinciale per il Turismo a rimuovere la targa e sostituirla con testo in italiano, come si legge oggi.
Il Festival Barocco di quel 1986 (dal 19 Giugno al 23 Luglio) aveva in programma una ventina di concerti l’ultimo dei quali si svolse nel parco del palazzo Chigi-Albani di Soriano nel Cimino con una “Festa barocca” di musica e danza eseguita dal complesso francese “Le Guirlande”.

Il maestro Luigi Celeghin al concerto inaugurale
Tra gli altri concerti, tutti dati nella Chiesa di Santa Maria della Verità a Viterbo, dopo quello inaugurale con il nuovo organo, ricordiamo quelli eseguiti dall’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, l’Orchestra Sinfonica A. Scarlatti di Napoli della Rai, l’Orchestra Sinfonica e Coro di Roma della Rai, I Solisti Veneti, l’Ensemble 415, la Mumchener Kammerorchester, l’Orchestra e Coro di St. Augustin in Vienna, il Divertimento Salzburg, l’Orchestra da Camera dell’Ensemble di Venezia, l’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole.






















