Prof. Giuseppe Occhini
Gli interventi apparsi recentemente a proposito dell'invasione musulmana" dell'Europa mi inducono ad alcune osservazioni che ribadiscono concetti da me già espressi in precedenza.
In primo luogo dovrebbe apparire evidente che i musulmani non sono un'entità compatta ed omogenea ma divisa in varie tendenze, per fortuna non tutte su posizioni fondamentaliste e jihadiste; pertanto la persistenza di un unico giudizio negativo facendo " di ogni erba un fascio" è ingiusto e fuorviante. Come fuorviante sarebbe dare di Maometto (e quindi dell'Islam )una valutazione etica basata su un impossibile confronto con Gesù, prescindendo quindi dalla situazione oggettiva dei luoghi e delle strutture sociali in cui la nuova religione sorse e si diffuse. Uno dei maggiori arabisti italiani, Francesco Gabrieli, scriveva (1): Il metro etico con cui può essere giudicato il Profera non è quello del Vangelo,ma quello dell'Arabia del suo tempo.
Per quanto riguarda i gruppi terroristi musulmani non si può far finta d'ignorare che essi sono stati recepiti, finanziati ed armati, spesso addestrati, dagli USA, dai loro alleati sauditi , e dalla NATO (Italia compresa) per combattere le guerre scellerate contro la Siria e l'Iraq. Né si può far finta d'ignorare che la maggior parte degli stati europei hanno tollerato, quando non collaborato, a far affluire in Siria i potenziali jihadisti che sarebbero confluiti nell'ISIS o in Al QAEDA.
In definitiva il fondamentalismo armato è stato suscitato ed utilizzato dall'Occidente che ha potenziato i gruppi estremisti che erano inizialmente limitati, isolati e combattuti. Un ruolo di vasta portata ha esercitato in tale situazione la Turchia, nostra alleata nella NATO ed apertamente schierata coi Fratelli Musulmani. I terroristi che fanno stragi in Francia, Germania ed Austria appartengono spesso ad esaltati musulmani europei a cui si è consentito di andare a fare l'apprendistato in Siria o in Iraq.
A proposito dell'"invasione musulmana" è bene però tener presente, sulla base dell'evidenza, che non tutti arrivano da paesi dove c'è la guerra, la fame, la carestia, ad esempio quelli del Marocco e della Tunisia. Molti di questi vogliono tentare di migliorare le proprie condizioni economiche visto che vi sono Paesi praticamente senza frontiere dove chiunque quando vuole può entrare potendo subito contare su vitto, alloggio, abiti e smartafon. Molti altri vengono invece da paesi attualmente in guerra ma che prima dell'intervento degli USA e dei loro manutengoli erano in pace. E quelli che vengono da dove c'è la fame sono spesso quelli dove USA, Inghilterra e Francia hanno selvaggiamente depredato le ricchezze locali dopo aver messo al potere i soliti governi fantoccio.
Vi sono poi i gruppi di Salafiti, Wahabbiti e Fratelli Musulmani che, avendo farneticato di trasformare in 50 anni l'Europa cristiana in musulmana, provvedono alla proliferazione delle moschee e a fare di quando in quando qualche attentato per incutere la paura e la conseguente acquiescenza delle smidollate popolazioni europee.
Si deplora spesso, e giustamente, il razzismo e come oggi va di moda si ripropone subito la memoria del Nazismo e del Fascismo tralasciando gli antecedenti coloniali di francesi ed inglesi . Ma il razzismo è difficile da combattere e meglio sarebbe prevenirlo e per far questo bisognerebbe evitare l'esasperazione della gente. La gente viene a sapere che coloro che sbarcano dicono che è nel loro diritto perché hanno sentito dire (certamente da qualche nostrano progressista) che la terra appartiene a tutti, non devono esistere confini e quindi ognuno può andare dove gli pare. Inoltre si rifiutano di dare le generalità e all'insistenza della polizia rispondono con aggressioni e tafferugli.
Se sono contagiati dal covid 19 fuggono dai ricoveri e si mescolano alla popolazione. Se la minestra è fredda organizzano una mezza sommossa.
Nelle strade di quartieri da loro abitati alcuni appongono cartelli con scritto: QUI VIGE LA SHARIA! Sono queste le cose che fanno nascere il razzismo senza che Salvini si sforzi d'inventarlo.
Se ci si chiede perché si è venuto a creare il fenomeno dell'immigrazione a me, dopo quello che ho detto, sembra chiaro mentre meno chiaro potrebbe risultare come seriamente affrontare il problema. Questo è stato sino ad ora considerato quasi come un inevitabile evento naturale, da trattare solo sulla base dell'accoglienza umanitaria. In realtà il problema, nato da cause essenzialmente politiche, andrebbe impostato in maniera politica risalendo a tali cause.
Per far questo avremmo bisogno di una classe dirigente meno sensibile alla corruzione, la quale ha saputo creare di una tragedia un'occasione d'infinite speculazioni,avremmo bisogno di una magistratura non politicizzata, avremmo bisogno di un governo solido e non traballante, di un presidente del consiglio autorevole e, dulcis in fundo, di un ministro degli esteri competente e di sufficiente esperienza, e qui non posso fare a meno di ridere!
Cosa possono pretendere Conte e Di Maio da Francia, Inghilterra ed USA, quegli USA a cui è stato recentissimamente ripetuto che qualunque sia il prossimo presidente noi saremo sempre e comunque fedelissimi alleati?
Ultimo argomento: come mai l'Italia non è stata ancora colpita dal terrorismo jihadista? Certo le spiegazioni sociologiche ci stanno sempre bene; sull'efficienza dei nostri servizi di sicurezza non saprei che dire visto che certi aeroporti italiani sono sotto tutela di uno stato estero. Tra le varie spiegazioni a me piace quasi sempre quella più semplice: l'Italia, il paese più vicino alle basi di partenza degli immigrati, è dove si può sbarcare quando si vuole, senza alcuna conseguenza ed evitando accertamenti e controlli, una specie di pacchia. Perché fare attentati e rendere difficoltosa quella che sino ad ora è stata la più facile ed innocua via d'accesso all'Europa?
(1)F.Gabrieli, Maometto e le grandi conquiste arabe, Newton & Compton Editori, pag.7






















