
15 ottobre 2006
Canonizzazione di S. Rosa Venerini
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Auguri a tutte noi, perché con gioia e creatività facciamo cose grandi per Dio a favore degli ultimi.
S. Rosa ci renda sempre più capaci di essere contemplative e missionarie.
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In cielo mi ricorderò di voi sempre e non cesserò di pregare per la vostra salvezza. S. Rosa.
Auguri a tutte e pensieri affettuosi dalla nostra Madre Santa.
La storia di Santa Rosa Venerini
Mauro Galeotti
Beata Rosa Venerini Rosa Venerini nacque a Viterbo il 9 Febbraio 1656, era figlia di Goffredo, di Castel Leone, medico che tanto si prestò nella pestilenza del 1657, e di Marzia Zampichetti. Fece vita ritirata e il voto di farsi monaca, poi, sotto la guida di padre Ignazio Martinelli dei Padri Gesuiti, sentendo la necessità di far conoscere la Dottrina Cristiana alle fanciulle povere, si avvicinò alla vita religiosa.
Così, il 30 Agosto 1685, avuta l’approvazione dal cardinale Urbano Sacchetti, con altre due compagne, Porzia Bacci e Geronima Colluzzelli, aprì la prima scuola gratuita per le fanciulle povere, «per dare ad esse completa formazione cristiana ed avviarle alla vita sociale».
L’aprì in una casa presa in affitto dalla nobile Artemisia Mansanti in Brugiotti, quasi sicuramente in Contrada santa Maria in Poggio. Dal 1687 al 1690 la scuola venne trasferita vicino alla precedente, in Via Fontanella del Suffragio. Nel 1691 Rosa Venerini si trasferì presso la Volta Buia in casa Laziosi ove restò fino al 1701, poi in casa Gai-Baldossi, posta vicino a san Giovanni in Zoccoli, in seguito le due abitazioni furono acquistate dalla stessa.
Casa Gai-Baldossi fu unita ad altre abitazioni contigue per creare l’attuale fabbricato in Via Mazzini. Nel 1692 fu invitata dal cardinale Marcantonio Barbarigo (1640 - 1706) ad aprire scuole simili nelle Diocesi di Montefiascone e Tarquinia. Fino al 1707 fu presente anche nelle diocesi di Tuscania, Bagnoregio, Sutri, Nepi, Civitacastellana, Orte, Gallese e, per comando di papa Clemente XI, a Roma aprì due scuole, una nel 1713 e l’altra nel 1716. La scuola in Via Maria ss. Liberatrice venne aperta nel 1832. Il fine dell’Istituto fondato dalla Venerini, come leggo dal regolamento, era «attendere con ogni diligenza alla propria salute, ed insieme a quella de’ prossimi, conforme c’insegnò il Redentore […].
In queste scuole s’insegnano alle fanciulle i lavori donneschi, per dare poi donne abili alle case; ed affinché più s’allettino le madri a mandare le figlie; ciò si fa gratuitamente; e tutto questo per togliere con industriosa carità l’ignoranza, l’errore, e le male abitudini delle fanciulle, e invece imprimere in esse altamente le verità cattoliche, ammaestrandole continuamente mattina e giorno nella Dottrina Cristiana, e nelle massime di religione, onde sieno animate a volere ad ogni costo la loro eterna salute». Rosa Venerini morì a Roma il 7 Maggio 1728, alle ore ventidue circa.
Il 6 Marzo 1949 il papa Pio XII approvò la sua beatificazione, che fu solennemente riconosciuta il 4 Maggio 1952, nella Basilica di san Pietro a Roma. Fece seguito un Triduo solenne nella Ven. Chiesa del Gesù [a Roma] in onore della nuova Beata, vi parteciparono i vescovi Adelchi Albanesi, Guido Luigi Bentivoglio, Gilla Vincenzo Gremigni, Luigi Traglia ed i cardinali Clemente Micara, Benedetto Aloisi Masella e Federico Tedeschini.
E' stata canonizzata da papa Benedetto XVI il 15 ottobre 2006.
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Ancora notizie su Santa Rosa Venerini da wikipedia
Rosa Venerini (Viterbo, 9 febbraio 1656 – Roma, 7 maggio 1728) è stata una religiosa italiana, fondatrice della congregazione delle Maestre pie Venerini; beatificata nel 1952, fu proclamata santa da papa Benedetto XVI il 15 ottobre 2006.
Rosa Venerini nacque il 9 febbraio 1656 a Viterbo da Goffredo, stimato medico di origine marchigiana, nato nel 1612 a Castelleone di Suasa, che offrì il suo aiuto ai viterbesi nel 1657, durante la peste, e Marzia Zampichetti, discendente di una delle famiglie più importanti dell'Alto Lazio, già precedentemente sposata e vedova.
Oltre a lei, in famiglia vi erano Domenico, morto giovane, Maria Maddalena e Orazio. La piccola Rosa ricevette sin dall'infanzia un'ottima educazione religiosa dalla madre Marzia, donna attenta ai bisogni dei propri figli, e grazie alla zia materna Anna Cecilia, madre superiora nel convento di Santa Caterina a Viterbo.
