
Pietro Angelone – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Le Ore
Com’erano leggiadre le tre fanciulle brune e invisibili per via della notte con nelle mani un fiore o una piantina, le figlie di Zeus e Temi, dea dell’Ordine universale, simboleggianti lo scorrere del tempo attraverso le stagioni primavera, estate-autunno, inverno assicuranti le leggi morali e presiedenti il ciclo della vegetazione.
Com’erano leggiadre Eunomia, la Legalità, Diche, la Giustizia Irene, la Pace o Tallo, la Fioritura primaverile, Auso, il Rigoglio estivo e Carpo, la Fruttificazione autunnale.
Com’erano leggiadre le tre figlie di Zeus e Temi, diventate dodici e poi ventiquattro già in epoca romana.
Come segnano oggi le nostre stagioni e come possiamo chiamarle?
Direi:
Fretta, Ansia, Depressione,
Incomunicabilità, Violenza, Sopraffazione,
Ignoranza, Prepotenza, Egoismo,
Volgarità, Apparenza, Superficialità,
Strafottenza, Qualunquismo, Vacuità,
Intolleranza, Disuguaglianza, Insicurezza,
Asocialità, Disumanità, Sessismo,
Fobia….
E quante altre Ore si potrebbero elencare!
Com’erano leggiadre le tre figlie di Zeus e Temi, brune e invisibili, per via della notte!
Mio nonno le contava nel sole, così regolando la sua giornata di lavoro e, meglio, un po’ tutta la sua vita.
La sveglia sul comò nella camera era più che mai decorativa: segnava le ore convenzionali, non quelle della natura.
La camera da letto del nonno, la sveglia è andata perduta, è compagna ancor oggi delle mie ore unitamente a quelle di mia moglie.
Sono ore di un piccolo ordine personale.
Pasolini già ebbe modo di dire: L’ora è confusa, e noi come perduti la viviamo.
L’intelligenza sa sempre anticipare il futuro.






