Figlia spirituale dei gesuiti, nel 1685 a Viterbo aprì, insieme con Porzia Baci e Girolama Coluzzelli, una "scuola pia" destinata all'istruzione e all'educazione religiosa delle giovani più povere, da cui ebbe origine la sua congregazione: grazie all'appoggio del cardinale Marcantonio Barbarigo, l'opera si estese presto anche ad altre città del Lazio e a Roma, dove la Venerini affidò le sue scuole a Lucia Filippini. Naturalmente, le scuole causarono grande scompiglio nella società: era inconcepibile che delle sole donne insegnassero alle fanciulle il catechismo; questo, in particolare, era riservato strettamente ai sacerdoti. Nonostante ciò, l'opera della Venerini si estese, grazie alla benevolenza degli ecclesiastici, come papa Clemente XI, in tutto il Lazio (Corneto, Bagnoregio, Montefiascone, ecc.), fino a Roma, dove aprì due importanti scuole; infatti, qui, le Maestre furono subito ben accette e amate; a Roma restò a dirigere le scuole come madre generale Lucia Filippini, che stette vicino alla madre superiora fino alla morte, avvenuta nel maggio 1728 a Roma per tumore al seno.
Rosa Venerini venne tumulata nella Chiesa del Gesù, nella stessa città. La lapide recita, in latino: HIC GIACES ROSA VENERINI MAGISTER PUELLARUM (Qui giace Rosa Venerini maestra delle fanciulle). Tuttavia, a causa di un'alluvione del Tevere nel 1752, la tomba fu inondata e il corpo intatto della Maestra venne riposto in un'urna di vetro e argento nella cappella della casa generalizia di Roma, in via Belli. Alla Santa succedette nel ruolo di madre generale Chiara Candelari, una maestra di origine anconetana che seguiva Rosa da ventotto anni, sin dalla sua giovinezza.
Oggi le Maestre pie Venerini sono diffuse in tutta l'Italia, negli Stati Uniti d'America, in Africa, Romania, Argentina e Brasile.
Rosa Venerini fu beatificata da papa Pio XII il 4 maggio 1952 e canonizzata da papa Benedetto XVI il 15 ottobre 2006. La sua memoria liturgica cade il 7 maggio, giorno della sua morte.
Il miracolo che permise la canonizzazione fu la guarigione da gonfiore toracico inspiegabile di un bambino africano nel 2005. Il bambino andava a scuola in una scuola delle suore della Venerini, in Uganda, e per lui furono rivolte molte preghiere dalle Maestre pie e dalla comunità del luogo alla fondatrice.
A lei sono attribuiti altri due miracoli per fatti avvenuti nel 1952: il primo riguarda una Maestra guarita inspiegabilmente da un gravissimo glaucoma infiammatorio, che avrebbe portato la donna alla cecità in breve tempo, dopo diverse invocazioni alla Venerini; il secondo, avvenuto in un paesino dell'Abruzzo, coinvolge una Maestra malata di una forma aggressiva di tubercolosi, ritornata nel suo luogo natio per l'aria salubre. Il fratello, prete del paese, chiese ai concittadini di pregare la Madonna per la sorella; ma fu la stessa suora a invocare, in preda a un sonno comatoso, santa Rosa: il giorno dopo, nonostante gli avvertimenti dei medici, si alzò dal letto guarita inspiegabilmente.
Inoltre, la santa è ora patrona di Viterbo, sua città natale, insieme all'omonima santa Rosa, vissuta nel Medioevo, e antica protettrice dei Viterbesi durante la peste, nel XIII secolo.
Il Comune di Viterbo le ha dedicato un largo e quello di Ronciglione una via in suo onore.
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Maestre pie Venerini
Le Maestre Pie Venerini sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla M.P.V.
La congregazione sorse su iniziativa del cardinale Marcantonio Barbarigo, vescovo di Montefiascone: nel 1692 affidò l'incarico di aprire scuole popolari per fanciulle nella sua diocesi a Rosa Venerini (1656-1728), che nel 1685 aveva iniziato a dedicarsi all'educazione femminile a Viterbo e aveva già aperto alcune scuole gratuite.
Nel 1707 la sua discepola Lucia Filippini aprì una scuola autonoma a Roma, dando origine a una nuova congregazione indipendente di Maestre Pie.
Le Maestre Pie di Rosa Venerini si svilupparono come società di vita comune senza voti: il 20 luglio 1923 venne riconosciuta come congregazione religiosa di diritto diocesano e il 13 giugno 1926 vennero approvate le sue nuove costituzioni.
Il 4 maggio 1952 la Venerini fu beatificata da papa Pio XII; il 15 ottobre 2006 fu canonizzata in piazza San Pietro da papa Benedetto XVI.
Attività e diffusione
Le Maestre Pie Venerini si dedicano all'istruzione ed all'educazione cristiana della gioventù.
Oltre che in Italia, sono presenti in Albania, Brasile, Camerun, Cile, India, Nigeria, Romania, Stati Uniti d'America e Venezuela; la sede generalizia è a Roma.
Al 31 dicembre 2005, la congregazione contava 418 religiose in 74 case.






















